New York, Cascate del Niagara, San Francisco, Las Vegas, Los Angeles
Quest’anno abbiamo deciso di lanciarci in un viaggio davvero impegnativo ed avventuroso: destinazione Stati Uniti d’America.
Ho curato personalmente programmazione e prenotazioni: dopo aver passato un paio di agenzie viaggi, infatti, mi sono resa conto che, oltre ai prezzi proibitivi, gli itinerari proposti erano predefiniti, della serie “prendere o lasciare”, e la cosa proprio non faceva per noi. Volevamo sfruttare l’occasione di questo viaggio per avere un panorama più vasto possibile del continente americano: il nostro desiderio era quello di vedere il più possibile nel poco (pochissimo) tempo a disposizione, 16 giorni. Per questo abbiamo preso spunto dai cataloghi ma abbiamo poi arrangiato l’itinerario secondo le nostre esigenze ed i nostri interessi.
Alcune precisazioni: partecipanti al viaggio 2; prenotazione voli, auto, hotel tramite internet; spesa complessiva (volo, vitto e alloggio, nolo auto, souvenirs, attrazioni) per 16 giorni in due persone € 5.000 circa.
1° giorno: Milano – New York
Siamo partiti da Linate per Newark via Londra alle 17. All’arrivo in aeroporto abbiamo presentato i nostri e-tickets al chek-in ed abbiamo ricevuto in cambio la carta d’imbarco; i bagagli sono stati automaticamente inoltrati alla destinazione definitiva nonostante lo scalo. A Londra ci hanno sottoposto a controlli e perquisizioni antiterrorismo ma nulla di così tremendo come avevo letto in precedenti esperienze di viaggio: gli addetti sono tutti molto cordiali e discreti e si vola tutti più sereni. Per un incredibile colpo di fortuna ci assegnano proprio i posti in corrispondenza con le uscite di sicurezza così abbiamo un enorme spazio libero davanti a noi dove poterci sgranchire le gambe durante la lunga traversata. Atterriamo a Newark che è ormai mezzanotte, ora locale. Proprio in considerazione dell’ora tarda che sconsigliava mezzi pubblici e taxi, avevo prenotato dall’Italia uno shuttle bus (GrayLine o Supershuttle sono entrambe affidabili), cioè un pulmino condiviso con altri viaggiatori che per 33€ in due ci accompagna fino al nostro hotel di Manhattan. Sono ormai le due del mattino quando giungiamo al Morningside Inn (111€ a notte in camera doppia superior) sulla 107° strada west: da fuori la struttura non pare male ma la camera, purtroppo, pur essendo una superior (definita tale solo perché dotata di bagno privato), è davvero squallida. Sapevamo che gli alberghi a NY si fanno pagare ma offrono servizi e strutture scadenti quindi non rimaniamo troppo delusi e, dopo una doccia rigenerante, ci infiliamo a letto stravolti.
2° giorno: New York
Sveglia precoce a causa del fuso. Alle 8 ci incamminiamo verso il centro: ci rendiamo ben presto conto che a piedi impiegheremmo l’intera mattina per raggiungere Times Square quindi optiamo per l’autobus: 2$ a testa rigorosamente in moneta! Giunti nel cuore pulsante della metropoli, anche se di domenica tutto appare più pacato di quanto non ci aspettassimo, troviamo la sede della Grayline: avendo infatti solo due giorni da dedicare alla Grande Mela, mi ero premunita dall’Italia prenotando un pacchetto molto vantaggioso che comprendeva il tour hop-on hop-off (con la possibilità, cioè, di scendere a qualsiasi fermata per poi risalire sul bus successivo) con autobus scoperto di Downtown, Uptown, Brooklin, tour notturno oltre ai biglietti per la Statua della libertà e per l’Empire State Building (totale 108€ in due), il tutto valido per 24 ore. Ottenuti i nostri biglietti facciamo una pausa colazione da Starbuks: cornetti gommosi e cappuccino da litro, cominciamo proprio bene!
Poi prendiamo il nostro Dubble Decker Bus ed iniziamo il tour di Downtown: Times Square, Fashon District, Madison Square Garden, i grandi magazzini Macy’s, l’Empire, il Financial District. Scendiamo per visitare Ground Zero: al posto delle torri gemelle troviamo un immenso cantiere; a ricordo della tragedia dell’11 settembre resta solo la piccola cappella di S. Patrik che, posta proprio ai piedi delle torri, è miracolosamente scampata al crollo ed è stata la sede dei soccorritori che qui mangiavano e dormivano prima di tornare al lavoro in quei frenetici giorni; all’interno si trovano altari improvvisati ricoperti di foto, stemmi, cappellini per commemorare l’impegno e il sacrificio di pompieri, poliziotti e volontari intervenuti in soccorso delle vittime