agosto 2009 francia: in camper verso la bretagna

Lavanda, erica, falesie e oceano. Il colore e' predominante in questo viaggio Statistiche e note : 4950 km. In camper in 22 giorni. Altri 316 km li abbiamo fatti con la moto. Costo totale gasolio euro 650, litri 615, media costo al litro 1,056, consumo 8 km con 1 litro. La Francia è molto più aperta al plein air dell’Italia, viste le...
 
Partenza il: 31/07/2009
Ritorno il: 22/08/2009
Viaggiatori: fino a 6
Spesa: 2000 €

Lavanda, erica, falesie e oceano. Il colore e’ predominante in questo viaggio Statistiche e note : 4950 km. In camper in 22 giorni. Altri 316 km li abbiamo fatti con la moto.

Costo totale gasolio euro 650, litri 615, media costo al litro 1,056, consumo 8 km con 1 litro.

La Francia è molto più aperta al plein air dell’Italia, viste le molteplici aree alberate riservate alla sosta.

La bellezza e la ricchezza dei fiori esposti in ogni dove fanno sembrare la Bretagna e l’ Alsazia un enorme giardino perfettamente curato.

Venerdì 31 luglio 2009 ore 21 Io (Paola) e Silvano partiamo in camper (Laika 8.1 su Ducato 2.800 t.D.), e moto al seguito (Gilera 180), da Pordenone verso la Francia. Abbiamo un’idea che ci frullava già da un po’ di giorni: vedere le colline viola di lavanda in Provenza, prima del taglio. L’avevo sempre in testa questa vista perché amici e conoscenti più volte ci erano andati per dipingere e fotografare. Io so solo fotografare e non vedo l’ora. Queste sono le vere vacanze estive, ma gli amici ci raggiungeranno in camper solo tra una settimana.

Arrivati sulla A4 il traffico è molto intenso, ma in senso contrario, per fortuna. Come ogni anno le file di formano al Lisert di Trieste. Noi, invece, percorriamo l’autostrada in modo scorrevole e ci fermiamo per la notte in un autogrill a Desenzano.

Sabato 1 agosto 2009 Non vorrei dirlo, ma oggi è il mio anniversario di matrimonio: sono 39! Mi spiace, ma non per i 39, ma per dire che gli anni inesorabilmente passano veloci. Proseguiamo per Cremona e Piacenza verso Torino. Tutto perfetto sino al Monginevro (km.605). La prima cosa che abbiamo fatto entrando in Francia, anche perché era mezzogiorno, comperare una baguette. Che pane straordinario ha la Francia! Abbiamo proseguito, senza fermarci a Briancon (città veramente bella!) sino al lago artificiale di Sevines le Lac e abbiamo girato a sinistra lungo lago per arrivare nel tardo pomeriggio a Digue les Bains. La strada da questa parte è troppo lunga, anche se in molti tratti molto panoramica. Avevamo fatto conto di arrivare più avanti, ma Silvano ha bisogno di riposo e ci siamo fermati ad un campeggio anonimo vicino al centro di Digue: la capitale della lavanda. Pasta per cena: ci vuole per rigenerare! Domenica 2 agosto 2009 Partiti alle 9, sentiamo in lontananza arrivare il temporale che ci raggiunge implacabile lungo le colline. Lampi e tuoni ma arrivano anche i primi campi di lavanda: il colore non è quello giusto perché non c’è contrasto di luce. Arriviamo a Moustieres St. Marie, in posizione panoramica sulla montagna, ma i due campeggi sono completi: peccato! Proseguiamo quindi e arriviamo a Riez: si sta svolgendo una festa paesana del grano, che qui è appena stato tagliato, ma sull’altopiano il taglio deve essere ancora fatto. Troviamo posto (con difficoltà) al campeggio ‘delle rose di Provenza’. Ci sistemiamo, prendiamo la moto e andiamo in centro (poco distante). Il paesino, di origine romana, è proprio carino e tra i viali caratteristici di platani secolari, ci sono bancherelle e rappresentazioni (in costume) di mestieri. L’insieme è molto credibile perché le fontane, i lavatoi, le piazzette si prestano al ritorno dei tempi andati: le lavandaie, l’arrotino, l’orologiaio, il venditore di campanotti delle mucche, vendita della lana, stoffe, animali da cortile e una ricostruzione di un’aula con una maestra.

