Da Berlino a Copenhagen... in bici

Un viaggio lungo 650 chilometri nel cuore dell’Europa

  • di Pullula
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 6
    Spesa: Da 500 a 1000 euro
 
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Premesse logistico-tecniche: le bici hanno viaggiato imballate negli appositi scatoloni (fornitici dal nostro biciclettaio di fiducia) e abbiamo noleggiato un furgone per portarci (noi 4 e le bici) in aeroporto. Abbiamo prenotato in anticipo i nostri pernottamenti, suddividendo il percorso in tappe da 50-60 km circa al giorno.

6-8-2011 sabato

Partite da Roma e giunte a Berlino/Tegel iniziamo subito a montare le bici appena fuori dall’aeroporto: c’è un bel sole pomeridiano e in un’ora siamo pronte. Ci ricongiungiamo con le nostre due amiche spagnole che hanno fatto la nostra stessa operazione ma in un altro punto dell’aeroporto ed ecco, ci siamo, la squadra è al completo: possiamo partire! L’uscita da Tegel è abbastanza semplice e anche se le indicazioni ricevute da un tassista non sono tanto chiare, siamo subito sulla nostra pista ciclabile. Attraversiamo residenze estive (villette tipo case prefabbricate in camping) lungo un canale, piccole spiaggette, boschetti di faggi. E’ un bel pomeriggio, c’è il sole e si sta bene. Siamo nell’ex Ddr, la Germania Est, ma bisogna pensarci perché in 20 anni i tedeschi sono riusciti a cancellare tutte le tracce di “sovieticità”. Arriviamo a Birkenwerder alle 20,10. La nostra meta è la Pension Birkenhof, ai confini del paesello, vicino alla stazione. Prendiamo possesso delle stanze piuttosto bruttine e schizziamo a cena prima che chiudano. La cena, in un ristorantino (forse l’unico) all’aperto, accanto alla Rathaus, non è male. Percorsi 32 km. Pernottamento: Pension Birkenhof, 2 stanze con bagno 48 euro l’una + 1 stanza senza bagno 38 euro.

7-8-2011 domenica

Partiamo alle 9,40 dopo una ricca colazione in una sala ristorante, attorniate da targhe automobilistiche degli stati americani. Passiamo per Oranienburg, ma senza visitarla. Prima tappa, deviando un po’ dalla pista: Sachenhausen, il campo di concentramento. La nostra visita è un po’ veloce, ma sufficiente per farsi un’idea del luogo. Ancora una volta, è da non credere di quanta disumanità è capace l’essere umano... E’ ora di pranzo, ma dobbiamo proseguire ancora un po’: abbiamo ancora molti km davanti. Proseguiamo quindi nel bosco, sull’asfalto. Passiamo in una zona dove una gran massa di giovani sembrano recarsi ad una Woodstock locale e lì, distratte dal viavai e dalla folla imbocchiamo una strada, ma qualcosa non torna. Una signora pietosa da sopra un ponte ci vede incerte e ci allarma: stiamo sbagliando direzione, stiamo tornando verso Berlino! Contrordine compagne! Torniamo indietro di 400-500 m. e riprendiamo la nostra strada. Finalmente, pranziamo a Kreuzbruch, in un bar-ristorante all’aperto. Assaggiamo la solyanka, mitica zuppa, di origine sovietica, fatta di carne affumicata e pomodoro o chi per lui, con una spruzzata di limone che la rende assolutamente originale. Riprendiamo la strada a pomeriggio iniziato. Passiamo in una specie di palude, dove ci sono corsi d’acqua di vario genere, quindi un laghetto a destra e uno a sinistra, poi lungo un canale. E’ molto bello! Attraversiamo lo Ziegelpark, una cava di mattoni tipici della zona, trasformata in un museo open air e giunte a Burgwall siamo davvero stanche, ma non è finita. I 65 km previsti per oggi sono già belli che fatti, ma alla meta manca ancora un po’. Sulle forze percorriamo gli ultimi 15 km, segnati anche da qualche salitina spaccapolpacci. Bene o male alle 20,00 siamo a Bredereiche, alla Bootshaus, ma senza il piacere di conoscere Fred (il padrone), con cui, pur essendo intercorsa una fitta corrispondenza di mail, non ci eravamo mai capiti. Comunque, a dispetto del senso profondo della comprensione, le nostre prenotazioni erano ancora in piedi. Le nostre stanze sono in un edificio indipendente, carine e pulite. Doccia veloce e subito a cena nel ristorante stesso della Bootshaus, sul lago. Mangiamo fuori anche se è difficile vederci e i moschini pasteggiano insieme a noi. Ci serve la tuttofare del luogo, sostituta di Fred, che non parla altro che tedesco, ma, sarà la giovinezza condivisa (ah, ah, ah: noi abbiamo 264 anni in 6!) ci capiamo comunque. Cena molto buona, in particolare ottime le patate “spalten” spaccate, mezzo fritte, mezzo arrosto. Percorsi 78 km. Pernottamento: Bootshaus Bandelow, 3 stanze doppie con bagno 50 euro l’una con colazione

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