Nuvole d'incenso, forti solitari ed infiniti spazi

L’Oman, un esotico sultanato incastonato nell’angolo sud orientale della penisola arabica, è ancora un paese poco conosciuto al turismo di massa, forse maggiormente attirato dalle mete vicine in Yemen o negli Emirati Arabi. Giungiamo a Mascate – la capitale – ...

  • di giubren
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: in coppia
    Spesa: Da 1000 a 2000 euro
 

L’Oman, un esotico sultanato incastonato nell’angolo sud orientale della penisola arabica, è ancora un paese poco conosciuto al turismo di massa, forse maggiormente attirato dalle mete vicine in Yemen o negli Emirati Arabi. Giungiamo a Mascate – la capitale – molto tardi ed il tepore delle notti d’oriente ci avvolge piacevolmente. Nella città addormentata, il nostro taxi sfreccia lungo la strada a più corsie conducendoci rapidamente al nostro Hotel nel quartiere di Mutrah. Dormiamo solamente qualche ora per alzarci presto ed incominciare la visita della città: la prima tappa sarà la Grande Moschea. L’edificio è l’unico nel paese accessibile ai non mussulmani (entro le ore 11:00 del mattino) e risplende nei suoi candidi marmi e nelle raffinate architetture. Nella sala delle preghiere riservata agli uomini il pavimento è ricoperto dal tappeto persiano più grande del mondo e pende dalla cupola un immenso lampadario di cristalli Swarovski. Il sultano Qaboos che l’ha costruita nel ‘95 non ha badato a spese ed ha donato a se stesso ed al suo popolo una grandiosa opera d’arte (similmente a quanto il re del Marocco Hassan II a fatto per il proprio paese a Casablanca).

Mutrah un tempo era una città separata da Mascate, ma oggi ne è diventata parte integrante ed è forse la zona più caratteristica. Bianchi edifici appartenuti a ricchi mercanti si affacciano sulla corniche, così come un’elegante moschea dalla cupola turchese dai disegni di stile persiano. I gabbiani volteggiano sulla baia e sul grande yacht del sultano che vi si trova ormeggiato. La mattina presto è particolarmente vivace la zona del mercato del pesce mentre il suq lo rimane fino a tarda sera.

La città è stretta tra il mare e le rocciose montagne alle proprie spalle, pertanto si è sviluppata in lunghezza. Il vecchio centro storico ospita Al Alam, la residenza del sultano eretta negli anni ’70 oltre ai principali edifici pubblici. Non mancano anche qui le torri e le fortezze che punteggiano letteralmente l’intero paese, tuttavia Al Jalali e Al Mirani si differenziano per il fatto di essere stati costruiti durante la dominazione portoghese della città e tutt’ora si elevano a difesa del porto. Il centro, racchiuso dall’antica cinta muraria restaurata, è stato sottoposto a profonde ristrutturazioni; non c’è più traccia delle antiche case in pietra di corallo che sono state demolite per far spazio al piazzale utilizzato per le parate pubbliche. Tutto sembra essere immerso nel silenzio, poche sono le persone in giro e si vedono soprattutto gli immigrati indiani nelle loro tute blu affaccendati nello svolgimento dei lavori più pesanti. Nel complesso Mascate si caratterizza per i bassi edifici in netto contrasto con lo sviluppo urbanistico dei vicini Emirati, indice della sapiente politica del sultano che mira a salvaguardare il patrimonio storico del paese ed a garantire uno sviluppo equilibrato.

Dal secondo giorno affittiamo la macchina, mezzo ideale per la visita dell’Oman. Le strade sono ormai quasi tutte asfaltate e le principali attrazioni del paese possono raggiungersi con un veicolo normale. Da Mascate ci spingiamo lungo la costa del Batinah per visitare i forti di Nakhal, Al Rustaq e Al Hazm. Forse Nakhal è il forte più bello del paese: si erge su uno sperone roccioso dal quale si gode una bellissima vista sul grande palmeto sottostante nel quale scorrono delle sorgenti di acqua calda di Al Thowarah. Anche Al Rustaq è molto interessante, con le sue lunghe mura d’argilla che costeggiano la fortezza. Un tempo questa città è stata la capitale omanita e durante il mattino ospita un interessante mercato. Questi luoghi si visitano in quasi totale solitudine, dall’alto delle torri di guardia il soffio del vento è interrotto di tanto in tanto dal canto dei muezzin che echeggia nelle oasi oltre che dallo sventolio delle grandi bandiere omanite sugli alti pennoni

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