La casa dell’amore infranto: a Furore c’è la villa sul mare dove Anna Magnani visse il suo segreto più amaro
Tutti conoscono la Costiera Amalfitana, ma in pochi hanno sentito parlare di Furore. Errore, grave errore. Di sicuro stiamo parlando di un comune molto piccolo che si trova in una zona dove non mancano di certo luoghi attrattivi per i turisti, ma questo paese ha qualcosa di unico. Nel secolo scorso Furore è diventato celebre per essere stato il nido d’amore di Anna Magnani e Roberto Rossellini, due icone del nostro cinema. In particolare l’attrice romana – vincitrice anche di un Premio Oscar – qui aveva una villa ora diventata un museo dedicato proprio a lei. Più di recente, nel suo cimitero è stato sepolto lo scrittore Luciano De Crescenzo. Ma cos’ha di speciale allora questo posto? Andiamo alla scoperta allora di questa gemma nascosta della Costiera.
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Com’è nato il legame tra Anna Magnani e Furore
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Il mondo del cinema deve a questo territorio la presenza di un luogo che ha saputo raccogliere, testimoniando e portando avanti, un’antica legacy che da oltre cent’anni racconta storie, ispira, fa ridere e piangere. Un po’ come sapeva fare lei, una delle più grandi attrici italiane di sempre, Anna Magnani. Non quello che metteva nelle sue interpretazioni, come quella in La rosa tatuata che le valse l’Oscar alla migliore attrice nel 1956 – la prima attrice non anglofona di sempre a ricevere il riconoscimento -, ma il borgo sospeso sul mare del salernitano.
Cosa successe a Furore?
Tutto risale al 1948, quando Roberto Rossellini girò il film L’Amore, due episodi (“Una voce umana” e “Il miracolo”) con le straordinarie interpretazioni di Anna Magnani e Federico Fellini. La pellicola fu anche l’ultimo elemento della relazione sentimentale tra Rossellini e Magnani, che ebbe nell’arrivo in Italia di Ingrid Bergman l’elemento di maggiore scontro tra il cineasta e l’attrice capitolina.
Una villa diventata museo
Villa della Storta, che Anna Magnani acquistò subito dopo la Seconda guerra mondiale, è un piccolo gioiello immerso proprio nel fiordo di Furore. In realtà quella che oggi chiamiamo villa non era altro che un “monazeno”, nome che da queste parti designa una casa con un magazzino annesso tipica dei pescatori. Pagata appena 10 lire (sembra quasi di assistere al tema delle “case a 1 euro” tanto ricorrente nei borghi abbandonati di oggi), è divenuta in questi ultimi anni il più importante omaggio all’attrice scomparsa negli anni Settanta. Oggi infatti fa parte dell’Ecomuseo del Mare e ospita un museo dedicato proprio all’attrice.
Una Furore da scoprire
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Neanche 700 abitanti per un borgo racchiuso in tante piccole conurbazioni della Costa d’Amalfi. Furore è uno degli scrigni di questo territorio. Già il nome ne lascia percepire il rapporto con il mare circostante, rabbioso ma simbiotico, che difficilmente può essere racchiuso in un solo flusso diretto. Tra le tante bellezze di questa cittadina vi sono le numerose chiese e cappelline che si trovano percorrendone i vicoli, i cui culti sono anche una rappresentazione plastica delle tradizioni religiose del territorio.
E poi, ovviamente, c’è lui: il Fiordo di Furore, ovvero il mare che penetra un vallone scavato dall’azione del torrente disegnando una risacca che quasi sembra voler regalare una fruizione più calma – e intima – del bellissimo mare costiero. Da ammirare anche dall’alto, ovvero dal ponte in pietra che, sospeso a 30 metri d’altezza, permette di spostarsi nella Costiera Amalfitana – qui tutte le info sui tour turistici in questa splendida zona – e godere di insuperabili panorami. Gli stessi raccontati da Anna Magnani nei film che l’hanno resa leggendaria.
