Perchè proprio il Libano?

Viaggio "quasi" fai da te a Beirut, Libano e Damasco.
 
Partenza il: 04/01/2011
Ritorno il: 09/01/2011
Viaggiatori: 2
Spesa: 1000 €

“Perchè proprio il Libano?”: questa era la domanda che tutti i nostri amici ci ponevano prima della nostra partenza, ma soprattutto questo è ciò che ci chiedevano i Libanesi incontrati e conosciuti a Beirut, quasi stupiti dell’attrattività turistica del loro Paese per degli italiani. Da molto tempo eravamo attratti da questa gente sempre in bilico tra un passato di grandi sofferenze, un presente tutto sommato relativamente stabile ed un futuro molto, molto incerto. Un popolo che, nonostante tutto, cerca di vivere nel modo più intenso possibile ogni istante della giornata, in quanto, dicono sempre,”domani non si sa cosa possa succedere”. Ed è forse proprio questa sensazione di perenne precarietà che li porta ad essere incredibilmente socievoli, disponibili, ospitali se paragonati alla riservatezza, se non addirittura “freddezza” di noi italiani. Il viaggio è durato 5 notti/6giorni e ci ha permesso comunque di visitare in maniera approfondita Beirut, la Valle della Beeka con Balbeek, Anjar e Ksara, la costa con Jounieh, Harissa, Byblos e le grotte di Jeita e partecipare ad un’escursione giornaliera a Damasco. 4gennaio2011: arrivo in piena notte con un volo Lufthansa da Francoforte, semi-vuoto, occupato quasi unicamente da militari danesi dell’UNIFIL (non male come primo approcio).. 5gennaio2011: intera giornata dedicata alla visita di Beirut ed in particolare: zona di Sodeco, Rue Monot (con moltissimi locali notturni e con un campionario infinito di SUV ed auto di lusso rigorosamente a benzina), il quartiere di Gemmayzeh con la sua Rue Gouraud brulicante di ristoranti e locali notturni, il quartiere commerciale di Achrafiye, Solidere con Place de l’Etoile, Place de Martyrs con la Moschea di Mohammed al-Amin, la Cattedrale maronita di San Giorgio, il Saifi Village (molto caratteristico, anche se troppo simile ai nostri finti outlet village), i resti delle terme romane, l’inquietante Holiday Inn Hotel che ancora sovrasta in maniera minacciosa la zona della Corniche, tutt’ora crivellato da colpi di mortaio risalenti al periodo bellico. Poi un passaggio obbligato sulla Corniche con i suoi numerosi Beach Clubs (era pero’ gennaio e tutti erano chiusi ovviamente), l’American University of Beirut e per finire la zona di Hamra e i Pigeon Rocks! Beirut sta vivendo una fase di profonda trasformazione della sua zona centrale, con decine se non centinaia di cantieri in cui vengono realizzati centri direzionali, residence, hotel di lusso, appartamenti esclusivi, ecc.. siamo rimasti stupiti dal numero impressionante di gru che si stagliano sullo skyline di questa città. 6gennaio2011: ci siamo affidati al tour operator locale Nakhal (www.nakhal.com) preciso e molto ben organizzato per partecipare a delle escursioni all-inclusive con guida in lingua inglese e pasti in ristoranti tipici. L’intenzione iniziale era quella di arrangiarci in tutto, ma avevamo intuito che la situazione fuori da Beirut era ben diversa da cio’ che vedevamo nella capitale: codice della strada praticamente inesistente, rete viaria parecchio dissestata, posti di blocco ovunque e militari libanesi non sempre ben disposti nei confronti degli stranieri. La prima escursione è diretta a Anjar – Balbeek (strepitosa!) – Ksara (con visita guidata alle cantine e degustazione di vini) e pranzo a Zhalé. Rientro a Beirut e corsa al mega centro commerciale ABC di Achrafiye. 7gennaio2011: escursione full-day a Jounieh – Harissa (con trasferimento in teleferica fino a Notre Dame du Liban) – Byblos (imperdibile una sosta al negozio di fossili Memoire du Temps) – Grotte di Jeita (un vero capolavoro della natura). 8gennaio2011: escursione full-day a Damasco con tanto di bufera di neve sui passi di montagna tra le due capitali. Damasco è nettamente diversa rispetto alla cosmopolita ed occidentale Beirut, ed il “salto culturale” è molto forte per chi è in arrivo da Beirut. 9gennaio2011: visita al Museo Nazionale di Beirut perfettamente restaurato dopo i terribili saccheggi e le distruzioni subite durante la guerra, passeggiata in Rue Verdun e poi sulla Corniche con pranzo di fronte ai Pigeon Rocks. Trasferimento in aerporto e rientro in Italia a tarda sera. Informazioni utili: Alloggiato presso GOLDEN TULIP HOTEL DE VILLE, un dignitoso 4 stelle in zona Sodeco (10minuti a piedi dalla vita notturna di Rue Monot e di Rue Gouraud – 20 minuti a piedi da Beirut downtonw – 5 minuti dal Museo Nazionale), molte cadute di stile pero’ farebbero meritare 3 stelle a questo albergo (pulizie non sempre puntuali, camera e servizi igienici con segni di decadenza nonostante un recente restauro, ecc). Tuttavia il prezzo era molto buono e la posizione ottimale. Trasporti in città: non esistono, o quasi, mezzi pubblici. Affidatevi a Taxi (tariffa media per qualsiasi spostamento all’interno della città circa 4-6USD – transfer da/per aeroporto circa 20USD) su meravigliose Mercedes Benz con 2-3milioni di km o a simpaticissimi “servis” o “service” , vale a dire i taxi collettivi molto economici (circa 2USD a tratta urbana). Ristoranti: consigliatissimo il poco conosciuto agli stranieri BASMA RESTAURANT (Ave. Charles Malek – Achrafiye, di fronte alla Lebanese Federal Bank). Ottimo servizio, buonissime specialità libanesi, ambiente accogliente e raffinato, prezzo circa 38Euro in 3 persone.. Molto consigliata anche la Boulangerie PAUL all’incrocio tra Rue Gouraud e Rue Georges Haddad , ottime colazioni e pranzi e cene veloci, ma curate nei minimi dettagli. Da scartare invece La Tabkha che, nonostante fosse raccomandato dalla Bibbia Lonely Planet, la sera non prepara specialità libanesi, ma solo ricette internazionali. Cose da fare: chiedere informazioni ed indicazioni stradali ai passanti, verrete trattati come un diplomatico in visita di stato.. Cose da non fare: foto a check-point, carri armati, militari, palazzi governativi, pena minacciose arrabbiature dei soldati e mitra e Kalashnikov ben in vista o puntati verso di voi… Per tutto il resto (e ci sarebbe molto ancora da raccontare), mi trovate alla mail: [email protected] _Marco_



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