La nostra magnifica luna di miele in dettaglio, in un luogo che è davvero un sogno.
Mi accingo a scrivere un dettagliato resoconto del nostro splendido viaggio di nozze in Nuova Zelanda, la terra dei kiwi, dei maori, della haka e del Signore degli Anelli, ma soprattutto un luogo dove la natura è la vera padrona incontrastata. Cercherò di riportare tutto quello che mi ricordo e che ho appuntato sul mio diario di viaggio, ma se vi sono domande che volete fare, scrivetemi pure all'indirizzo mail o sul sito di Turisti per caso.
Noi siamo partiti il 22 settembre e rientrati il 23 ottobre, periodo nel quale in NZ è primavera. La cosa positiva è che c'è ancora meno gente di quanto non ce ne sia in estate (comunque poca rispetto ai nostri standard) e ci si gusta certi scenari in completa solitudine. Certo per gli amanti delle attività all'aperto e del mare conviene andare se possibile più avanti, ad esempio in genneio o febbraio, piena estate. Noi non abbiamo fatto il bagno al mare perchè l'acqua era ancora troppo fredda e a volte è stata davvero dura non tuffarsi. Abbiamo prenotato volo, auto a noleggio, traghetto tra le due isole e ultime 3 notti a Auckland con un tour operator e poi io ho prenotato tutti i pernottamenti (tranne un paio) dall'Italia tramite mail e carta di credito. Devo precisare che questa è un'operazione che si può tranquillamente evitare, ma noi l'abbiamo scelta per non dover perdere tempo a cercare il pernottamento in loco e sfruttare al massimo ogni minuto; inoltre avevamo un programma di viaggio ben definito (studiato per mesi dal sottoscritto) e volevamo rispettarlo il più possibile. Se invece si vuole essere più liberi, non preoccupatevi di prenotare prima: gli I-Site locali, onnipresenti anche nelle cittadine minori ed efficentissimi, vi troveranno una sistemazione anche a parecchi km di distanza, l'importante è andarvi negli orari di apertura (di solito tutti i giorni dalle 9.00 alle 17.00). Abbiamo anche prenotato delle escursioni in anticipo, ma vi dirò nel resoconto quali. E adesso comincio con la narrazione, cercherò di essere succinto e dare le informazioni più importanti.
22/09 GIORNO 1: ROMA – HONG KONG Partiamo con la Cathay Pacific alle 13.50 da Roma Fiumicino senza ritardi, né problemi. Il volo sul grosso aereomobile è molto piacevole, cibo discreto e soliti intrattenimenti video/audio.
23/09 GIORNO 2: HONG KONG Arriviamo in mattinata all'aeroporto di Hong Kong e, dato che dobbiamo fare uno stop di 9 ore circa, decidiamo di uscire e visitare brevemente l'isola di Lantau, che si trova fuori dal centro cittadino. Prendiamo un taxi per la stazione di Tung Chung e poi un autobus che in circa 45 minuti ci porta alla località di Ngong Ping, dove si trovano le attrazioni che vogliamo vedere. Le strade sono tutte curve e saliscendi ripidi, ma il pulman va pianissimo quindi non c'è da preoccuparsi; la cosa importante invece è cercare di avere degli spicci per il l'autobus, perchà non hanno resto dfa dare: a noi delle gentili signore e monache hanno cambiato le monete cartacee (in totale sono 35 dollari di Hong Kong a tratta per 2 persone). A Tung Chung si ha un breve asaggio della incredibile metropoli di Hong Kong: palazzi e grattacieli enormi si sviluppano fino ad altezze proibitive, tutti uguali e con strane forme e piloni che li sostengono. Mi viene in mente una specie di civiltà aliena che costruisce queste foreste di cemento sullo sfondo di un'isola verdeggiante e montagnosa; le strade sono impervie e la natura rigogliosa cresce sui ripidi picchi a strapiombo sul mare e così i pochi villaggi al di fuori del centro sono quelli di pescatori e artigiani. Arrivati a Ngong Ping il caldo torrido ci attanaglia e un'umidità pazzesca ci rende ben presto affaticati. L'area di Ngong Ping è un cantiere aperto in evoluzione: nella zona della piazza stano rifacendo la pavimentazione e dietro al monastero verrà eretto un edificio sacro molto più grande di quello esistente. Ci aggiriamo con calma nel monastero buddhista di Po Lin e visitiamo alcuni templi/pagode costruiti all'inizio del XX secolo ammirado le mirabili decorazoni (draghi, svastiche, iscrizioni, statue); nei giardini notiamo i classici oggetti del culto buddhista, campane di bronzo e enormi incensieri, contornati da fiori e piante dal profumo intenso