Mercoledì 7 maggio Ci svegliamo con molta calma, oggi è giorno di viaggio e nel pomeriggio lasceremo le spiagge dello stato di Goa per andare ancora verso sud. Costeggeremo la costa per quasi 500 chilometri per arrivare a Mangalore, la ...
Mercoledì 7 maggio Ci svegliamo con molta calma, oggi è giorno di viaggio e nel pomeriggio lasceremo le spiagge dello stato di Goa per andare ancora verso sud. Costeggeremo la costa per quasi 500 chilometri per arrivare a Mangalore, la nostra prossima tappa.
E’ mercoledì e ad Anjuna, ad una manciata di chilometri di distanza, c’è un coloratissimo mercato. Abbiamo tutto il tempo e decidiamo di andarci.
Prendiamo un minipulmino.
Il piccolo mezzo percorre stradine un po’ dissestate, l’asfalto si mischia con la terra e crea buche in abbondanza. Fuori c’è un sole impietoso e l’aria che entra è calda... Passiamo tra risaie verdissime e boschi di banani e palme finchè giungiamo quasi ai bordi della lunga spiaggia dove fanno il mercato.
Una fila di venditori ha messo la sua merce per terra ai bordi della strada. C’è un po’ di tutto.
Argenti, pelli, borse di cuoio, tappeti, tessuti coloratissimi, foulard, stoffe, spezie, strumenti musicali e bar dove rifocillarsi.
Non c’è molta gente, tutta questa mercanzia molto bella e a poco prezzo è per lo più per i turisti ma la stagione volge al termine e di turisti non ce ne sono molti.
Giriamo, curiosiamo e qualcosa compriamo.
Con il sole a picco lasciamo il coloratissimo mercato e con un tuc-tuc ci facciamo riportare alla nostra guest house.
Ancora una manciata di ore e poi partiremo per Mangalore. Lasceremo queste bellissime spiagge e questo verde lussureggiante con un pizzico di dispiacere.
Abbiamo il tempo per preparare gli zaini e le borse (che sono sempre più voluminose), di rilassarci guardando un po’ di televisione e per goderci gli ultimi momenti sul nostro piacevole balconcino.
Abbiamo chiesto ieri al “giovane boss” dell’albergo di prenotarci un mini pulmino per portarci alla stazione dei bus. Gli abbiamo chiesto che arrivi per le 16.00.
Speriamo che non se ne sia dimenticato... Non siamo preoccupati perché se non arrivasse basterà andare fino sulla strada principale e fermarne il primo tuc-tuc che passa vuoto.
Alle 16.00 puntuale vediamo arrivare il piccolo mezzo.
Anche questa volta la fiducia è stata ben riposta.
Prendiamo i bagagli, chiudiamo la porta a malincuore sulla nostra deliziosa “suite” e scendiamo.
Le verdi risaie scorrono davanti ai nostri occhi mentre traballando sul piccolo pulmino andiamo verso la stazione dei bus di Calangute.
Il sole è sempre padrone del cielo e l’azzurro domina incontrastato su tutta la volta.
In poco tempo arriviamo a destinazione. Ci ritroviamo su una larga piazza sterrata dove sono posteggiati alcuni bus un po’ malandati. Ai lati una fila di baracche con negozi che offrono di tutto e piccoli bar con in vendita polpettine piccanti.
Aspettiamo bevendo acqua e mangiando polpette. Ci dispiace partire ma l’ India è vasta e la nostra strada è ancora lunga.
Da Calangute fino a Panaji (la capitale) andiamo con uno scalcinato bus locale. E’ senza porte e senza ammortizzatori e il motore fa un rumore impressionante. Al suo passaggio i piccoli aironi bianchi si alzano in volo... i corvi invece guardano incuriositi.
Ad ogni accelerata il grosso mezzo pare fare uno sforzo immane, ulula il suo sfinimento riempiendo il silenzio delle risaie.
Dopo una mezzora di curve il traballante e vetusto bus ci lascia in un lungo piazzale ai bordi di una strada molto trafficata. E’ la strada principale che va da nord a sud e che ci porterà a Mangalore.
Ci sono molti bus in attesa e tanti passeggeri alla ricerca di quello giusto. Il nostro ancora non c’è