In viaggio con i grecisti: 1a parte la costa turca

Il nostro viaggio comincia il 25 agosto a Milano Malpensa, con una piccola discussione in fila con una signora che voleva assolutamente inserirsi al check-in "spezzando" il gruppo. Morale: l'operatrice l'ha fatta passare ma le volontariamente assegnato i posti peggiori, ...

  • di Pelis1973
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: in gruppo
    Spesa: Da 500 a 1000 euro
 

Il nostro viaggio comincia il 25 agosto a Milano Malpensa, con una piccola discussione in fila con una signora che voleva assolutamente inserirsi al check-in "spezzando" il gruppo. Morale: l'operatrice l'ha fatta passare ma le volontariamente assegnato i posti peggiori, in fondo all'aereo (questo mi fa pensare: ma quando capita a me sarà un caso o sono risultata antipatica a qualcuno? mah!). Il nostro gruppo è composto da 25 persone, età media 60 anni, con punte di 22 e 75. Io e il mio compagno (Ste) siamo intorno alla trentina...Cosa ci facciamo qui? beh, è un viaggio organizzato con un gruppo di "grecisti", professori o ex professori e appassionati del mondo ellenico che raccattano alcuni parenti e amici e circa una volta all'anno visitano una parte della Grecia. Quest'anno l'itinerario prevede breve visita in Turchia e isola di Lesbo, proprio di fronte alla costa turca.

In viaggio prima nota positiva: la compagnia aerea ci fornisce un discreto pranzo, e al ritorno una discreta colazione, al contrario di quanto accade nella tratta Cagliari-Milano-Cagliari, che noi due siamo costretti a fare (anche l'acqua è a pagamento...Tristezza...).

All'arrivo ad Atene ci accoglie un cielo scuro di incendi e un gran fuoco sulle montagne circostanti: è l'estate degli incendi, con circa 63 morti...Per tutto il viaggio i TG non parlavano d'altro. Fortunatamente noi siamo stati ben lontano da quelle zone, ma, insomma..

All'aeroporto piacevole sorpresa: troviamo Penelope (e come poteva chiamarsi, se no?), la guida greca dell'anno precedente che in teoria avrebbe dovuto tenerci compagnia solo nella seconda parte, quella sull'isola di Lesbo, ma che non avendo mai visto la Turchia decide di fare qualche giorno con noi come semplice compagna di viaggio (fortunatamente ci dà una grossa mano per tutto il viaggio, facendoci in alcuni casi un po' da "mamma").

Il viaggio in nave dal Pireo a Mitilene, la capitale dell'Isola, si svolge piacevolmente di notte, cabine confortevoli e mazzi di carte gratis (che immediatamente fanno la gioia di parecchi partecipanti, che si lanciano in tornei di Macchiavelli e Burraco), nonchè cappellini blu sponsorizzati, che nella loro semplicità ci salveranno da probabili insolazioni durante le visite ai siti.

Arriviamo a Mitilene la mattina molto presto, e qui cominciano i ritardi: l'ufficio della dogana apre verso le 8.30 (dogana? ah si, è vero, non siamo più abituati...La Turchia è ancora ben lontana dalla comunità europea, anche se non vede l'ora di entrarci). Dopo una lunga fila ci imbarchiamo su un piccolo traghetto turco, che in realtà forse è un peschereccio, dato che la poppa è completamente ricoperta di casse di pesce, lasciate clamorosamente al sole per tutta l'ora e mezza di traversata. L’acquetta che perdono ha un olezzo che cerchiamo di evitare salendo sul ponte, più in alto.

Già, i tempi: impareremo ben presto che tempi e distanze, soprattutto in Turchia, sono soltanto indicativi...E tutti moolto allungabili...

Da segnalare le tendine di pizzo plastificato alle finestre, dei vecchi poltrone e divani, e il capitano, un omaccione in canottiera che guida su uno strano trabiccolo.

Arrivo ad Ayvalyk e altra dogana: incontriamo la guida turca (Mete, ribattezzato subito Matteo) che da buon trafficone, come scopriremo ben presto essere, ci invita a consegnare tutti i documenti a lui, in modo da farceli trovare comodamente in hotel la sera, per evitare una lunga coda...Noi rifiutiamo in coro (non si sa mai), e capeggiati dalla mitica Penny attendiamo come gli altri, e alla fine riusciamo a salire sul pullman con carte di identità e passaporti, accompagnati da una sorta di permesso di soggiorno preziosissimo, da esibire in ogni caso di necessità: senza quello non si torna..

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