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Trieste – The 2 cents travel

Ci sono viaggi che nascono per caso, altri viaggi che nascono per un motivo, altri ancora nascono per più motivi...questo viaggio è nato sia per caso sia per due motivi, il che sembra un controsenso. Ma partiamo dall'inizio. Ogni week ...

  • di Kia81
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: in coppia
    Spesa: Fino a 500 euro
 

Ci sono viaggi che nascono per caso, altri viaggi che nascono per un motivo, altri ancora nascono per più motivi...Questo viaggio è nato sia per caso sia per due motivi, il che sembra un controsenso.

Ma partiamo dall'inizio.

Ogni week end successivo al ponte di Natale io e il mio maritino facciamo un borsone e partiamo senza meta. Ci diamo un massimo di 500 km , dovendo la minifuga durare solo 2 giorni, e ad ogni uscita dell'autostrada tiriamo una moneta da due centesimi: testa si va a ovest, croce si va a est! Partiamo dalla nostra casa di Bergamo verso le 7:30 e arrivati all'imbocco dell'A4 tiriamo per la prima volta la moneta: croce, si va ad est. Decidiamo delle possibili mete per ogni eventuale uscita: Glorenza (nel caso avessimo deviato vs l'autostrada del Brennero), Bassano del Grappa, Acquileia, Palmanova o Trieste...Ma a ogni uscita dell'autostrada la nostra monetina ci guidava sempre più verso est. Alla fine ci ha condotti proprio a Trieste, città che io desideravo visitare da tempo, sia perchè ci sono passata chissà quante volte nel tragitto verso la Croazia sia perchè da piccola (sempre durante un viaggio in Croazia) mio papà era uscito dall'autostrada entrando a Trieste per una sosta e dal finestrino avevo visto il Castello di Miramare e me ne innamorai ripromettendomi di visitarlo prima o poi.

Entriamo subito nel centro storico e arriviamo a un incrocio dove sono indicate le direzioni di tutti gli hotel della città, ci facciamo ispirare dall'hotel San Giusto, 3 stelle, catena Best Western e andiamo a vedere se hanno posto.

L'hotel è situato in via dell'Istria, una lunga arteria stradale che collega il centro storico alla zona industriale. Da fuori l'hotel non sembra un granchè, ma dentro è molto curato e pulito anche se le stanze mancano un po' di personalità! Comunque siccome vogliamo subito lanciarci alla scoperta della città e l'hotel ha una doppia libera (98 euro a camera con colazione a buffet, possibilità di parcheggio custodito a 15 euro al giorno) decidiamo di rimanere lì, scarichiamo i bagagli e poi via alla scoperta di Trieste.

Usciti dall'hotel, tutti belli imbacuccati, facciamo subito conoscenza con una cosa molto tipica di Trieste: la Bora! Raffiche fortissime di vento gelido ci investono rallentando la nostra corsa (si fa per dire) verso la fermata del bus, ma alla fine eccoci sul n.10 che ci porta direttamente sul mare a pochi passi da Piazza Unità d'Italia.

Alla vista della Piazza rimaniamo a bocca aperta: è semplicemente splendida e insieme austera. La piazza è aperta sul mare, ma un tempo era racchiusa interamente da edifici e assunse l'attuale aspetto solo nell'Ottocento. Sulla piazza si affacciano il Palazzo del Municipio, Casa Stratti, che ospita il famoso Caffè degli Specchi, uno dei Caffè storici di Trieste, il Palazzo del Governo, il Palazzo del Lloyd Triestino, l'Hotel Duchi d'Aosta e il Settecentesco Palazzo Pitteri.

Al centro della piazza si trova la fontana barocca dei Quattro Continenti e la colonna con la statua di Carlo VI.

Mentre sostiamo attorno alla fontana leggendo la nostra guida appena acquistata da un'edicola, veniamo fermati da un vecchietto che prima ci dà il benvenuto e poi inizia a urlare contro l'Italia “ladra e mafiosa” che ha rovinato Trieste facendola morire, che era meglio quando c'erano gli Asburgo ecc...Ecc...Continua nel suo monologo ripetendo alcune frasi più volte e in un attimo di tregua lo salutiamo e scappiamo letteralmente! Non voglio entrare nel merito del discorso dando un mio personale giudizio perchè purtroppo non conosco così bene la Storia per poter giudicare, dico solo che giuste o sbagliate che fossero le sue idee, ci ha fatto capire come Trieste sia davvero una città particolare, con una storia particolare, una città di confine, un crocevia di “razze” e “culture”, una città dove molta gente conosce più di una lingua e dove ti senti un po' in bilico tra est Europa, Italia e Mitteleuropa

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