Autumn in Japan

Tornato da meno di un mese da un fantastico viaggio di venti giorni su e giù per la Cina insieme a mia moglie, mi capita, a sorpresa, l’opportunità di ripartire per un'altra avventura in giro per il Mondo, ma questa ...

  • di goku
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: da solo
    Spesa: Da 500 a 1000 euro
 

Tornato da meno di un mese da un fantastico viaggio di venti giorni su e giù per la Cina insieme a mia moglie, mi capita, a sorpresa, l’opportunità di ripartire per un'altra avventura in giro per il Mondo, ma questa volta senza la mia fida e storica compagna di avventure. Scorrendo il mappamondo ed escludendo i posti già visti e quelli che necessariamente dovrò vedere con mia moglie, mi rimangono ben poche alternative. Dando anche un’occhiata ai prezzi dei voli il ballottaggio si riduce alla Colombia e al Giappone. Dopo alcuni giorni di dubbi e incertezze, scelgo quest’ultimo: compro il volo sul web (560€ il Genova-Tokyo a/r) e inizio a informarmi su questo paese. Ho solo dieci giorni per prepararmi, ma fin da subito, mi accorgo che la prima cosa da fare è acquistare il Japan Rail Pass, un abbonamento di 7/14 giorni alla rete ferroviaria giapponese. Contatto un’agenzia di Roma, sborso 210€ e dopo soli due giorni entro in possesso di questo preziosissimo “lasciapassare”. Scelgo le mete fisse (Tokyo e Kyoto) e con lo zaino in spalla parto alla volta del Paese del Sol Levante.

LUNEDI 20 OTTOBRE Parto da Genova alle 7.30 del mattino e dopo uno scalo di due ore all’immenso Charles De Gaulle di Parigi, intorno alle 11.30 m’imbarco sul volo Air France per Tokyo che raggiungerò solo il mattino successivo, dopo ben tredici ore di viaggio! MARTEDI 21 OTTOBRE Arrivo all’aeroporto di Tokyo-Narita alle 6.50, sbrigo abbastanza velocemente le formalità doganali, ritiro i bagagli altrettanto velocemente e finalmente esco dallo scalo. Dopo aver cambiato i primi euro in yen, raggiungo l’ufficio della Japan Rail per farmi validare il Japan Rail Pass e prenotare i posti sullo Shinkansen del 24 ottobre per Kyoto. Decido di far attivare il JR Pass solo dal 24 ottobre e di girare i primi tre giorni a Tokyo con la linea metropolitana. Per raggiungere la città scelgo di prendere il Keisei Semi-Express, che costa molto meno del Narita Express (1000Y-circa 7.35€- contro i 2940Y-cc.21.60€-) e impiega solo quindici minuti in più ad arrivare in città. Già dal binario mi accorgo della “famosa” puntualità dei treni giapponesi (che nei giorni seguenti sarà solo confermata senza tema di smentita). Il treno doveva partire alle 8.50 e alle 8.50 in punto parte. Il viaggio scorre tranquillo nell’immensa periferia di Tokyo e dopo settantacinque minuti arrivo alla stazione di Tokyo-Ueno. Scendo dal treno, raggiungo la metropolitana (Ginza Line), faccio il biglietto giornaliero della Tokyo Metro (710Y-cc.5.2€) e dopo due fermate arrivo a Tawaramachi nel quartiere di Asakusa. In cinque minuti raggiungo il Ryokan che avevo prenotato alcuni giorni prima sul web. E’ il Taito Ryokan, una struttura piuttosto spartana, ma al tempo stesso molto caratteristica e soprattutto con un ottimo prezzo (3000Y a notte-cc.22€). Lascio i bagagli alla reception (il check-in è dopo le 15) e a piedi raggiungo il vicinissimo Senso-ji. Prima di arrivare al vero e proprio tempio, attraverso, prima la Porta Kaminarimon, con la sua immensa lanterna rossa, quindi, la iper-turistica Nakamise-dori, una strada pedonale satura di negozietti di souvenir. Raggiungo la Porta Hozomon, con due bellissime statue a farle da contorno ed infine arrivo in prossimità del vero e proprio tempio. L’edificio è carino e d’atmosfera non fosse per le centinaia di persone che lo affollano e che mi rovinano in parte la visita...Prima di lasciare il sito, visito anche il vicino Asakusa Jinja, un piccolo tempio scintoista alle spalle del Senso-Ji e la Pagoda a cinque piani, quindi mi metto alla ricerca di un ristorante dove pranzare. Attratto, dai “famosi” piatti di plastica in vetrina, entro in un localetto tipico, dove mangio il mio primo piatto di ramen in brodo, accompagnati da dei ravioli alla piastra e da un’ottima birra Asahi. Spendo 1435Y (cc.10.5€), quindi mi fermo a prendere una ciambella e un caffè (...Faccio fatica a chiamarlo così...) in un vicino locale, aspettando l’ora del check-in. Prendo possesso della camera, piccola, ma molto tipica, con il tatami e il classico futon, quindi dopo una veloce doccia lascio il Ryokan. Raggiungo in metropolitana il quartiere di Roppongi dove, dopo un veloce giro della collina, salgo sulla Mori Tower (1500Y-cc.11€). Dalla terrazza panoramica dell’ultimo piano mi godo prima un tramonto spettacolare, quindi calato il sole, resto mezz’ora ad ammirare Tokyo by-night, con le sue mille luci, i grattacieli che svettano nella notte e la “famosissima” Tokyo Tower (un’imitazione della Tour Eiffel di Parigi) a fare da sfondo. L’esperienza è unica (nemmeno a New York sull’Empire State Building avevo provato le stesse sensazioni...) e la raccomando a chiunque visiti Tokyo. Sceso dalla torre vago per circa un’ora fra Roppongi ed Ebisu, dove mi fermo a mangiare in un tipico Yakitori-Ya, gustando per la prima volta il Sukiyaki, il piatto nazionale giapponese, un semplice spiedino di pollo, manzo o maiale, cotto con una procedura molto particolare. Accompagno il piatto con la “solita biru”, quindi finita la cena (a dire il vero un po’ “magra”), pago (1700Y-cc.12.5€) ed esco dal locale

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