Viaggio in Terra Santa sulle orme di Gesù di Nazareth

Alla scoperta dei luoghi e dei misteri della fede cristiana.
 
Partenza il: 26/08/2018
Ritorno il: 03/09/2018
Viaggiatori: 30
Spesa: 2000 €

Quest’estate ho deciso di partecipare a un pellegrinaggio in Terra Santa, organizzato dalla parrocchia di mia sorella. In verità si tratta di una scelta insolita per me. Sono abituata infatti, ai viaggi fai da te, quelli che preparo con mesi di anticipo, cercando il momento più opportuno per acquistare il volo e poi, studiando l’itinerario fin nei minimi particolari, leggendo mille recensioni prima di prenotare gli alberghi e facendo anche una selezione accurata dei ristoranti dove assaporare la cucina locale.

Questa volta però, ciò che fa sopratutto la differenza è lo spirito con il quale parto non quello del semplice turista bensì del pellegrino, di colui che vuole vedere e conoscere luoghi nuovi accompagnato dalla fede. Vado così, a “scatola chiusa”, lasciando che sia tutta una scoperta per me, innanzitutto dal punto di vista spirituale.

ROMA / TEL AVIV / NAZARETH

La partenza è fissata per il 26 agosto. Siamo un gruppo di circa 30 persone, accompagnati da 2 sacerdoti, don Michele e don Andrea; viaggiando tutta la notte, in pullman dalla Calabria, arriviamo all’alba a Fiumicino dove altri pellegrini si aggiungono a noi in aeroporto. Dopo il disbrigo delle formalità alla dogana dove le autorità israeliane ci sottopongono ad una specie di interrogatorio alle cui domande rispondiamo con tranquillità, ci imbarchiamo sul volo El Al, la compagnia di bandiera israeliana, diretto a Tel Aviv. L’aereo è molto grande, ha 2 piani, il catering a bordo non è male, trasmettono un film in inglese e le 3 ore (di volo) trascorrono velocemente. Arriviamo nel tardo pomeriggio (il fuso orario in Israele è di un’ora in più rispetto all’Italia) all’aeroporto Ben Gurion dove ad attenderci ci sono la nostra guida, don Vito, un sacerdote italiano di stanza in Qatar che conosce bene la Terra Santa avendovi soggiornato per molti anni e Roberto, che curerà la parte storico-archeologica del nostro viaggio.

La prima tappa è Nazareth, che dista circa 1 ora e mezza da Tel Aviv, dove alloggiamo presso l’hotel Galilee: la struttura è datata e le stanze sono spartane ma siamo in pellegrinaggio e non ci si può aspettare di soggiornare in un resort; in tutto l’albergo c’è il wi-fi gratuito anche se la connessione è più veloce nell’hall rispetto che nelle camere. La prima colazione (più salata che dolce) e la cena a buffet, che vengono servite in una sala al primo piano, sono tutto sommate discrete. Sebbene stanchi per via del viaggio io, mia sorella e alcuni dei pellegrini “più giovani”, dopo cena, andiamo a piedi fino alla Basilica dell’Annunciazione (10 minuti dall’albergo). L’impatto è forte: ci troviamo nel quartiere arabo, le strade sono sporche, le abitazioni malandate, dai locali e negozi ancora aperti fuoriesce quel odore tipico, a tratti pungente, di spezie e aromi orientali. L’atmosfera però, non è pesante e nelle persone che incontriamo non avvertiamo alcuna ostilità. L’indomani attraversando il quartiere ebreo, non potremo fare a meno di notare la differenza: qui è un susseguirsi di case curate con bei giardini e di vie ampie ed asfaltate, gente fa jogging e passeggia il cane: proprio un altro mondo!

NAZARETH/HAIFA (Monte Carmelo e Monastero di Stella Maris)/ Monte Tabor (bAsilica della Trasfigurazione)/ Nazareth (Basilica dell’Annunciazione, casa e chiesa di San Giuseppe)

Stamattina la sveglia suona alle 6.30 e così sarà per il resto del viaggio: oggi è prevista in primis la salita al Monte Carmelo, in verità in programma già ieri, all’arrivo, ma che abbiamo dovuto rinviare essendo atterrati con un’ora di ritardo.

