Porto descoberta

Fine agosto nella "capitale del nord" del Portogallo

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  • di letisutpc
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Fino a 500 euro
 

23/08

Arriviamo a Porto passando da Francoforte: no, non siamo impazziti, abbiamo solo trovato una combinazione per venire qua conveniente, anche se meno veloce. L’aeroporto Francisco Sa’ Carneiro è moderno e non troppo lontano dalla città. Nella hall degli arrivi incontriamo la squadra del Pacos Ferreira, che domani incontrerà il Boavista, una delle 2 squadre di Porto. Per un’appassionata di calcio come me questo inizio promette proprio bene. Prendiamo la metro violeta (definirla metro è un parolone, visto che è composta di sole 2 carrozze) fino a Trindade, da qui la gialla che in 2 sole fermate ci porta a Marquez, la nostra fermata. La piazza in cui arriviamo, intitolata appunto al Marquez de Pombal, è grandissima e circondata da platani. Il nostro b&b dista pochi passi: Carla, la manager, ci accoglie molto cordialmente offrendoci da bere e dei meravigliosi pasteis de nata, che io adoro. Ci fornisce subito una cartina di Porto, consigliandoci itinerari e ristoranti. Il b&b ha solo 6 stanze, ognuna porta il nome di un ponte cittadino: la nostra è Dom Louis I, il ponte più famoso; la stanza è proprio degna del nome, luminosa, spaziosa ed arredata con gusto. Ancora una volta Expedia non ci ha deluso! Tempo di sistemare i bagagli e partiamo subito a piedi, direzione RUA SANTA CATARINA: beh, il primo impatto non è dei migliori, le case ci appaiono malmesse, i negozi poco attraenti e anche la gente che incrociamo non ispira fiducia. La strada è lunga, procediamo. Appena raggiungiamo la zona a traffico limitato per fortuna la via acquista un altro aspetto ed altri colori, in primis quelli meravigliosi della CAPELA DAS ALMAS, un vero trionfo di azulejos. A pochi passi, ma purtroppo impacchettato dai lavori di restauro, il MERCADO DO BOLAO, poi il grandioso CAFÈ MAJESTIC, con angeli scolpiti sul frontone ed impeccabili camerieri che piantonano l’entrata in attesa di clienti.

Scopriamo subito che ad una strada in discesa ne seguirà una in salita, poi una in discesa e così via, questa è la legge di Porto, non vi si può sottrarre. La fame e la stanchezza cominciano a farsi sentire, dopo aver scartato perché troppo caro un ristorante consigliato dalla nostra host, entriamo alla Cerviceria Brandao, vicina al COLISEUeu, un vecchio teatro in stile art decò. Il posto è molto carino, con pareti in pietra e camerieri giovani e molto gentili: io ordino una delle specialità di Porto, la francesinha, Francesco invece opta per il bacalau, altra specialità portoghese. Birra e vino tinto completano l’ordinazione. La francesinha, una specie di mozzarella in carrozza ripiena della qualunque ed affogata in un sugo di birra è veramente impegnativa, dopo alcuni bocconi non ce la faccio più a mangiarla. Dopo cena, ben consapevoli che la strada di ritorno sarà tutta in salita, rimandiamo a domani ulteriori esplorazioni urbane e raggiungiamo il nostro confortevole b&b.

24/08 Un tuffo nell'Atlantico

La colazione è grandiosa, fatta di tante cose buone, dolci e salate. Ciliegina sulla torta l’attenzione e simpatia del personale del b&b. Invogliati dal bel tempo, decidiamo di dedicare la giornata alla zona sud-ovest, con passeggiata sul lungomare che si affaccia sull’Atlantico e visita del borgo marinaro di Matosinhos. Dalla Praca Marques parte proprio un autobus, il 203, che ci porterà direttamente a FOZ DO DUORO, punto d’incontro fra fiume e oceano. Foz è un posto tranquillo, con le vie che degradano verso un lungomare su cui si affacciano ville e villette, alcune molto belle. Il FAROL SENORA DA LUZ, segna il confine fra mare e fiume

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