TUTTO IL MEGLIO DEL MESSICO (seconda parte)

(vedi parte del diario precedente) 14° giorno: OAXACA - MITLA - EL TULE Veloce prima colazione in un minuscolo localino (2 tavolini) nei pressi della stazione di Seconda Classe, poi partiamo per Mitla con autobus della Trasportes Oaxaca, in partenza ...

  • di BEATRICE1973
    pubblicato il
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    Ritorno il
  • Viaggiatori: in coppia
 

(vedi parte del diario precedente) 14° giorno: OAXACA - MITLA - EL TULE Veloce prima colazione in un minuscolo localino (2 tavolini) nei pressi della stazione di Seconda Classe, poi partiamo per Mitla con autobus della Trasportes Oaxaca, in partenza dallo stallo 9.

Percorriamo i circa 50 km che ci separano dal sito archeologico in circa 90 minuti.

Eccoci arrivati, nel cuore della bella Valle Tlacolula.

Mitla era un importante centro cerimoniale preispanico, il più importante centro religioso zapoteco, dominato dai potenti sacerdoti che qui si dedicavano ai sacrifici umani. Il nome deriva dall’antica lingua nahuatl: “mictlan”, ossia “terra dei morti”, "il luogo di riposo delle anime". Poi gli Zapotechi la chiamarono “Lyobaa”, “luogo di sepoltura!” e la trasformarono nel loro centro principale, dopo l’abbandono di Monte Alban (700/800 d.C.).

Nell’XI secolo Mitla fu occupata dai Mixtechi, per poi tornare zapoteca; gli Aztechi arrivarono nel 1494 e Mitla era ancora abitata all'epoca della conquista spagnola. Dell'antico insediamento sono visitabili cinque palazzi, un tempo protetti da una fortezza, realizzati in bello stile architettonico che conservano ancora i loro colori originali. I muri perimetrali esterni sono decorati con motivi geometrici a rilievo realizzati con piccole pietre intagliate di diversa forma, disposte a mosaico.

E’ interessante sapere che questo posto è il solo, con Uxmal, ad essere originale per l’80-90% e non ricostruito, come gli altri. Ho letto su web che le pietre vulcaniche e calcaree usate per la costruzione dei templi furono trasportate dalle vicine montagne, senza l’ausilio di ruota o ferro. Per lo più si tratta di blocchi monolitici, incastrati l’uno nell’altro senza uso di cemento o altra amalgama. Dall’ingresso, il primo gruppo di edifici che si incontra è quello del Grupo de la Iglesia, Gruppo della Chiesa. Qui ci sono i resti di una struttura che fu smembrata per costruire la Chiesa di San Paolo Apostolo, nel XVI secolo. Proseguendo si raggiunge il più importante gruppo di edifici di Mitla: il Grupo de las Columnas, Gruppo delle Colonne, dove lunghe costruzioni in muratura circondano una piazza centrale. Qui si trovano la Sala de las Columnas, così chiamato per i 6 enormi pilastri che un tempo reggevano le travi di legno e il grande soffitto piatto. Da qui si accede al Patio de las Grecas, detto anche de Mosaicos, che prende il nome dai disegni geometrici, “grecas” (dal nome della pietra); ce ne sono 11 diversi, ma di nessuno si conosce il significato, forse si riferiscono a fenomeni cosmici, come raggi di sole, oppure all’acqua, ai serpenti, le croci forse ai quattro punti cardinali. Chiara è però l’influenza mixteca. Questi strani disegni, unici al mondo, dato che sono i soli del Centroamerica a non riportare immagini di animali/dei/piante, sono riportati oggi nella trama dei tappeti o delle maglie lavorati al telaio dai locali. Quello che possiamo vedere sono solo i templi e le case dei nobili e dei sacerdoti, che costruiti in maniera più solida, hanno sfidato i secoli; le case del popolo, nei dintorni, costruite in argilla, sono invece andate distrutte.

A questo complesso appartiene anche la Columna de la Vida, che si trova in una tomba, nel Patio Sur. Non molto conservati sono i restanti complessi: il Grupo Arroyo, il Grupo Adobe e il più lontano Grupo Sur. Nel complesso Mitla è un sito piccolo piccolo, ma interessante. Molto carino è il piccolo Mercato de Artesanas, un mercato di artigianato che si trova proprio accanto all’ingresso delle rovine. Qui acquistiamo belle maracas in legno e il celebre calendario Maya in pietra. Ma Mitla è nota anche per la produzione di un ottimo Mexcal, il celebre liquore ottenuto dalla spremitura delle foglie del maguey, acquistabile nei tanti negozietti del paese

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