Libano sorprendente

Un paese con 5 siti patrimonio dell'umanità, un panorama culturale straordinariamente ricco e stratificato, una storia millenaria, una convivenza pacifica di 18 religioni, una vivace movida, un clima mite, bellezze naturali e, non da sottovalutare, un’ottima gastronomia!
 
Partenza il: 13/04/2017
Ritorno il: 18/04/2017
Viaggiatori: 2
Spesa: 2000 €

Libano sorprendente vissuto dal 13 al 18 aprile 2017 in coppia e speso € 1.200 a persona.

Mete: Beirut, Beiteddin, Deir El Kamar, Baalbeck, Anjar, Ksara, Jeita, Byblos, Harissa, Sidon, Tyre e Maghdouche

Brevemente: Un paese con 5 siti patrimonio dell’umanità, un panorama culturale straordinariamente ricco e stratificato, una storia millenaria, una convivenza pacifica di 18 religioni, una vivace movida, un clima mite, bellezze naturali e, non da sottovalutare, un’ottima gastronomia! Il Libano, una meta sorprendente data dalla testimonianza tangibile dell’incontro, intreccio, incastro del destino di differenti popoli!

Pacchetto di € 1.200 totali a persona acquistato on line presso il tour operator Stelle d’Oriente comprensivo di assistenza, assicurazione base, volo diretto di linea, transfer da e per l’aeroporto, 5 notti in Hotel a 3* in formula B&B e 4 escursioni giornaliere in mezza pensione

Dettaglio dei costi

Albergo a Beirut € 280 per 5 notti presso l’Hotel Mozart in zona Hamra

Volo diretto Alitalia Roma- Beirut-Roma € 525

Escursioni 4 giornaliere con partenza (h. 7,45) e rientro (h. 18 circa) in Hotel, comprensive di pranzo e soft drink organizzate dall’Agenzia Nakal

€ 85, Beirut, Beiteddin & Deir El kamar

€ 85, Baalbeck, Anjar & Ksara

€ 95, Jeita Byblos & Harissa

€ 88, Sidon, Tyre & Maghdouche

1° giorno: Giovedì 13 aprile – Italia (Roma) – Libano (Beirut)

Il volo da Fiumicino parte alle 21,50 (posti 29A) e dopo 3,15 ore, durante le quali servono la cena (fette di prosciutto, formaggino Bel Paese, insalatina, macedonia e tortino con marmellata), atterriamo al Rafic Hariri International Airport, dove troviamo autista e accompagnatore dell’Agenzia Nakal con i nostri nomi pronti per il trasferimento all’Hotel Hamra Mozart di Beirut.

All’aeroporto i controlli sono piuttosto lenti, i libanesi da una parte, gli arabi e gli stranieri dall’altra. Per noi italiani nessun visto da pagare, ma diverse sono le domande che ci pongono: “Siamo mai stati in Libano o in Israele? Dove alloggeremo? Siamo sicuri che il motivo del nostro viaggio sia turistico?”. Guardano bene i timbri sui passaporti e alle 4 finalmente siamo liberi.

Alle 4,30 giungiamo all’Hotel Mozart, nella zona Hamra (che vuol dire LUNA!). Ci viene assegnata la stanza n. 302 piuttosto grande, sa di stantio, con poltrona di ciniglia, mobili scuri, cucinino attrezzato di fornetto a microonde, frigorifero e lavabo, ma senza un’utensile, tv a schermo piatto, armadio, cassaforte, aria condizionata, balconcino che dà sulla strada principale, non proprio silenziosa. Non lontana, una moschea e, il richiamo del Muezzin, è puntuale anche all’alba. Il bagno non ha finestre e la caotica ventola che si attiva con l’accensione della luce è insopportabile; più asciugamani puliti, due saponette e due shampoo. Morale della favola, non dormiamo più di un paio d’ore!

Sapevamo che le stagioni intermedie erano i periodi migliori per visitare il paese e per questo motivo abbiamo deciso di trascorrervi qualche giorno di aprile approfittando delle festività pasquali. A posteriori, scelta azzeccata.

Sistemiamo velocemente la valigia, dove avevamo messo un paio di jeans, un maglioncino di mezza stagione e un giacchetto impermeabile, per esser pronti a visitare sia le città sulla costa come la capitale – dove il clima è prettamente mediterraneo -, sia quelle all’interno o su colline, decisamente meno calde. Per scrupolo abbiamo portato anche il costume, il mare è molto bello ma fa ancora freddino (e a posteriori… non avremo il tempo per indossarlo).

Il Paese si estende su un’area tra la catena dell’Antilibano, nella parte più orientale, e i Monti Libano, la catena più lunga (160km), elevata – con il picco massimo di quasi 3.100mt – e dalla vetta perennemente innevata color latte da cui prende nome il Libano che significa yogurt (lbn = latte).

2° giorno: Venerdì 14 aprile – Beirut, Beiteddin e Deir El Kamar

Buona la colazione mediorientale che prevede zuppa di lenticchie e ceci, pomodori, yogurt, formaggio tipo Philadelfia, olive bianche e nere, pizzette con origano e l’halva, un dolce al sesamo con farina di ceci e zucchero; un po’ più scarsa quella “dolce” occidentale con cornetti tagliati, un po’ di pane arabo o in cassetta e tre tipi di cereali. Tea, succhi e caffè americano a volontà.

Alle 7,45 è previsto il pick-up e l’inizio della prima giornata di escursioni.

Iniziamo proprio da Beirut che visiteremo, con altre sei turisti, in un paio d’ore e mezza con una guida che in inglese e in francese (la seconda lingua oltre l’arabo) ci darà diverse informazioni.

Il Libano è aperto, la gente ama socializzare, ritrovarsi e lo vediamo dagli sguardi delle persone che incrociamo. E’ conosciuto anche come la Perla o la Svizzera del Medio Oriente, e nel centro di Beirut numerosissime sono le banche (d’altronde i servizi bancari e finanziari sono, insieme al turismo, le principali attività economiche)!

Nonostante le vicissitudini politiche trascorse da cui sta velocemente uscendo, e il delicato equilibrio, seppure in presenza di pressioni dai confini e tensioni per l’appunto geopolitiche (paesi arabi da una parte e Israele dall’altra), è un paese tranquillo in cui ci sentiamo al sicuro, ma è pur vero che ogni 200mt c’è un militare armato.

Siamo ufficialmente nella Repubblica Libanese, per millenni punto di incontro tra civiltà differenti (fenicia, cananea, egizia, assiro-babilonese, persiana, ellenica, romana, bizantina e araba), abitata da diciotto confessioni religiose, ciascuna (cristiana, musulmana ed ebraica) dotata di una propria distinta e variegata identità. Indipendente dal 1943, con un patto nazionale, ancora vigente, si stabilì la divisione delle cariche politiche tra i principali gruppi religiosi. Probabilmente le percentuali, nel corso degli anni, sono variate, ma non si è mai pensato ad aggiornarle, procedendo con un censimento, per non rompere gli equilibri. A tutt’oggi il Presidente della Repubblica, eletto ogni sei anni dai deputati, è cristiano maronita; il Presidente del Consiglio è sunnita e il Presidente del Parlamento, o dell’Assemblea nazionale composta da 128 deputati, eletti ogni cinque anni (età minima per votare 21 anni), è sciita.

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