Dopo la prima colazione partiamo quindi, in direzione di Haifa (o Caifa) dove sulle alture della città sorge il monastero carmelitano di Stella Maris. La tradizione vuole che detto santuario sia stato fondato su una grotta che fu dimora del profeta Elia. All’interno il soffitto e la cupola presentano numerosi affreschi tra i quali quello raffigurante Elia e il carro di fuoco con il quale si dice che sia sceso dal cielo mentre sotto il coro si trova una statua in bronzo del profeta.

Successivamente ci dirigiamo ad un balcone panoramico dal quale ammiriamo le Terrazze Bahai, note anche come Giardini pensili di Haifa, ovvero dei giardini intervallati da terrazze che circondano il Mausoleo del Báb, il fondatore della religione Bahai. Un vero spettacolo!

Lasciamo Haifa alla volta del Monte Tabor, il luogo in cui avvenne la Trasfigurazione di Gesù. Salendo attraverso una strada tortuosa si arriva fino alla Porta del Vento, un resto della fortezza musulmana del XIII secolo, le cui mura circondavano tutto l’altopiano della vetta.

Un lungo viale fiancheggiato da cipressi porta alla Basilica della Trasfigurazione, considerata come una delle chiese più belle della Terra Santa, e al convento francescano. Davanti alla chiesa si trovano le rovine di un monastero benedettino del XII secolo, e tracce della fortezza saracena. La facciata ha un grande arco chiuso tra due torri e frontoni triangolari alle coperture. All’interno la navata centrale, separata da quelle laterali da archi a tutto sesto, si trasforma in una scala tagliata nella roccia che scende verso una cripta decorata con grandi mosaici in cui predominano i colori dell’azzurro e dell’oro; rappresentano l’Incarnazione, l’Eucarestia, l’Agnello e la Resurrezione; in alto, molto elevato, si staglia il presbiterio, dietro al quale c’è un’abside con la scena della Trasfigurazione di Gesù rappresentata su un fondo completamente dorato. È tutto molto suggestivo e l’atmosfera invita alla meditazione.

Accanto alla Basilica nella sede della comunità di recupero per tossicodipendenti “Mondo X”, è stato preparato per noi un ottimo pranzo italiano: spaghetti al pomodoro, tacchino al forno con patate e verdure, frutta e caffé, con prodotti tutti rigorosamente a Km 0.

Dopo avere ascoltato la Messa nella cripta della Basilica, partiamo in direzione di Nazareth per visitare la Basilica dell’Annunciazione.

La chiesa, in stile moderno, è stata edificata sulle rovine di numerose chiese precedenti. Sormontata da una cupola a forma di giglio rovesciato, la sua originalità è data dal fatto che, a parte il porticato esterno nel quale trovano posto numerosi dipinti e mosaici della Madonna realizzati in paesi diversi, consta di 2 piani: quello superiore è dedicato a “Maria Madre della Chiesa” mentre in quello inferiore, in un’area recintata, è ubicata la Grotta dell’Annunciazione, tradizionalmente identificata con la casa di Maria. Si ritiene che la casa fosse costituita di una parte scavata nella roccia (la grotta) e di una parte in muratura. Quest’ultima non è più presente in loco: secondo la tradizione, fu trasportata tra il 1291 e il 1294 a Loreto nelle Marche, dove è conservata nella basilica della Santa Casa. All’interno della grotta si trovano attualmente l’altare barocco della vecchia chiesa e un moderno tabernacolo. Sospeso sulla grotta vi è un baldacchino, decorato da rilievi in rame dorato, raffiguranti la scena dell’Annunciazione. Fermarsi un attimo in preghiera davanti alla Grotta è emozionante se si pensa che in questo luogo la Madonna con il suo “Si” all’annuncio dell’Arcangelo Gabriele, ha cambiato la storia dell’umanità.



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