Abruzzo: weekend in Val di Sangro

A metà ottobre ho deciso di raggiungere alcuni amici che vivono in Abruzzo, per visitare la Valle del Sangro, che si estende nella provincia di Chieti. Il venerdì mattina siamo partiti da Lanciano, uno degli insediamenti più antichi della regione. ...

  • di robirimini
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    Ritorno il
  • Viaggiatori: fino a 6
    Spesa: Fino a 500 euro
 

A metà ottobre ho deciso di raggiungere alcuni amici che vivono in Abruzzo, per visitare la Valle del Sangro, che si estende nella provincia di Chieti.

Il venerdì mattina siamo partiti da Lanciano, uno degli insediamenti più antichi della regione.

In Piazza Plebiscito abbiamo visitato la cattedrale, che venne innalzata su tre arcate dell’antico ponte di Diocleziano. Ho sempre trovato affascinante l’idea di erigere un edificio sui resti di qualcosa di più antico, reinventandone l’utilizzo e garantendone la preservazione.

Sempre sulla piazza si trova la Chiesa di San Francesco, che custodisce la reliquia del Miracolo eucaristico.

Il prodigio avvenne nell’VIII secolo, quando un monaco, mentre celebrava la Messa, fu tormentato dal dubbio circa la reale presenza di Gesù Cristo nel sacramento: improvvisamente l’ostia si trasformò in carne e il vino in sangue.

Non ho una religiosità così profonda da apprezzare le reliquie, tuttavia il Miracolo eucaristico custodito a Lanciano è interessante, anche perché è considerato il primo miracolo di questo genere di cui si abbia testimonianza. L’antichissima reliquia è stata sottoposta a diversi esami chimici e biologici ed è ancora oggi oggetto di studi e di pellegrinaggio. A Lanciano abbiamo pranzato al Ristorante I Vecchi Sapori; con circa 20 euro si può fare un pranzo completo, a base di tutti i piatti tipici della zona, come i famosi maccheroni alla chitarra.

Nel primo pomeriggio abbiamo lasciato Lanciano e preso la statale che percorre il fondovalle: mano a mano che si procede verso l’interno della regione, le pianure coltivate lasciano il posto ai boschi tinti dagli splendidi colori autunnali e ai pascoli ancora verdi.

A Bomba, piccolo paese con stradine ripide e case in pietra e mattoni, si trova un lago artificiale, creato dalla diga sul Sangro. La migliore vista del lago, che nelle belle giornate è di un luminoso blu cobalto, si gode da Colledimezzo, paesino medievale che si inerpica ardito sul crinale del colle Castellano. Dopo un giro per i vicoletti del paese e dopo un caffè al bar della piazza principale, ci siamo diretti verso Monte Pallano.

Qui abbiamo visitato i resti delle mura megalitiche costruite dai Frentani, antico popolo guerriero, spesso alleato dei Sanniti nella lotta contro la romanizzazione.

Il tratto meglio conservato delle mura risale al V secolo a.C. Ed è lungo 163 metri, alto circa 5 metri con uno spessore di 4; è formato da blocchi di pietra calcarea e vi si aprono tre porte. In Abruzzo si trovano diversi esempi di fortificazioni preromane, ma quelle di Monte Pallano sono probabilmente l’esempio meglio conservato e più imponente. Verso sera ci siamo fermati a pernottare a Roio del Sangro, paese natale dei miei amici.

Roio è conosciuto come “il paese dei cuochi”, perché molti abitanti in passato emigrarono, diventando chef nelle ambasciate di tutto il mondo, nelle case di nobili e famiglie reali, in alberghi di lusso e ristoranti.

Il monumento al cuoco, che si trova all’ingresso del paese, rende omaggio a questa tradizione.

Nel bar di Roio, gestito dalla simpatica Vincenzina, si possono incontrare chef che hanno lavorato in tutto il mondo, come il mitico Peppino, che per diversi anni ha cucinato prelibatezze alla famiglia reale saudita. Gli aneddoti che queste persone raccontano della loro vita professionale, vissuta nelle case di famiglie ricche e prestigiose, fanno da contrasto alle storie delle loro famiglie, che hanno dovuto lottare per secoli contro la povertà, fino a spingere i loro figli a emigrare verso Roma, Milano, la Germania, l’America in cerca di lavoro

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