Cartoline dalla Mauritania: Una terra di confine

Itinerario: Roma – (Casablanca) – Nouakshott – Tirjit – Oujit – Cinguetti – Guel El Richad – Tin Labbé – fort Saganne - Pas d’Amodjar – Adrar – Tiuolit (oceano Atlantico) – Nouakchott – (Casablanca) - Roma Il volo sul ...

  • di Stefano G.
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: in gruppo
    Spesa: Da 500 a 1000 euro

La città principale e forse unica di questo paese molto esteso e pochissimo popolato, è questa. Un polveroso quartiere periferico, di case basse e squadrate, dove il fondo non asfaltato delle strade è costituito da sabbia, terra e da milioni di frammenti di piccole conchiglie. Tutto qua.

Le stradine laterali, tutte non asfaltate e anch’esse polverose, sono già piene di vita. Case basse, bianche o color sabbia, solo con il piano terra, al massimo, con un primo piano. Le persiane blu, al piano-strada, nascondono spesso dei negozietti bui: frutta, verdura, lavanderie, parrucchieri. Ma anche qualche noleggio di videocassette, o qualche scarnissimo ristorante. Sui tetti, tante antenne paraboliche. All’albergo è venuta a prenderci una donna, tutta coperta da un abito in stoffa variopinto, su colori verde e giallo. Ci ha prestato il necessario per pagare il conto (una mazzetta di circa 7/8 centimetri di banconote locali, Ouguya), e quindi ci ha portato presso il fratello, tour operator, corrispondente locale dell’agenzia italiana che organizza il viaggio.

L’ufficio è scarnissimo. Si affaccia quasi sull’incrocio centrale. Si entra in un anticamera, totalmente disadorna, con un divano ed una scrivania anni ’60. L’ufficio del boss è nella stanza affianco. Stesso arredamento: mura scrostate, scrivania, 2 sedie, un telefono, ed una cassaforte. Tutto quello ciò che serve e niente di più. Ci offrono il thé, e si parla di affari. Ovvero, macchine, itinerario, riconferma dei biglietti per il ritorno, eventuali provviste di bombole di gas, acqua, gasolio per le auto.

L’uomo, tra i quaranta e i cinquanta, vestito con un abito tradizionale, in azzurro stirato di fresco, non è elegante, ma si vede che ci tiene ad avere uno standard “all’altezza dei propri clienti occidentali” sia nel vestire, che nei modi di fare. E’ gentile, cerimonioso quanto basta, ma sicuramente sa il fatto suo. Parla un buon francese, ascolta, con calma controbatte e propone alternative, quindi passa in maniera decisa ordini ai suoi. Qualche volta, a seconda degli argomenti, si accalora nelle decisioni, per poi tornare alla cerimoniosità iniziale. Comunica poi le decisioni al capo autista o via telefono cellulare agli eventuali altri interessati. Non deve essere un tipo tenero. Nelle trattative non regala nulla. Insiste tuttavia, affinché al ritorno, prima della partenza del volo in notturna, si vada “ospiti” da lui, a mangiare, a riposarsi, a prepararsi per il viaggio verso casa. Nonostante sia sicuramente un filibustiere e cerchi di farci fare tutto quello che a lui fa più comodo, l’etichetta prevede comunque cerimoniosità e ospitalità... E a questo, sembra tenerci molto. (in effetti, nonostante tutte le discussioni,talvolta anche accese, al ritorno ci ospiterà, offrendoci una cena a base di cous-cous, e senza, almeno in modo diretto, chiedere nulla in cambio) Il “tour operator”, la casa in cui ci ha ospitato al ritorno, la città, la gente per strada.. Tutti mi lasciano un impressione analoga. Molto pragmatici. Non eleganti, forse più poveri che ricchi; non grandi sovrastrutture, ma tutto quello ciò che serve per vivere in modo più che dignitoso. L’impressione di un posto ancora un po genuino, in cui si sente l’appartenenza al mondo “francofono”, ma dove molte delle convenzioni del vivere globalizzato sono ancora lontane.

