A PASSEGGIO SUL FONDO DELL’OCEANO prima parte

Quello che segue è una sorta di “diario di bordo” scritto in parte durante il viaggio - in forma stringata di semplici appunti - e poi rielaborato nei giorni immediatamente successivi al ritorno, come suol dirsi.... “battendo il ferro finchè è caldo”. Sono memorie scritte per noi stessi, per mantenere vivo il ricordo di quei giorni, e...
a passeggio sul fondo dell'oceano prima parte
Partenza il: 05/07/2003
Ritorno il: 27/07/2003
Viaggiatori: fino a 6

Quello che segue è una sorta di “diario di bordo” scritto in parte durante il viaggio – in forma stringata di semplici appunti – e poi rielaborato nei giorni immediatamente successivi al ritorno, come suol dirsi… “battendo il ferro finchè è caldo”.

Sono memorie scritte per noi stessi, per mantenere vivo il ricordo di quei giorni, e non pensando al fatto che qualcun’altro potesse leggerle né, tanto meno, che potessero essere utilizzate come riferimento da un punto di vista pratico.

Quindi, se qualcuno volesse approfondire qualche informazione, non ha che da scriverci.

Comunque, adesso, bando alle ciance! E’ ora di iniziare il racconto! GIORNO 1 – SABATO 5 LUGLIO 2003 E’ arrivato finalmente il momento! Gli ultimi preparativi e poi…Tutti ai posti di manovra, si parte! Imbocchiamo la superstrada e … Francia, eccoci!! Magari fosse qui, dietro l’angolo, invece la giornata è lunga. La strada scorre veloce e il traffico è decente, ma il caldo è veramente opprimente. Finalmente quest’anno la deviazione di Colfiorito non c’è più – dopo anni – e questo ci dà un po’ di vantaggio: lo sfrutteremo per incontrare Carlo e Monica a Torino, dal momento che passiamo da quelle parti ed è tanto tempo che non li vediamo! Ci fermiamo soltanto per il pranzo – dalle parti di Modena, come al solito – e per fare gasolio, poi abbiamo preso un appuntamento con loro in un’area di servizio sulla tangenziale. Rimaniamo d’accordo che, eventualmente, ci sentiremo per vederci un po’ più a lungo durante il viaggio di ritorno. Proseguiamo sull’autostrada della Val di Susa addentrandoci fra i rilievi alpini.

Quando arriviamo al casello del tunnel del Frejus un po’ di apprensione, a dire la verità, c’è! E’ la prima volta che ripercorriamo una galleria transalpina dopo tanti anni e dopo la tragedia del Monte Bianco. Imbocchiamo l’ingresso – dopo aver pagato un pedaggio che ci resterà indigesto per parecchio tempo – e restiamo subito piacevolmente impressionati dalla sua spaziosità e luminosità; il traffico è scarso, la “traversata” molto meno opprimente che nelle nostre aspettative. Rivediamo finalmente la luce del sole che siamo ormai sul suolo francese.

Nonostante siamo fra strette valli alpine, si avverte subito la sensazione diversa dei grandi spazi, insolita per noi italiani, che ci accompagnerà per tutta la Francia. L’autostrada diventa subito molto più ampia e il traffico quasi inesistente fa il resto: ora possiamo finalmente sentirci nel pieno del nostro nuovo viaggio “on the road”! Pochi chilometri e siamo a St.Jean de Maurienne, dove abbiamo progettato di passare la notte. Il “Portolano” dice che esiste un’area attrezzata, ma l’unica indicazione che dà è il recapito del municipio…Non molto utile alle otto di sera passate di un sabato estivo! Cercheremo di arrangiarci da soli! Giriamo un po’, ma la ricerca è vana e, per non perdere tempo, dal momento che ormai sta per far buio, pensiamo di chiedere al locale campeggio municipale. Siamo fortunati: è proprio lì che c’è un’area attrezzata per il camper-stop. Il campeggio è confortevole, quattro stelle, con servizi modernissimi. Bisogna tenerlo a mente! GIORNO 2 – DOMENICA 6 LUGLIO 2003 Per prima cosa, è necessario fare il pieno, prima di lasciare St.Jean de Maurienne. Ci dirigiamo al supermercato che abbiamo incrociato ieri sera entrando in paese. Già, al supermercato, perchè – informandoci sulle notizie utili che caratterizzano la Francia – abbiamo saputo che quasi tutti i supermercati dispongono di pompe di benzina e i prezzi sono molto più convenienti che nei distributori tradizionali. E’ domenica mattina e funzionano soltanto i distributori automatici, è l’occasione per scoprire subito che le nostre carte di credito, anche se non c’è nessuna avvertenza, non vengono accettate. Delusi, ma obbligati dal serbatoio vuoto, ci rivolgiamo al distributore Esso di fronte che, per fortuna, è di turno. Qui la carta di credito è accettata e, per di più, il prezzo non è poi così diverso da quello di prima! Non si finisce mai di imparare! Siamo in Francia da poche ore e già abbiamo scoperto diverse cose utili: primo, le carte di credito straniere vengono accettate – oltre che dai “bancomat” locali, ovviamente – solo se c’è un operatore che ti fa firmare la ricevuta; secondo, i distributori tradizionali nei pressi dei supermercati praticano – per evidenti motivi di concorrenza – prezzi non molto superiori e sono una valida alternativa quando gli altri sono chiusi.

Possiamo finalmente ripartire ed entriamo quasi subito in autostrada.

Viaggiare così è un piacere: il traffico è scarso, la strada ottima, la temperatura piacevole, sembra che abbiamo – per fortuna! – abbandonato il caldo afoso italiano. I chilometri scorrono tranquilli e abbandoniamo, pian piano, le montagne e la regione alpina.

Unica eccezione quando imbocchiamo, nei pressi di Lione, un tratto dell’autostrada che da Parigi porta alle spiagge del sud. Evidentemente è tempo di vacanze anche per i francesi e il traffico diventa improvvisamente un’unica fila.

L’autostrada continua ad essere abbastanza intasata anche proseguendo verso St.Etienne, anche perchè siamo ancora vicini all’area urbana di Lione – tant’è vero che l’autostrada in questo tratto è ancora gratuita – e corre a volte fra case e palazzi, con un tracciato spesso stretto e un po’ tortuoso.

Passata questa città, però, si ritorna agli standard precedenti di traffico e di comodità, mentre il nastro d’asfalto attraversa una bella regione di colline coperte di boschi, di cui spesso segue i versanti con continui saliscendi.

Quando arriviamo a Clermont-Ferrand è ora di pranzo e di fare un’altro pieno.

Usciamo dall’autostrada e ci fermiamo nel parcheggio semideserto dell’immancabile hiper-marchè, dopo qualche peripezia per trovarne l’ingresso. Ora il sole picchia forte anche qui.

Poco più di un’ora dopo siamo di nuovo in autostrada per l’ultima tappa del nostro spostamento verso la Loira. Adesso il paesaggio è molto più dolce, spesso addirittura pianeggiante, e l’uscita di Vierzon arriva quasi prima che ce l’aspettassimo. Da qui proseguiamo su strade ordinarie, in mezzo alle case, alla gente; andremo pure più piano, ma ci sentiamo già un po’ più immersi nella vacanza. Per un lungo tratto procediamo lungo il canale che segue il corso dello Cher, passando da un paesino all’altro, con le case su un lato della strada e il canale distante solo a pochi metri dall’altro.



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