Terra di Tango ... E non solo!

Quando ho saputo che andavo in Uruguay per lavoro, la prima cosa che ho pensato è proprio il fatto che mai si vede una pubblicità, un riferimento, un accenno a questo paese dal punto di vista del turismo. Sinceramente mi ...

  • di Ivan Dal conte
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: da solo
    Spesa: 3500

Quando ho saputo che andavo in Uruguay per lavoro, la prima cosa che ho pensato è proprio il fatto che mai si vede una pubblicità, un riferimento, un accenno a questo paese dal punto di vista del turismo. Sinceramente mi sono chiesto se questo particolare non fosse una spia di qualcosa che non funziona in quel paese, turisticamente parlando, o se, più semplicemente, il mondo europeo si è “dimenticato” di questo angolo per qualche motivo. Vedrete che sul portale di TPC vi sono solo due segnalazioni questa compresa! Enrico, l’autore della prima segnalazione nella sezione Uruguay, ben descrive questo.

Insomma, sono partito pieno di incognite, anche se conoscevo “teoricamente” molti aspetti della vita politica e sociale di quella terra per via degli studi sulla lingua spagnola che mi avevano portato ad approfondire il lavoro di Mario Benedetti, uno degli autori più fervidi di quel Paese, ancora troppo poco conosciuto in Italia. Il più famoso autore è certamente J.C. Onetti ma scoprirete nelle affollate librerie della capitale che sono tantissimi gli esponenti uruguayani di cultura che meriterebbero di essere introdotti nel nostro bagaglio... Forse, ho pensato, questa lontananza dall’Europa sarà anche per via della pesante dittatura iniziata a metà degli anni sessanta dal vicepresidente Pacheco che ha coperto questa terra di una coltre grigia durata quasi venti anni e caratterizzata anche qui da torture, sparizioni ed una cappa culturale pesantissima. Cappa che ha soffocato il carattere uruguayano che potrebbe essere definito intellettualmente curioso, affondato in una terra dove tutte le arti sono molto presenti. Sebbene non siano forse arrivati alle tragiche dimensioni della vicina Argentina, ancora oggi in piena democrazia, vera e profonda, quel tempo rattrista molti cuori. Ed è interessante vedere che gli svariati schieramenti politici oggi sono distinti, come un tempo lontano, in due grandi raggruppamenti, i “Blancos” ed i “Colorados” ad umile testimonianza dell’operosa semplicità del popolo ma anche di una vita politica intensamente vissuta. Persino i “Tupamaros”, le cui cronache affollarono le pagine dei nostri quotidiani negli anni ’60-’70 hanno ancor oggi la loro sede politica in un “barrio” (quartiere) centrale della città: per i curiosi di politica, e non solo per loro, una visita da non perdere, così come quella di un saluto ed una bevanda fresca in una delle decine di case legate ai partiti politici dianzi ricordati, dove incontrerete sempre qualcuno che vi spiegherà come oggi l’Uruguay vive i suoi problemi. Purtroppo anche qui il disinteresse per la vita politica comincia ad affacciarsi nelle classi più giovani, forse un po’ narcotizzate dallo stile moderno della vita consumista. Il paese, che è definito in questo portale dal ricordato Enrico come il paese della tranquillità, è fondamentalmente oggi un’oasi di pace, anche se le contraddizioni sociali, nella capitale in particolar modo, sono enormi. In Uruguay vivono poco più di tre milioni e mezzo d’abitanti, di cui la metà concentrata in Montevideo; la capitale fu fondata dagli Spagnoli nel 1726 ma ora vi appare come una città dall’aspetto europeo e fin da subito il centro vi regala l’impressione di essere in una piccola Parigi dove di balla il tango tra un internet cafè e l’altro (sono oltre trecento-quattrocento in tutta la città!). Ricordino i patiti di questo ballo che “ la Cumparsita” è stata qui composta ed una targa ancora oggi ricorda lo storico locale della sua prima esecuzione. I “tangueiros” inoltre non dovrebbero perdere il Festival Internazionale di Tango che si tiene ogni anno a cura di una delle scuole di ballo più note della Città. Se poi unite a quest’impressione il colpo d’occhio delle sue dorate spiagge sul Rio della Plata sembra di essere a Rio de Janeiro in piccolo. I voli dall’Italia non sono diretti, bisogna arrivare a Montevideo via Rio de Janeiro o via San Paolo o via Buenos Aires, in qualche caso via USA

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