New zealand e fiji, finalmente

4 agosto 2006. Ecco, il nostro piccolo sogno si sta avverando, fra poco intraprenderemo il viaggio a lungo desiderato, destinazione New Zealand. Alle 11,20 abbiamo il treno per Venezia, e con il bus raggiungeremo l’aeroporto. Il nostro piano voli prevede ...

  • di La Redazione
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  • Viaggiatori: in coppia
 

4 agosto 2006. Ecco, il nostro piccolo sogno si sta avverando, fra poco intraprenderemo il viaggio a lungo desiderato, destinazione New Zealand. Alle 11,20 abbiamo il treno per Venezia, e con il bus raggiungeremo l’aeroporto. Il nostro piano voli prevede alle 16,15 il volo Alitalia per Roma, alle 20,35 l’aereo Korean Air per Seoul, per poi proseguire verso Auckland, e infine un volo interno con Quantas destinazione Christchurch.

La nostra avventura inizia in modo singolare. A Venezia, al controllo bagagli a mano ci trovano un coltello da cucina infilato nello zaino, ricordo di chissà quale picnic, ma è così ben nascosto che pur avendo svuotato completamente il bagaglio per trovarlo sarà necessario passarlo e ripassarlo al controllo. Una serie di ritardi sui voli, due ore a Venezia, un’ora a Roma, prova a rovinare l’inizio della nostra vacanza, ma siamo consapevoli che il viaggio sarà lungo per cui non ci scomponiamo, ora più ora meno... Una piccola premessa. Come al solito viaggiamo in completa autonomia e per prenotare i voli ci siamo rivolti via internet ad un’agenzia specializzata di Roma, la Nouvelle Zélande Voyages, agenzia seria ed affidabile, tramite la quale risparmiamo parecchio. Naturalmente un po’ a scapito dell’efficienza, visto la sosta di sei ore prevista a Seoul, ma tutto sommato l’aeroporto è comodo e confortevole e la sosta la utilizziamo un po’ per sgranchirci e un po’ per riposare. Inoltre davvero non possiamo lamentarci, la Korean Air ci ha trattati di lusso e grazie ad un cambio di biglietti dell’ultimo momento il viaggio nella tratta Roma-Seoul lo abbiamo affrontato in first class. Ma torniamo a noi.

Arriviamo a Auckland alle 10,45 del 6 agosto, siamo partiti da casa circa 36 ore prima e siamo esausti. L’aeroporto è stipato di gente, ci vuole un’ora per avere il visto e l’arrivo non è proprio indolore, ci fanno aprire i bagagli e ci fanno un sacco di storie per le scarpe da trekking con le suole sporche che abbiamo in valigia. Onestamente la nostra pazienza sta venendo meno e stanchi come siamo vorremmo solo uscire dalla confusione e ritrovare il silenzio. Ci becchiamo invece una solenne ramanzina - stavano anche quasi riuscendo a convincerci di essere dei criminali contaminatori - e dopo circa mezz’ora ci rendono le scarpe con le suole così pulite che in seguito ci dispiacerà quasi usarle. Alle 14,00 è previsto il volo per Christchurch, e finalmente dopo due giorni di viaggio riusciamo a respirare all’aria aperta. E che fa?... Piove! Ma ce lo aspettavamo, siamo in inverno e le previsioni meteo su internet davano pioggia. Ritiriamo l’auto, ci spiegano anche come montare le catene, e alle 17,30, stremati, siamo all’albergo prenotato via internet, il Camelot in Cathedral Square, comodo e centralissimo. Spendiamo 110 $ a notte, ma prenotando sul posto avremmo speso qualche dollaro in meno visto che fanno delle promozioni per la winter season. Il tempo di una doccia e della cena in un Irish pub non troppo lontano dall’albergo e alle 20,00 siamo a letto. 7 agosto. La notte ci ha accompagnato con un sonno agitato e due ore ad occhi aperti, comunque siamo certamente più riposati e ci alziamo con calma verso le 9,30. Diluvia, la giornata è fredda e ventosa e per iniziarla al meglio ci gustiamo una super colazione in un café molto simpatico ed accogliente. Visitiamo la Cattedrale, ma purtroppo nulla da fare per la programmata navigazione sull’Avon. Andiamo comunque a spasso per le vie della città, facciamo un salto ai Botanic Gardens, belli nonostante sia inverno, e poi, poiché il tempo è davvero impietoso, ci dedichiamo alla scoperta della Art Gallery, al cui interno ci fermiamo anche a pranzo. Bagnati come pulcini rientriamo in albergo alle 15,30, ci riposiamo un po’, pianifichiamo il programma per il giorno successivo e verso le 18,30 usciamo nuovamente per acquistare qualcosa da mangiare. 8 agosto. Il jet lag si fa sentire, la notte è trascorsa totalmente insonne. Il programma della giornata prevede il trasferimento da Christchurch alla Otago Peninsula. L’edificio della stazione ferroviaria di Dunedin ci incuriosisce e ci fermiamo a scattare qualche foto. Finalmente, verso le 10,30 smette di piovere e riusciamo ad avere qualche spiraglio di sole anche se nel pomeriggio la pioggia ricomincerà. La strada che costeggia la Otago Peninsula è spettacolare e ci ricorda molto la Great Ocean Road, nell’Australia del Sud, ma forse, così tortuosa e a livello del mare, è un po’ inquietante. Troviamo da dormire all’Harington Point Village Motel a Taiaroa Head (95 $) siamo gli unici ospiti e ci danno lo chalet con vista sul mare. Il posto è incantevole. Siamo a due passi dal Royal Albatros Centre. Ci dirigiamo lì e dalle 15,00 alle 16,00 ci dedichiamo agli albatros, prima assistendo a delle spiegazioni e alla proiezione di un video, e poi cercando di vederli volare, senza farci vedere, nascosti all’interno di una casetta sulla spiaggia. Siamo fortunati e gli albatros riusciamo a vederli per davvero, uno anche a distanza molto ravvicinata percorrendo il sentiero che porta alla casetta. Sono incredibili nelle loro evoluzioni, eleganti nei movimenti, imponenti con la loro apertura alare che può arrivare fino a 3 metri..

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