In Sud America per scoprire alcune meraviglie del mondo

In Argentina per visitare Buenos Aires, in Brasile per rilassarsi sulle le spiagge di Rio, esplorare Rocinha e ammirare le spettacolari Cascate di Iguazù, e in Uruguay per vedere Montevideo
 
Partenza il: 05/12/2015
Ritorno il: 24/12/2015
Viaggiatori: 2
Spesa: 3000 €

Ho deciso di mettere nero su bianco questo viaggio in modo da poterlo condividere con voi lettori, augurandomi che possa essere da spunto o aiuto per qualsiasi persona che intenda visitare questi luoghi.

Partenza Roma-Buenos Aires 5 dicembre 2015. Ritorno Buenos Aires-Roma 23 dicembre 2015.

Io e la mia ragazza abbiamo deciso di intraprendere questo tour approfittando anche del fatto che ho mio zio che vive a Buenos Aires e abbiamo utilizzato questa possibilità per alloggiare nella capitale Argentina per sei giorni. Grazie a questo ho organizzato anche tutto il resto dell’itinerario passando dall’Uruguay, per raggiungere il Brasile e arrivare alle cascate dell’Iguazù.

L’aereo da Roma parte alle 18:25 di sabato 5 dicembre e atterriamo a Buenos Aires (Ezeiza) il 6 dicembre alle cinque del mattino dove ci aspettava mio zio per portarci a casa e sistemare tutto. Mio zio vive nella zona sud-ovest di Buenos Aires nel barrio Monte Castro a circa venti minuti dal cuore della città.

Dopo aver fatto una mattinata di chiacchiere e saluti generali mio zio e tutta la sua famiglia ci ha organizzato un asado per pranzo spiegandomi tutti i tagli di carne e come si prepare, con tutte le salse annesse come il chimichurri a base di olive, prezzemolo, pomodorini e aglio. Ovviamente ognuno poi la perfeziona a suo piacimento.

Dopo pranzo la prima giornata la passiamo a Puerto Madero arrivando in macchina. Questa zona di BA è stata rimodernizzata recentemente ed è uno dei quartieri più esclusivi della città, dove vive principalmente gente più o meno ricca. Siamo stati circa un paio d’ore, passando e fotografando il puente de la mujer, e girando intorno al porto dove ancora sono presenti gli edifici che si utilizzavano come deposito merci ed oggi adibiti a ristoranti e gelaterie. Il primo giorno passa cosi anche perchè eravamo stanchi del viaggio di 14 ore e la sera presto eravamo a letto.

Lunedì 7 dicembre

Il giorno seguente ci siamo svegliati e appena siamo entrati in cucina c’era mia zia che leggeva il giornale con la tv accesa a sorseggiare il mate, tanto adorato dai portenos. Ho visto per la prima volta questa loro tradizione tanto utilizzata a casa ma non solo.

Avevamo l’esigenza di cambiare i soldi e grazie a mio zio ci ha detto che in Argentina ci sono due tipi di cambi: quello ufficiale e quello chiamato mercado azul dove il cambio è molto più vantaggioso. Ci sono per strada, soprattutto in centro, persone che vengono soprannominate arbolitos e che effettuano cambi di euro, dollari e real ma non credo che sia del tutto affidabile. Una volta cambiati i soldi ci siamo diretti in auto a Tigre che si trova a circa 30 chilometri da BA sul delta del rio de la plata.

Tigre è una città molto particolare per il modo in cui è strutturata. E’ piena di negozi soprattutto di artigianato che invogliano i turisti a fare acquisti. Abbiamo approfittato del caldo e della bella giornata per fare un giro lungo il fiume con il traghetto; qui si sviluppano piccole isolette e il fiume si suddivide in diversi nomi in base alla zona dove si naviga. Lungo il tragitto si possono ammirare le case a bordo del fiume dove la gente mangiava e si rilassava. Da notare anche come le persone che hanno una casa qui escono con le loro barchette e vanno a fare spesa in quanto è lunico modo per raggiungere brevemente la zona dove c’erano tutti quei negozietti citati sopra. Giunta ora di pranzo la zona del mercado del puerto era piena di gente quindi abbiamo deciso di andare a vedere lo stadio del River Plate, lo stadio Antonio Vespucio Liberti meglio conosciuto come “El Monumental”. E’ una struttura davvero grande, esternamente è molto simile ad un qualsiasi stadio europeo abbastanza moderno. Visita guidata all’interno dello stadio pagando 150 pesos a persona.

Erano circa le cinque del pomeriggio e abbiamo utilizzato un paio d’ore per visitare il barrio Recoleta dove c’è il cimitero in cui riposa Eva Peron. Un cimitero del tutto particolare da visitare sicuramente, ma che era chiuso quindi rimandiamo e dopo una passeggiata in questa zona molto carina della città torniamo a casa. Ancora un pò storditi dal jet-lag ci mettiamo a letto ed io non vedo l’ora che venga il giorno successivo perchè il programma prevedeva di visitare il barrio Boca, con il suo caminito e la mitica Bombonera.

Martedì 8 dicembre

Sveglia presto e come in questi primi tre giorni di festa mio zio ci accompagna nella zona del fiume Riachuelo dove inizia il caminito. La zona della Boca non è del tutto tranquilla, c’è molta povertà in diverse zone del barrio ed è meglio sempre tenere gli occhi aperti. Diciamo che solo la zona turistica del caminito e le varie vie per andare allo stadio erano pattugliate dalla polizia per il resto anche i signori del posto ci davano dei consigli per stare attenti soprattutto a cellulari e macchine fotografiche. Il caminito ormai è diventato solo per turisti curiosi assatanati a farsi foto ma rimane comunque un’attrattiva molto bella. Dal caminito ci dirigiamo verso lo stadio del Boca; è stata davvero un’emozione unica entrarci. Erano circa le 13 e decidiamo di andare a fare pranzo nella zona di San Telmo, la zona più vecchia di BA. Prendiamo il colectivo 29 che dalla Boca ci porta vicino al ristorante. La mia lonely planet mi consiglia uno chiamato Desnivel dove prendiamo empanadas e bife de lomo. Tutto davvero buonissimo. Utilizziamo il pomeriggio per girare nella piccola piazza Dorrego a San Telmo dove la mia ragazza fa diversi acquisti nel mercatino artigianale presente. San Telmo è una zona con stradine acciottolate e san pietrini dove si può assaporare la vecchia Buenos Aires. Ancora con qualche energia in corpo decidiamo di percorrere tutta defensa in direzione nord per sbucare proprio su Piazza de Mayo. Restiamo in zona del microcentro per un pò, osservando da vicino la casa rosada, la catedral metropolitana e il cabildo. Per finire in bellezza ci fermiamo al caffè tortoni, il più antico e famoso di BA. A questo punto stremati prendiamo direttamente un taxi per tornare a Monte Castro e riposarci un pò



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