In Svizzera tra laghi e città d'arte

Tour in bicicletta con partenza e arrivo da Costanza, attraverso la Svizzera del nord (Sciaffusa, Zurigo, San Gallo), con qualche sconfinamento in Austria, Germania e Liechtenstein

  • di paolof
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Da 500 a 1000 euro
 

Anche questa estate, come già in passato, abbiamo optato per una vacanza in bicicletta organizzata tramite uno degli operatori specializzati in questo tipo di viaggi. Abbiamo scelto come sempre un tour individuale, con nostre biciclette: in pratica l’organizzazione si fa carico di fornire l’itinerario dettagliato, le prenotazioni alberghiere, ed il trasporto bagagli da un posto all’altro in modo da permetterci di pedalare in tutta tranquillità, portando dietro solo lo stretto necessario. In passato abbiamo già fatto questo tipo di vacanza con molta soddisfazione, constatando che molti percorsi sono proponibili per tutti, anche se un minimo di preparazione è comunque consigliata. Stavolta la nostra meta è il nord della Svizzera, con qualche sconfinamento.

Prima tappa a Costanza, dove arriviamo in auto e torneremo dopo 8 giorni. Siamo in Germania, anche se solo per pochi metri dal confine elvetico, ed è una base ideale per i cicloturisti, essendo il perimetro dell’omonimo lago (in tedesco Bodensee) completamente attrezzato con pista ciclabile, e con la possibilità di saltare da una riva all’altra anche mediante comodi traghetti. Il lago di Costanza è il paradiso dei ciclisti, ma con il nostro tour lo toccheremo solo marginalmente. Arrivati nel tardo pomeriggio, dedichiamo la prima sera ad una sommaria visita della cittadina, con il suo piccolo centro storico e soprattutto il porto e il vero simbolo della città, la statua ruotante di Imperia, prostituta che porta sulle mani il Papa e l’Imperatore con riferimento al Concilio tenutosi tra il 1414 e il 1418.

Il mattino seguente, dopo un'abbondante colazione siamo in sella, passiamo subito il confine entrando in Svizzera e costeggiamo il Reno in direzione di Sciaffusa. Il tempo è incerto e temiamo la pioggia, ma il percorso è comunque piacevole su comode stradine ciclabili o a basso traffico. Facciamo tappa a Stein am Rhein, stupenda cittadina medioevale caratterizzata da moltissime case affrescate e ben restaurate , quindi proseguiamo nel pomeriggio per la nostra meta che raggiungiamo a metà pomeriggio dopo circa 60 chilometri. Il tempo di dare un’occhiata all’interessante centro storico con i suoi caratteristici vicoli e la fortificazione che dall’alto domina la città, e inizia a piovere. Ci riposiamo dunque in albergo e dopo cena ritorniamo a fare un giro, sempre sotto un pioggerellina insistente.

Anche la mattina successiva il tempo non promette niente di buono e cominciamo a prendere in considerazione l’ipotesi di fare la tappa in treno. Appena fuori Sciaffusa comunque dobbiamo vedere le cascate del Reno, le più grandi d’Europa, e ci facciamo anche il giro col battello, che ci sbarca su uno scoglio in mezzo al frastuono delle onde per poi tornare a prenderci poco dopo. Torniamo in sella in direzione Zurigo, inizialmente ancora lungo il Reno e poi su una ciclabile che scorre lungo il Glatt e poi in mezzo ad una bella campagna. Il paesaggio è decisamente affascinante e piacevole, ma temiamo la pioggia e proseguiamo senza sosta, anche perché è la tappa più lunga. In alcuni tratti la strada mostra tracce di pioggia recente e il cielo è sempre più minaccioso, ma per fortuna una forte grandinata si scatena solo appena dopo aver messo piede nel nostro albergo di Zurigo, alla fine dei 72 km percorsi nella giornata. Ancora una serata piovigginosa trascorsa nel centro della città, ma saranno le ultime gocce di pioggia di tutta la vacanza, e comunque non ci siamo mai bagnati pedalando.

Il giorno dopo è domenica, la tappa è breve e possiamo dedicare la mattina alla visita di Zurigo, capitale economica della Svizzera e forse dell’Europa. La città si snoda sulle due rive del fiume, nonché sull’omonimo lago. Visitiamo i vicoletti del centro, vediamo la casa dove abitò Lenin, la Cattedrale e le altre chiese principali tra cui Fraumunster con le belle vetrate di Chagall, e verso mezzogiorno riprendiamo le biciclette e percorriamo i 40 km previsti lungo la riva destra del lago, con una sosta nell’interessante cittadina medioevale di Rapperswil, per giungere in serata a Lachen, piccola cittadina all’estremità opposta del lago. Qui scopriamo che una coppia di signori austriaci fa il nostro stesso percorso, ma non riusciremo mai ad incontrarli in quanto sono molto più mattinieri di noi e probabilmente si ritirano anche prima la sera: uniche tracce, i bagagli con gli appositi contrassegni forniti dall’organizzazione che vediamo la mattina già depositati in hotel, e le biciclette che troviamo sempre già parcheggiate la sera quando arriviamo al parcheggio dell’albergo successivo.

La quarta tappa, la più corta, ci porta verso il secondo lago, il Walensee incastonato tra alte montagne in un paesaggio incontaminato

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