A metà pomeriggio di nuovo in moto. Lungo il percorso verso Moustiers, abbiamo cambiato strada: c’è una segnalazione di ‘volo libero’ che ci ha incuriosito. Non lo abbiamo visto, ma in compenso ci siamo alzati su un pianoro con vista spettacolare. Lì c’è la lavanda ancora da tagliare ed il profumo è intenso. Il sole va e viene dietro le nuvole e non permette il giusto contrasto con il viola. Senza sole pieno il viola diventa blu, con sfumature grigie: una schifezza. Le foto non mi hanno soddisfatto. Poi verso Moustiers St Marie : è un paesino molto bello, arroccato, con le cascatelle d’acqua, case fiorite e negozietti di ‘poteries’: sono lavorazioni artigianali della ceramica molto originali e moderne.

Dopo aver girato un po’ tra le stradine, di nuovo in moto sino al Lac de la Croix. Hanno saputo organizzare il lungo lago e valorizzarlo.C’è anche un bel campeggio municipale. Non abbiamo avuto il tempo di andare alle Gole del Verdon, ma lo faremo sicuramente in una prossima occasione. Rientrati a Riez ci prepariamo per la cena. Torniamo in centro e… Colmo dei colmi, girando in moto scopriamo che a ridosso del paese c’è un parcheggio enorme per camper e c’è stato il mercatino dell’antiquariato per tutta la giornata in una grande area vicina. E pensare che lo avevo letto nel depliant! Lunedì 3 agosto 2009 Pensavamo di stare un’altra giornata, ma avremmo dovuto spostarci nel campeggio perché il posto era già prenotato. Abbiamo pensato di andare oltre. Sono dolci le colline, verdi, con viti, grano e file di platani. Lungo il percorso decidiamo di fermarci al camping municipale di Apt (punto centrale e strategico per girare la zona). Nel pomeriggio in moto andiamo verso nord e a pochi chilometri c’è il Colorado provenzale: colline rosse e gialle Non bisogna esitare ad inoltrarsi nei sentieri che partono in tutti i sensi nella foresta di pini, poiché vi sono fantastici paesaggi da scoprire a piedi. E’ l’ocra: una mescolanza di sabbia e di argilla colorata da ossidi di ferro che permettono questa sinfonia unica di colori (giallo chiaro, terra di siena, marrone avana…). Pigmento naturale e inalterabile, l’ocra è principalmente utilizzata nella fabbricazione di pitture e tinte per muri. Giriamo poi verso S. Saturnin e poi a Roussignol. E’ già troppo tardi per vedere questo paese ed i più importanti giacimenti d’ocra del mondo, ma le cartoline in vendita fanno presagire uno spettacolo per i ‘sentieri dell’ocra’. Ci torniamo domani.

Martedì 4 agosto 2009 Giornata stupenda: cielo azzurrissimo, ma alle 8 la temperatura è di 15°. Arriviamo a Roussillon al Conservatoire des ocres,ma scopriamo che lì c’è solo la vendita di libri e cartoline, ocra, pennelli e la vecchia Usine Mathieu, oltre alla scuola di pittura; mentre il sentiero dell’ocra è proprio in paese. L’entrata costa 2,5 euro a persona ed in effetti è uno spettacolo di colori: rosso, arancio, giallo, bianco: una tavolozza di guglie e pareti. Noi abbiamo fatto il percorso breve e poi abbiamo raggiunto il paesino, tutto dipinto d’ocra. Mi diverto a fotografare.



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