Portogallo: un Paese straordinario

Sintra e Peniche. 10 e 11 Agosto Arrivati all’aeroporto di Lisbona, ci siamo giusto fatti una fila di un’ora alla Europcar per ritirare l’auto che avevamo affittato. Saliti su una clio van, cioè con solo due posti disponibili e un ...

  • di SergioNitro
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: in coppia
    Spesa: Da 500 a 1000 euro
 

Sintra e Peniche. 10 e 11 Agosto Arrivati all’aeroporto di Lisbona, ci siamo giusto fatti una fila di un’ora alla Europcar per ritirare l’auto che avevamo affittato. Saliti su una clio van, cioè con solo due posti disponibili e un bagagliaio immenso come se fossimo due dipendenti di un’azienda di ricambi elettrici, siamo partiti subito per sintra dove avremmo trascorso la notte. Ed è proprio a Sintra, anche se non è un luogo di mare, che facciamo il primo assaggio di sardine alla griglia. Il giorno dopo lo dedichiamo a gironzolare sul colle per poi risalire in macchina e spingerci fino a Peniche. Lì si possono trovare nei pressi dell’ufficio del turismo delle signore che si lanciano sulla tua macchina, o che ti tirano la maglietta per chiederti se vuoi una stanza per la notte. Almeno è quello che è successo a degli amici. Noi ci siamo spostati leggermente a nord est di Peniche, a Baleal, un isolotto incantevole su cui sorge un paese fatto di una via fatta a forma di cerchio e delle piccole casette che si affacciano sul mare. Per arrivarci si passa su una stradina che divide in due la spiaggia sabbiosa. A sinistra il mare con le onde, a destra il mare con le onde. Le spiagge sono molto ampie, con delle specie di dune, credo formatesi nel tempo per il forte vento. Sulla strada principale vedi sole loro, le dune, e ti devi solo immaginare come potrebbe essere il mare alle loro spalle. E’ sicuramente un buon posto dove fare surf, ma ci si deve ricordare che sbatti la faccia addosso all’atalntico, che qui la bassa marea è alla sera, non come nell’algarve e che quindi ti conviene non aspettare il pomeriggio per entrare con la tavola. L’acqua è così fredda da ghiacciarti le ossa. Ci vuole un certo tempo per abituarcisi. Anche se forse non ci si abitua mai.

Obidos. 12 Agosto Obidos dista appena una mezz’ora di macchina da Peniche. E ne vale assolutamente la pena. E’ un paese circondato da mure medioevali al cui interno sorgono delle case bianche con i bordi dipinti di giallo e blu. E’ piacevole salire sulle mura, farsi un giro da un estremo all’altra guardando la città dall’alto, stando attenti a non volare giù perché non esistono delle protezioni. E’ una città raccolta, incantevole. Un paio d’ore sono sufficienti per girarla, fare un paio di foto, fermarsi a guardare oggetti in vendita e rilassarsi. E’ un’ottima tappa intermedia nel tragitto per raggiungere Coimbra, la nostra prossima meta.

Coimbra. 12 Agosto A Coimbra arriviamo che il tempo si è leggermente guastato. Il cielo azzurro si è tinto di grigio, il sole è nascosto dietro le nuvole. Soggiorniamo alla Pensao Residencial Larbelo, nella piazza centrale di Coimbra. Manca l’ascensore, ma la camera ha il bagno privato. Paghiamo solo 40 € in due. La macchina la lasciamo parcheggiata nella via laterale alla piazza, con il freno amano tirato al massimo perché la strada ha una pendenza assurda, secondo me più del 50%. Giriamo a piedi per le vie come al solito, passiamo sotto l’Arco de Almedina, la porta moresca della città, iniziando la micidiale salita sulla scalinata che sembra essere infinita e che ti fa venire il fiatone dopo 3 minuti. Ci infiliamo nelle stradine acciottolate, osservando originali murales e vecchie insegne di bar agli angoli delle strade. Rozzi cartelli su case diroccate comunicano che all’interno c’è Antonio Cruz, l’avvocato di Coimbra. Non si sa mai, saperlo può essere sempre utile di questi tempi. In cima si trova la vecchia università, che effettivamente non ha niente, assolutamente niente, di nuovo. All’interno ci sono un po’ di cose da vedere, come la torre dell’orologio e la Sala dos Capelos, ovvero la sala dei laureati. Noi ci siamo dedicati alla visita della biblioteca joanina, che contiene più di trecentomila volumi antichi e rilegati in pelle. La signora all’ingresso avvisa tutti di non fare foto, ma poi è un continuo scattare e lei che dice: “no photo plese!”, click “no photo please!”. All’interno ci sono anche dei murales mal tenuti, o forse semplicemente lasciati lì al proprio destino. Non ci si fa quasi caso, perché la gente è tutta presa nel raggiungere le altre zone da visitare, o semplicemente il bagno, da lasciarsi alle spalle questi particolari di cultura portoghese

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