3 giorni a spasso tra passato e futuro!
Partiamo da Roma Fiumicino per Valencia con volo Vueling alle 20,35 in perfetto orario; siamo a Valencia alle 22,30 circa. Usciamo dall’aeroporto in cerca di un taxi: è tardi e non ci va di prendere la metro. Il tassista fa partire il tassametro e si avvia, dietro nostra indicazione, verso Plaza de l’Ayuntamiento dove si trova l’hotel che abbiamo prenotato su booking.com: il Melia Plaza. La corsa in taxi dura circa 20 minuti, le strade sono libere e cominciamo a goderci questa nuova meta. Arriviamo in Plaza de l’Ayuntamiento che sono da poco passate le 23, la corsa ammonta a 21 euro. Facciamo il check in presentando il nostro voucher e ci viene assegnata la camera 1003, al decimo piano. Saliamo e ci accorgiamo che le chiavi che ci sono state consegnate non aprono la porta. Francesco è costretto a tornare giù alla reception e a spiegare l’inconveniente ma al secondo tentativo finalmente siamo dentro. La camera ci appare subito accogliente e carina ma abbiamo fretta perché desideriamo mangiare qualcosa in uno dei numerosi fast food in piazza prima di metterci a letto. Sistemiamo alla meglio le cose e scendiamo in strada: dopo pochi minuti di indecisione, entriamo in un fast food americano “Foster’s Hollywood”; l’ambiente è carino e meno impersonale delle altre catene di internazionali. Alle pareti ci sono le locandine di film famosi e anche il menu è ispirato a Hollywood e al mondo americano della celluloide. Scegliamo un piatto misto di onion rings, crocchette e ali di pollo e un panino a testa spendendo un totale di 32 euro. Torniamo in camera molto tardi quando ci rimane solo la lucidità per metterci a letto e dormire fino alla mattina successiva.
Appena svegli, ci affacciamo dalla nostra accogliente stanza al decimo piano e rimaniamo senza fiato per la vista splendida che c’è dalla nostra camera della piazza de l’Ayuntamiento: ha una forma triangolare ed è immensa; nella sua parte più stretta vi è una fontana rotonda che per tutto il giorno regala giochi di acqua e di luce. Il resto della piazza è costituito da un enorme piazzale quadrangolare pavimentato con il marmo su cui danno numerose bancarelle di fiorai. I palazzi intorno sono splendidi, in particolare quello che ospita le Poste e il Municipio. La camera è piccolina ma ben organizzata e piacevole: all’ingresso ha un piccolo disimpegno su cui danno la camera da letto e il bagno. La camera da letto ha la forma di uno spicchio poiché la stanza è ricavata da una specie di torre circolare che sovrasta l’hotel. Gli arredi sono sobri e in bagno non mancano tutte le comodità necessarie.
Comincia la nostra prima giornata alla scoperta di Valencia! Dopo una rapida colazione in un simpatico locale in una traversa della piazza, oggi è la volta del centro storico. Da piazza de l’Ayuntamiento, procediamo verso Plaza Redonda, una piccola piazza di forma circolare che i valenciani chiamano “el clot” (il buco); è una piazza un po’ nascosta dove si danno appuntamento le signore di Valencia di tutte le età per realizzare a mano dei merletti bellissimi con l’aiuto di mille spilli. Tutt’intorno alla piazza ci sono le botteghe dei merciai che vendono stoffe e fili da intrecciare. Attraversiamo plaza Redonda e sbuchiamo in Plaza del Mercado. Qui c’è il mercato coperto più grande d’Europa! E’ un’esplosione incredibile di colori e di profumi e cominciamo a girare tra le circa 900 bancarelle che rendono questo mercato uno spettacolo. La struttura che ospita il Mercato Centrale di Valencia è fatta di ferro e in vetro bianchi con decorazioni floreali; tra le bancarelle non c’è ombra di spazzatura o di disordine; nessuno strilla, tutto appare in ordine e pulito. Camminiamo tra la folla di turisti e di signore che vanno in giro con le loro borse per la spesa. Ci sono moltissimi banchi che vendono salumi spagnoli tra cui il jamon iberico, molto presente nella cucina spagnola. I banchi della frutta sono i più belli: le composizioni dei colori sembrano dipinte con il rosso intenso delle fragole, l’arancione allegro delle nespole e delle arance e il giallo di limoni e banane… Ci attraggono i banchi della frutta secca ma anche quelli del pesce. Ci soffermiamo davanti alla vasca delle anguille che vengono pescate nella laguna di Albufera, nei pressi di Valencia e che, si dice, hanno un delizioso sapore. Io non posso confermarlo perché non mi piacciono come alimento quindi non le ho assaggiate. All’uscita dal mercato, notiamo il pappagallo verde (cacatua) che sovrasta la costruzione: la leggenda narra che i contadini delle campagne circostanti Valencia, ridotti alla disperazione dalle carestie e dalla povertà, si recassero in città per abbandonare i propri figli al loro destino; lo facevano dopo aver distratto l’ignara prole mostrando il grosso pennuto che ancora oggi osserva dall’alto il mercato