Poker di Yemen

Dopo 10 gg nella verdissima regione del Kerala, in India, per accompagnare un piccolo gruppo di turisti a scoprire la bellezza della natura e la spiritualità dei templi induisti, ho deciso di farmi un viaggio nel viaggio e di tornare ...

  • di sheeba
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: da solo
    Spesa: Fino a 500 euro
 

Dopo 10 gg nella verdissima regione del Kerala, in India, per accompagnare un piccolo gruppo di turisti a scoprire la bellezza della natura e la spiritualità dei templi induisti, ho deciso di farmi un viaggio nel viaggio e di tornare per la quarta volta in un anno nella città dei miei sogni: Sanàa.

Ho lasciato gli hotel a 5 stelle, i massaggi ayurvedici e il trolley da turista che è tornato in Italia senza di me e con uno zainetto con l’indispensabile palandrana nera con il velo e poco altro ho preso il volo per Sanàa via Dubai.

In aeroporto mi aspettava la mia solita guida, ormai compagno insostituibile del mio vagabondare nello splendido Paese dell’Arabia Felix.

L’idea in realtà era quella di tornare a Socotra ma a causa delle condizioni del tempo ormai prossime ai monsoni ho dovuto rinunciare a malincuore. A maggio inoltrato il caldo sull’isola è quasi insopportabile e il mare, spesso molto agitato, non permette di godersi la principale attrattiva: le spiagge bianche deserte ed incontaminate e il mare calmo e cristallino. Anche il trekking in questo periodo è sconsigliato perché le temperature raggiungono facilmente i 35/40 gradi. Il periodo migliore per visitare Socotra va da ottobre a fine aprile, solo i surfisti sfidano i forti venti monsonici che rendono l’isola quasi totalmente ostile ai turisti nei nostri mesi estivi. Forse questo è uno dei motivi che l’ha preservata dal turismo di massa e dalle colate di cemento che distruggerebbero la sua natura selvaggia, l’aspetto di maggior fascino di uno degli ultimi paradisi sulla terra. La vacanza a Socotra non è facile, richiede forte spirito di adattamento, tolleranza nei riguardi di un’organizzazione turistica che ha pochi anni di esperienza, rispetto della cultura e della tradizione islamica. Se state cercando una meta per sfuggire allo stress e alle frustrazioni della vostra vita quotidiana, se non siete in grado di godervi con il cuore aperto il fascino dell’isola e di accettare i disagi del dormire in tenda per poi accusare arbitrariamente, pesantemente, senza spirito di auto critica e senza possibilità di replica la guida locale come unica causa della vostra insoddisfazione, allora non andate a Socotra. O perlomeno evitate possibili discussioni mettendo bene in chiaro le vostre esigenze prima di partire, l’itinerario e quindi il prezzo del soggiorno dipendono da molti fattori. Il giro standard di una settimana prevede 6 pernottamenti in tenda e 1 in hotel, la jeep vi segue per l’intero itinerario e i pasti sono organizzati con la cucina da campo. Se preferite la comodità di un letto in hotel e un comodo tavolo del ristorante dovete accordarvi prima sul prezzo perché logicamente sarà diverso dal costo del campeggio. Inoltre se la jeep deve fare avanti e indietro ogni giorno per tornare ad Hadibu vi richiederà degli extra per la benzina. Quindi il mio consiglio, per evitare spiacevoli controversie di natura pecuniaria, creare attriti, rovinare a voi la vacanza e alle guide togliere il loro dovuto guadagno, è quello di concordare chiaramente il giro da fare e relativo prezzo. Se poi la guida vi risulterà particolarmente simpatica e utile potrete lasciare la mancia, altrimenti nisba! Funziona così in tutte le parti del mondo, rovinarvi la vacanza per una questione di soldi che già è il nostro principale problema di tutti i giorni è assolutamente da evitare! Quindi siate chiari fin dall’inizio sul tipo di itinerario. Se volete fare trekking a tutti i costi anche con 35/40 gradi scegliete il giro specifico per il trekking. Le passeggiate a piedi sono previste ma con buon senso, compatibilmente con le condizioni del tempo. E se vi capita l’occasione di poter nuotare con i delfini ed è stata proprio l’insistenza della guida ad offrirvela, merita un cenno di ringraziamento. Quando è capitato a me seppur solo con una coppia di delfini e non in mezzo a un intero branco ho riempito la maschera di lacrime... questa è la differenza fra chi si lascia trasportare dalla danza cosmica della Natura e si gode totalmente la sua bellezza e chi non riesce ad uscire dagli schemi e si trascina dietro le ansie e i pregiudizi della vita quotidiana incapace di lasciarsi andare all’emozione dell’avventura e dell’imprevisto

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