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Cartoline dalla Mauritania: Una terra di confine

Itinerario: Roma – (Casablanca) – Nouakshott – Tirjit – Oujit – Cinguetti – Guel El Richad – Tin Labbé – fort Saganne - Pas d’Amodjar – Adrar – Tiuolit (oceano Atlantico) – Nouakchott – (Casablanca) - Roma Il volo sul ...

  • di Stefano G.
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: in gruppo
    Spesa: Da 500 a 1000 euro

Itinerario: Roma – (Casablanca) – Nouakshott – Tirjit – Oujit – Cinguetti – Guel El Richad – Tin Labbé – fort Saganne - Pas d’Amodjar – Adrar – Tiuolit (oceano Atlantico) – Nouakchott – (Casablanca) - Roma Il volo sul deserto, è stato lungo e piatto. Non una luce, non uno sbalzo, non una virata. Come spesso capita, volando dall’Europa verso l’Africa occidentale, atterraggio a Nouakshott, nel cuore della notte. La città, dall’alto, appare quasi all’improvviso. Un tappeto di lumini, evidenzia appena il profilo di strade squadrate e perpendicolari, e di case basse, altrettanto di forma regolare. Solo 8 ore fa, lasciavo una Roma festosa, immersa nell’atmosfera natalizia...

Sono le prime ore del mattino; e le strade sono deserte. Dall’alto mi colpiscono i quartieri vicino all’aeroporto, che sembrano molto estesi, ma data l’ora, quasi fantasma. Il faro di qualche auto, una rotatoria “rond-point” alla francese, alcune vie illuminate di arancione; la sabbia che si muove sopra l’asfalto delle strade e della pista dell’aeroporto.

Appena scesi dall’aereo, odore di polvere; il terminal decoroso, pittato di fresco, ma sicuramente non della nostra epoca. Solo pochi giorni in questo paese; un viaggio in gruppo, con i fuoristrada e le tende. Attraverso però un paese non di solo deserto. La Mauritania è sicuramente una delle tante terre di confine; qua si incontrano il Magreb e Africa occidentale. Sabbia, dune, oasi sahariane, palmeti e datteri a seccare al sole; solidarietà della gente del deserto; i 3 bicchierini di thé alla menta da sorseggiare davanti al fuoco acceso sulla sabbia rossa. Ma anche il grande oceano Atlantico, le sue larghe spiagge sabbiose soggette al gioco delle maree, e le piroghe da pesca coloratissime. E con i pescatori con i tratti somatici ormai dell’Africa occidentale, che come i loro colleghi senegalesi, a fine giornata, tirano in secca le barche con la sola forza delle braccia e caricano il loro pescato sui carretti, trainati dagli asini, per poterlo vendere agli angoli delle strade polverose di Nouakshott.

Nouakshott – la capitale: con le prime ore della mattina, la città si ravviva. Lungo le strade principali, tutte moderne, cominciano a scorrere macchine scassate, furgoncini e carretti tirati da asini. Le botteghe aprono i battenti, e la gente comincia a muoversi. Anche se è sabato, si incontrano diversi uomini che tornano dalla preghiera alla moschea. Il mercato si anima. Non esiste un vero e proprio centro. O meglio, non esiste un centro storico. Nouakshott è una città artificiale, fondata dai francesi negli anni ’50, espandendo un villaggio di circa 4.000 persone, che sorgeva al crocevia di 2 strade. Oggi, la città, si estende ai lati di 2 arterie principali. Non sono pratico, ma basta poco. La cartina della guida, e le relative spiegazioni, parlano chiaro. Il centro cittadino si snoda tutto intorno all’incrocio tra l’avenue Nasser, e l’avenue De Gaulle, all’altezza del quale si trovano una pompa di benzina e gli uffici di una compagnia aerea. Guardo la cartina e poi intorno a me. Mi sembra di essere in una periferia degradata di una delle nostre città; ma gli indizi, in realtà corrispondono.. Siamo proprio nel centro della capitale ...

Il resto, verso il mare, ospita qualche edificio governativo, uno stadio molto moderno, gli uffici della televisione mauritana. Sui cancelli di qualche villa si intravedono i vessilli di ambasciate/sedi diplomatiche di paesi stranieri. Verso il mare c’è la spiaggia con il porto di pesca, le sue barche, i suoi pescatori e tutti i loro colori. Ma quello è un altro discorso

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