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Le meraviglie di Minorca

L'isola delle Baleari è un piccolo gioiello da scoprire. Calette e sabbia rossa, ma anche un villaggio all'altezza e l'avventura a bordo di una jeep.

  • di brody29
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Da 500 a 1000 euro
 

Minorca è una meraviglia. Il primo dato piuttosto certo è questo, poi ogni viaggio ha le sue variabili e fortune, ma dal punto di vista naturale questa isola delle Baleari ha poco da invidiare a ben più reclamizzate colleghe. La fortuna di azzeccare la scelta del villaggio, inoltre, garantisce un surplus di soddisfazione, ma andiamo con ordine e per capitoli per chi fosse stuzzicato dalla voglia di scoprire l’isola che nei secoli è stata di tutti: arabi, barbari, francesi, inglesi, spagnoli e pirati.

MINORCA

Il paesaggio è caratterizzato da una macchia mediterranea a tutta spinta e colori accessi: dal verde al blu, lo spettro cromatico offerto è piuttosto ampio. La costa nord è caratterizzata da spiagge di sabbia rossa, in varie tonalità, e abbastanza ampie, mentre a sud imperano calette più ristrette di sabbia bianca. Il mare è splendido ovunque, trasparente e pulito con relativa esaltazione di colori e fondali. Ovviamente la variabile del meteo è importante, perché con il vento si alzano facili dei cavalloni molto divertenti, ma meno rispettosi, se vogliamo, del panorama da cartolina. Può capitare, inoltre, di svegliarsi con il cielo nuvoloso, ma le condizioni mutano con grande velocità, perlomeno a luglio, quindi vale la pena non disperare. In ogni caso il mare è di quelli che invogliano a tuffarsi: l’acqua è freddina, ma la sopportazione ampiamente ripagata. Capitolo meduse: possono capitare, come dappertutto, ma l’usanza dei bagnini di segnalarlo con una bandiera apposita è assai utile, soprattutto per quando non ci sono e si può evitare di tenere l’occhio vigile per nulla. In genere, comunque, sono marroni e nuotano in superficie garantendo una certa visibilità. Gli isolani, inoltre, spiegano che la presenza di meduse è direttamente collegata alle correnti, ma se si registrano a nord non ci sono al sud e viceversa. Nel caso fosse un problema insormontabile, dunque, basta cambiare costa, che per Minorca significa al massimo un’ora di macchina a dirla lunga. Rimanendo in tema mare, va affrontata la questione Poseidonie smentendo subito alcuni miti che vogliono determinate spiagge letteralmente ricoperte. La costa minorchina è Riserva Naturale (concetto che non mancheranno di ripetervi come un mantra), quindi la tendenza è di intervenire il meno possibile sull’ambiente: filosofia seguita pure nel rapporto con le alghe, seppur molto dibattuta sui media locali. Il risultato è che le Poseidonie ci sono e vengono lasciate, ma solo in alcune zone e mai in misura tale da ritenerle fastidiose. Importante la questione viabilità: Minorca è solcata da una sola strada che porta dalla capitale Mahon fino all’altro centro di una certa importanza che è Ciutadella, sostanzialmente da est fino ad ovest per un’oretta di percorso. La dimensione è quella di una nostra superstrada, sempre scorrevole e praticamente mai trafficata pur essendo, come detto, l’unica arteria di raccordo per i 160.000 abitanti estivi dell’isola (82.000 i minor chini veri, al netto di turisti e stagionali). La strada scorre grosso modo al centro e per raggiungere le varie spiagge si imboccano raccordi più piccoli che conducono verso la costa: la loro condizione dipende dalle zone, ma buona parte è assolutamente transitabile con un’utilitaria. Proprio perché Riserva Naturale, comunque, è impensabile aspettarsi uno stradone costiero: se non si toccano nemmeno le Poseidonie, giustamente non si prende in considerazione nemmeno l’asfalto. Alcune calette, quindi, possono essere raggiunte solo con mezzi più abituati alle condizioni estreme come la jeep, più alternativi come la barca o più faticosi come il lungo cammino. Di costiero, infatti, esiste un sentiero chiamato “Camì de Cavalls” che circonda tutta l’isola ed è facilmente affrontabile a piedi, mentre è più impegnativo in bicicletta a causa della presenza di numerose pietre. Non preoccupa, invece, pendenza del tutto limitata in un’isola in cui il punto più alto è il Monte Toro a poco più di 300 metri sopra il livello del mare. Tutto il paesaggio è punteggiato di piccoli appezzamenti di terreno delimitato da muretti a secco, spesso utilizzati come pascolo per pecore, mucche (per la verità piuttosto magre) o cavalli che, in razza araba, a Minorca sono una sorta di istituzione protagonista di molte feste ed esibizioni. L’amministrazione isolana, infatti, a suo tempo cedette i terreni gratis ai residenti per riqualificare la zona costiera mantenendo centrale proprio lo sviluppo turistico sostenibile che ha caratterizzato la politica minorchina negli ultimi anni. Molti residenti, quindi, durante l’estate si trasferiscono letteralmente nella casa al mare, anche se la distanza dall’abitazione principale si traduce alcune volte in pochi minuti di automobile. In una qualche misura è anche questa una tradizione culturale dell’isola

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