Alle radici della Serbia

Belgrado mi ha accolto con la pioggia. Temevo lo stesso caldo torrido che ho lasciato a Roma: l’acqua, perciò, è una fresca e gradita sorpresa, purché non duri per tutto il viaggio. Il pullman davanti all’uscita dell’aeroporto, con 200 Dinari ...

  • di Costanzo
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: da solo
    Spesa: Da 500 a 1000 euro
 

Belgrado mi ha accolto con la pioggia. Temevo lo stesso caldo torrido che ho lasciato a Roma: l’acqua, perciò, è una fresca e gradita sorpresa, purché non duri per tutto il viaggio.

Il pullman davanti all’uscita dell’aeroporto, con 200 Dinari mi lascia alla stazione, e lì, per 1.000 e spicci Dinari prendo il biglietto per Novi Pazar. Alle 13h05 si parte. Ci sono 5 ore di viaggio per Novi Pazar: passano lente, accompagnate dalla radio del pullman che diffonde canzoni melodiche e struggenti, intervallate da pezzi dance, tra cui uno degli ultimi successi dell’intramontabile Lepa Brena che qui spopola da più di 20 anni. All’arrivo m’informo, nella scalcinata stazione, sui bus per il Kossovo e vado in albergo. L’hotel Vrbak deve aver conosciuto tempi migliori: dubito che sia stato sempre in queste condizioni. È un edificio mostruoso, a metà strada tra un’astronave e un caravanserraglio, con un non so che di moschea. È oscuro e sembra abbandonato; comunque con 1.200 Dinari (15 €) mi piglio una stanza e passa la paura.

Novi Pazar è una città surreale: la zona nuova è stata vittima di architetti folli che hanno costruito dei mostri, degli azzardi edilizi senza capo né coda; la parte antica, invece, ha case basse coi tetti spioventi di tegole da cui svettano i minareti delle moschee: assomiglia un po’ alla zona della Baščaršijia di Sarajevo.

Alle 8 di sera i muezzin iniziano a chiamare la preghiera, e, quasi in contemporanea, la gente esce di casa: a quest’ora inizia la movida. Le strade si riempiono di giovani, i bar e i ristoranti si animano. Io mi concedo solo una pannocchia lessa presa dalla signora in piazza, faccio un po’ di spesa e vado a nanna.

Gira gente di tutti i tipi a Novi Pazar: donne col velo e ragazzi alla moda, oppure ragazze alla moda ma col velo in tinta. L’atmosfera è più ruspante rispetto a Belgrado: mi sembra di stare in un film italiano anni ’60. In ogni modo, qui non sono molto diversi da noi: siamo noi che in cinquant’anni ci siamo dati un tono; mi sento quasi a casa.

Prima che suoni la sveglia, sono già in piedi. Simile a Roma c’è sicuramente il traffico: fatte le debite proporzioni, calcolando che qui ci vive meno gente, il rumore è più o meno lo stesso. Dopo colazione, mi accordo col portiere per fare un giro delle chiese ortodosse nei paraggi: non ci sono mezzi pubblici che ci arrivino, mi passa a prendere un ragazzo che con la sua macchina mi fa fare un tour. Per prima cosa, andiamo al Monastero di Sopoćani, gioiello dell’architettura del XIII secolo incastonato tra il verde delle alte colline a 14 km dal centro. Ci sono solo io a visitare il complesso; all’interno c’è la Messa: entro ed esco sùbito per non disturbare e perlustro l’esterno del sito. Dopo Sopoćani, si va al monastero delle Colonne di San Giorgio (Djurdjevi Stupovi), costruito nell’XI secolo i cima ad una ripida collina da Stefano Nemanja, il primo grande sovrano serbo. Poi si va alla chiesa di San Pietro (Petrova crkva), una costruzione romanica circondata da un antico cimitero: una bomboniera. Dal ragazzo mi faccio dare un paio di dritte per andare a Priština, parliamo dell’autoproclamata indipendenza del Kossovo e della vita in Italia e i Serbia, della disoccupazione, del caro prezzi. Alla fine, stabiliamo che siamo messi male sia noi che loro, solo che in Serbia hanno una grande voglia di migliorare e grandi progetti per il futuro, da noi tutta questa speranza non la vedo. Il prezzo del giro è di 3.000 Dinari (38 € circa): non è pochissimo, ma ne è veramente valsa la pena

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Commenti
  1. dritangremi
    , 4/3/2011 17:38
    qualcuno e andato per sistemare i <a href="http://www.dentistiinalbania.com/">denti in albania</a> ?

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