Un borgo dell’Abruzzo amato da una combriccola di artisti danesi: una storia che resiste da quasi 150 anni

Civita d'Antino, la gemma "pittorica" immersa nella magnificenza delle montagne abruzzesi: è una vera bellezza italiana tutta da conoscere
Alessandro Cipolla, 04 Mag 2026
un borgo dell'abruzzo amato da una combriccola di artisti danesi: una storia che resiste da quasi 150 anni

Quanti di voi hanno sentito parlare di Civita d’Antino? Non meravigliatevi se la vostra mano rimane bassa, perché in effetti – a torto – in pochi conoscono questo paese che conta meno di mille abitanti in provincia dell’Aquila. Siamo nel cuore della Marsica, una zona di montagna non lontana dal confine che divide l’Abruzzo dal Lazio. A sorvegliare il paese c’è il monte Vigilio e di fronte a esso abbiamo i Monti Simbruini. Fin qui di certo nulla di particolare. Allora cos’ha di speciale Civita d’Antino?
Per prima cosa la sua storia è particolare: il paese infatti sorge sulle rovine di Antinum, un importante centro prima del periodo romano e poi medioevale. Poi c’è la resilienza dimostrata dopo il tremendo terremoto della Marsica a inizio del ‘900. Ma la cosa più straordinaria però è il rapporto tra questo luogo e l’arte. In passato infatti non era raro che artisti provenienti da ogni parte d’Europa decidessero di trascorrere dei periodi in Italia per formarsi. Alcuni di loro passarono anche per Civita d’Antino, innamorandosi di questo posto. Da quel momento è iniziato un rapporto speciale tra questo piccolo comune e la pittura, un simposio che dura tutt’ora.

La storia triste di un paese meraviglioso

kristian zahrtmann

Kristian Zahrtmann – Giovani donne che trasportano calce. Civita d’Antino (1883)

Civita d’Antino è un paese che presenta una profonda cicatrice inflitta dal terremoto del 13 gennaio 1915, causa primaria dell’emigrazione degli abitanti che si trasferirono a valle. Ancora oggi nel paese rimangono poche centinaia di persone. Nonostante le gravi conseguenze del terremoto, molti sono i luoghi simbolo della scuola Zahrtmann che sono rimasti intatti come allora. Nel centro storico potrete visitare la Casa dei Pittori Danesi, che viene chiamata la Pensione Cerroni, nome della scalinata che porta all’unica porta di accesso rimasta del paese,
Porta Flora. La Pensione Cerroni ospitò diversi artisti e divenne sede della singolare scuola del maestro danese Kristian Zahrtmann. All’interno di questa casa potrete trovare, nella sala degli stemmi, la memoria della scuola di Zahrtmann. In un piazzale, vedrete una lapide apposta nel 1932, dove viene posta una dedica al paese che viene definito “come seconda patria”. Un piazzale completamente dedicato all’artista danese, principale piazza del Banco, dove ancora oggi potrete vedere i magnifici platani fatti piantare dall’artista, a sue spese, per l’abbellimento del paese.

Cosa vedere a Civita d’Antino

Girovagando nelle vie di Civita d’Antino, tra case in pietra e vie ciottolate, il Palazzo Ferrante e l’attigua Cappella gentilizia della SS. Concezione, anticamente questo palazzo era circondato da un ampio giardino con una vista mozzafiato della valle sottostante, dove scorre il fiume Liri; la facciata principale si presenta con un imponente portale, sormontato da un balcone, appartenente probabilmente alla prima fase di costruzione nel 1600. 
All’interno si potranno osservare arredi sontuosi che raffigurano la grandiosità del Palazzo, i soggiorni che ospitavano numerosi uomini di scienza e di lettere come Francesco Ferrante e suo fratello Domenico, importanti archeologi; questi soggiorni si presentano, mettendo in luce la sua signorilità, con una collezione di quadri e una ricca biblioteca di testi antichi. L’esterno invece si presenta con un portone principale, con una catena di ferro lasciata dai Borboni. 
Altri elementi interessanti del centro storico, indubbiamente, la Torre di guardia voluta dai Colonna, di recente restaurata, che venne ripresa e rappresentata anche in diverse opere; nelle vicinanze per potersi rilassare, troverete il parco-giardino pubblico La Piramide/Pista, rappresentato da un piccolo obelisco con alla base una epigrafe romana, al centro di un magnifico panorama. Uscendo dal paese, a pochi passi, troverete l’antico “Cimitero Napoleonico”, un piccolo gioiello dell’architettura cimiteriale.  

Il trekking non è mai stato più bello, storia e avventura si fondono in un’esperienza unica

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Nelle immediate vicinanze di Civita d’Antino, l’antichissimo Eremo della Madonna della Ritornata, una struttura realizzata in pietra, roccia, con una cripta, l’ipogeo e lo splendido affresco bizantino del Cristo Benedicente tra gli Apostoli del XII-XIII. Questo magnifico pezzo di storia potrà essere raggiunto a circa un’ora a piedi partendo dal centro storico, armandovi di pazienza e tanta voglia di scoprire, un cammino lungo l’ampio segnalato sentiero sterrato di quasi 6 km, attraversando i magnifici e maestosi monti e boschi della Serra Lunga. 
Si potranno organizzare piacevoli escursioni, a piedi, in mountain bike a cavallo.
Una pineta, che si raggiunge con mezz’ora di cammino, arrivando ai piedi della montagna; al laghetto delle Pratelle, a 1600 metri di altezza, quasi tre ore di cammino. Un altro interessante itinerario è quello del Monte Romanella, dove dalla vetta potrete osservare il panorama sul Gran Sasso, la Piana del Fucino e la Maiella. 

Cosa fare a Civita d’Antino in estate e in inverno

 

Tutti gli anni a settembre, curato dalla Pro-Loco del posto, potrete assistere a Inquadrando Paesaggi, una rassegna culturale nata per valorizzare il borgo antico e i luoghi dipinti del maestro danese Zahrtmann e dai pittori tra il 1877 ed il 1915. Nella seconda domenica dopo Ferragosto invece si celebra la festa di Santo Stefano e della Madonna della Ritornata.
Il periodo autunnale fa rivivere la corsa delle botti, una competizione a squadre che riscopre l’antica attività dei cantinieri di far rotolare le botti lungo un percorso cittadino. Civita d’Antino è il miglior luogo dove passare le proprie giornate lontani dal caos delle città sentendo le brezze che attraversano i monti abruzzesi; un luogo dove storia e tradizioni si intrecciano fra di loro. Il miglior fine settimana per coppie e famiglie. 

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