Nel deserto, verso Cinguetti. La meta del viaggio è la mitica città di Chinguetti, tra le dune, nella regione dell’Adrar. Le macchine lasciano la strada asfaltata, e avanzano su piste di terra battuta. Talvolta tagliano direttamente tra le dune di sabbia. Come sciatori che affrontano il fuori pista nella neve fresca, gli autisti cercano di impostare la traiettoria tra le dune, seguendo le tracce già lasciate da qualcun altro. Cercando di non affondare e di non rimanere impantanati, giocano con le pendenze, facendo una specie di slalom. Ad ogni curva un manto di sabbia si solleva proprio come al passaggio degli sci sulla neve. L’Adrar è una regione, come tutta la Mauritania, scarsamente popolata. Tra le dune del deserto e le valli brulle con una morfologia tipo Monument Valley americana, si incontrano di tanto in tanto qualche villaggetto di poche case e all’improvviso qualche palmeto, verdissimo, che sorge in presenza di una sorgente d’acqua. Nelle oasi, ombreggiate e lussureggianti, ormai la popolazione locale si sta organizzando per estrarre l’acqua dai pozzi, e per irrigare tramite tubature, le piantagioni di datteri. Ad ogni sosta, quando vicino ad un centro “abitato”, le donne del villaggio si avvicinano in modo discreto a questo gruppo di turisti “marziani”. In modo molto riservato dispongono la loro mercanzia sulle stuoie, sperando di vendere qualcosa prodotto dalla loro comunità. Teiere, bicchierini da the decorati a mano, tabacchiere in pelle e pipe in metallo, scatole in lana e paglia, collane e oggetti in legno. Possono passare anche una o due ore, senza che dicano nulla, osservando in silenzio, ad una distanza ravvicinata, ma non opprimente, il gruppo di stranieri che magari si fa da mangiare o che si sta montando le tende.. E con la stessa discrezione, sia che il gruppo abbia comprato qualcosa, abbia cercato di instaurare un dialogo con loro o le abbia ignorate, ad un certo punto, raccolgono la mercanzia e si riavviano, con compostezza verso casa

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Commenti
  1. Caterina Miragoli
    , 30/9/2012 11:32
    Ciao ragazzi....intanto mi presento. Mi chiamo Caterina, ho 36 anni ed io ed il mio compagno fotografo saremmo intenzionati a partire con il suo vecchio pick up Toyota (sta iniziando ora ad allestirlo per questo viaggio) i primi di gennaio 2013, attraversare il Marocco ed arrivare in Mauritania a Nuakchott, fotografare con gli occhi, con il cuore e con la Nikon le persone, i paesaggi, i parchi, gli animali: praticamente il viaggio dovrebbe durare all'incirca un mese e mezzo. Spulciando in questo blog ho notato che siete 'esperti'!!! Chiedevo innanzi tutto se sono davvero necessarie tutte quelle vaccinazioni che ti consiglia l'ufficio igiene (all'ufficio igiene mi hanno detto antitetanica, antitifica, epatite b e se si va a Sud pure Febbre Gialla!!), e poi qualche dritta sulle 'norme di comportamento', sulle strade da percorrere (so che in alcuni punti sono presenti anche mine antiuomo :-O), su cosa non deve mancare in questo viaggio insomma!
    Come scrivevo, Filippo, il mio compagno sta iniziando ad allestire il pick up: abbiamo già' acquistato una tenda da tetto Autohome, (esistono campeggi o si può' dormire 'liberamente'?), allestire e dividere il cassone del nostro mezzo tra frigo, taniche d'acqua e vestiti (quali mi consigliate?).
    Amo la vita selvaggia ed all'aria aperta ma purtroppo non conosco questi luoghi....
    Amerei avere preziosi consigli da persone come noi che sono state in questi luoghi meravigliosi e senza tempo.

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