Una settimana a Corfù

Campo base a Paleokastritsa e poi esplorazioni in auto!
 
Partenza il: 06/08/2010
Ritorno il: 15/08/2010
Viaggiatori: 2
Spesa: 500 €

Arrivare a Corfù dal Nord Italia: il mitico passaggio ponte Come primo viaggio verso la terra ellenica non poteva mancare il mitico passaggio ponte, se non altro perchè sembra non vengano più attivati voli aerei diretti verso Corfù, almeno da Venezia. Per accorciare il numero di ore di nave, rinunciamo alla spettacolare partenza dal canale della Giudecca di Venezia e decidiamo di imbarcarci su una nave Anek ad Ancona, che ci porterà al primo porto greco di Igoumenitsa e poi ferry di 2 ore fino a Corfù. Dal momento che ad agosto la tratta bologna-rimini è una unica interminabile coda, il risparmio di tempo non è affatto garantito, arriviamo ad Ancona per un pelo, la biglietteria è una apocalisse di folla, ma fortunatamente il nostro traghetto è in ritardo.

Al porto di Ancora bella sorpresa: si posteggia la macchina in coda, ed è consentito uscire dal porto fino all’orario dell imbarco ufficiale, e dal momento che il porto è nel centro della città storica, è possibile trascorrere qualche ora piacevole a spasso per le vie di Ancora.

Ore 17.00, scatta l’imbarco. Compio il grande errore di rimanere al posto di guida, mentre il mio ragazzo scende con i bagagli a mano (la discesa dei passeggeri non guidatori, oltre che obbligatoria, è anche utile per andarsi a prendere i posti nei ponti superiori). Un greco mi urla in 10 lingue per farmi scendere in retromarcia in discesa attraverso una rampa strettissima e per farmi poi parcheggiare in diagonale a 1 millimetro dalle altre vetture. Comunque se ce l’ho fatta io ce la fa chiunque!

Ed eccoci alla ricerca di un posto sul ponte per dormire. Prima di partire avevamo mille dubbi e domande. Ma ci lasceranno usare i sacchi a pelo? Troveremo un posto riparato dal vento? Dovremo stiparci come sardine? In realtà abbiamo capito che ci eravamo preoccupati più del necessario, c’erano diverse persone che avevano persino la tenda!

La confortevolezza del passaggio ponte dipende molto dalle condizioni “barometriche”. Se c’è alta pressione si sta bene, salsedine nell’aria sotto controllo, fumi dalla ciminiera della nave che salgono lontani (al ritorno purtroppo c’era bassa pressione, quindi bagno di salsedine, gasolio e si sono pure messi a lavare il ponte di primo mattino, costringendoci ad alzarci!). L’unico ponte un po’ off-limits è quello più alto, il vento è veramente impegnativo. Il ponte migliore è quello del bar, dove è possibile occupare gli spazi della piscina o le verande semi-chiuse, ma essendo i posti migliori vengono presto accalappiati. E comunque sono un po’ claustrofobici, caldi e invasi da grossi gruppi di persone. Noi abbiamo piazzato sacchi a pelo e materassini sotto una scaletta sul ponte sopra quello del bar, insieme ad un altra coppia, dove esistono in tutto 3 angolini riparati dal vento: Uno nello spazio sotto le ciminiere dove all’andata c’era una famiglia con varie tende e sembrava veramente comodo. Al ritorno invece, con la bassa pressione e l’umidità, c’era puzza di gasolio e non si poteva stare. Gli altri due posti sono rispettivamente lo spazio sotto la scaletta destra e sotto la scaletta sinistra che salgono sul ponte più alto. Li sia all’andata che al ritorno abbiamo trovato il vento e il clima sopportabile. Al ritorno abbiamo trovato una coppia che aveva fatto una specie di Harem con coperte e narghilè, dall’altro lato un’altra coppia aveva messo una tenda ad igloo e noi ci siamo messi li vicino. In questi spazi ci si sta almeno in 4 sacco a peli, che comuque sono indispensabili per dormire sul ponte all’aperto (non servono quelli da alta montagna, basta che non siano semplici lenzuolini…).

Mentre si levano le ancore, ci godiamo i raggi intensi del tardo pomeriggio estivo, una bottiglia di birra e una sigaretta mentre la città diventa una macchiolina lontana.

Inutile dire che i colori del tramonto erano spettacolari, e aprire gli occhi al mattino e vedere per prima cosa la distesa del mare blu tra le isolette della costa adriatica meridionale che diventa Ionio, da una carica incredibile, e ripaga completamente ogni scomodità. Non lo dico solo per dire, è stata una delle senzazioni più belle della mia vita!

Sbarco a Corfù: l’agenzia di viaggi italiana Attracco a Corfù capitale (Kerkyra in greco), per prima cosa ci dobbiamo dirigere all’agenzia, attraverso la quale, grazie a internet, abbiamo prenotato la casa nella quale soggiorneremo durante la nostra permanenza sull’isola.

Arrivo alla nuova casa: Paleokastritsa Cercavamo un posto dove poterci alzare la mattina e andare a lavarci gli occhi insonnati nell’acqua di mare, possibilmente spettacolare. Abbiamo scelto Paleokastritsa come seconda opzione (Agios Gordios era al completo), atratti dalla spettacolarità del suo promontorio e delle due baie gemelle, ma non rifarei la stessa scelta in futuro, mi mancava qualcosa.

Arriviamo nella località che si trova a 30 minuti circa da Corfù Town, e sulla costa opposta (quella ovest) e inziamo a scendere, scendere, scendere dai monti che coprono la parte settentrionale dell’isola. Paleokastritsa è un discesa di tornanti lungo un’unica strada sulla quale si sviluppano Hotel e poco altro. Il suo fascino è legato alla spettacolarità geo-morfologica delle baie e dei promontori. Quello comunque non sarà un problema, prendiamo subito la mano con i tornanti e anzi, e nei giorni successivi ce la godiamo a vedere quelli che si divertono a passeggiare su e giù lungo l’unica strada, mentre noi confidiamo nei freni della mia vecchia Polo!

Il nostro studio è situato nella parte più bassa di Paleokastritsa, proprio vicino alla spiaggia, in cima a una ripida laterale in mezzo ad un bosco di pini. L’impatto è po’ difficile, ci muore la macchina lungo la salita, mentre il nostro agente di viaggi ci guarda perplesso. Alla fine istituiamo parcheggio alla base della salita.

Lo studio è un tipo di sistemazione che si può trovare facilmente in Croazia e Grecia. Si tratta di un monolocale, spesso dotato di veranda privata, situato in piccole strutture caratteristiche chiamate “ville”. Il nostro non fa eccezione alla regola, ci piace da subito, è al secondo piano ed ha un vista di colline verdi e mare, e abbiamo anche degli amici gatti (di cui uno trovato aprendo l’armadio all’arrivo). Le famose spiagge gemelle sono a 10 minuti da casa, quindi il primo obiettivo (doccia mattutina in acqua di mare) è raggiunto.



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