Insolito viaggio circolare Friuli-Slovenia-Friuli d'inverno

Cinque giorni di storia, arte e natura tra due culture così vicine e così diverse (ma non troppo)

  • di tea per 2
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 4
    Spesa: Fino a 500 euro
 

Siamo tutti soddisfatti, abbiamo visto tante cose nuove ed interessanti, di ogni epoca, sia artistiche che naturalistiche.

Abbiamo scelto di partire nella prima settimana di gennaio: pare che non lo faccia nessuno, eravamo infatti i soli turisti. Anche la direzione del nostro itinerario circolare, probabilmente, è stata diversa dai viaggi consueti, perché, spesso, i segnali stradali che indicavano gli agriturismi erano… al contrario! Arrivavamo sempre dall’altra stradina, sempre quella più piccola e meno segnalata. Ma il nostro navigatore, con la voce di Moana, ci ha sempre portati a destinazione. Beh, quasi! Comunque, non c’è come perdersi per trovare tante cose nuove.

Friuli e Slovenia si sono parlati poco in passato, pur essendo territori vicinissimi, ancora oggi pochi parlano la lingua italiana al di là della frontiera, ma è stato interessante vedere le differenze e le somiglianze, dai tetti delle case alle colture, dai vitigni alla gastronomia, dall’arte alla natura.

Abbiamo scoperto il bel carattere degli Sloveni, visto il loro mondo organizzato, semplice, gentile, silenzioso … molto diverso dal nostro ma, proprio per questo, affascinante ed esotico.

Abbiamo speso poco, rispetto ai giorni di viaggio, distanze, qualità dei servizi.

Non abbiamo avuto alcun problema, alcun disservizio. Pur senza programmare, abbiamo visitato tantissimo. Consigliamo questo viaggio per tutte le quattro stagioni. Ma il nostro è stato “speciale”.

1° giorno - 1 gennaio 2013

Partire alle ore 6.30 del primo gennaio, da Milano o da qualsiasi altro posto, è come partire il giorno dopo … la fine del mondo: in strada, non c’è nessuno. Che siano i Maya… ad effetto ritardato?

No, basta stare attenti ai resti dei “botti” di Capodanno, sull’asfalto, facendo slalom per imboccare l’autostrada, col telepass.

Poi, in autostrada, bisognerebbe mettere una colonna sonora californiana, da “Easy Rider”, perché la strada è un nastro argentato, deserto …

Perfino il caffè del primo autogrill è diverso dal solito.

La nostra prima meta è stata Aquileia, e l’uscita di “Palmanova” è stata imboccata dopo sole quattro ore di viaggio, pur rispettando il limite di velocità (il nostro navigatore non ce lo permette, mai!). Ci dirigiamo a Cervignano per la nostra meta: l’agriturismo “La Rosta”, ma cartelli non se ne vedono, e dobbiamo telefonare ai gestori per farci indicare la strada … ma alla fine arriviamo dalla direzione che nessuno si aspetta e parcheggiamo. E’ una tenuta agricola, coltivata a vitigni. Le camere (Euro 31 a testa, in matrimoniale con bagno, e prima colazione) sono accoglienti, senza strafare, arredate in quello che loro definiscono “stile rustico” (vedere il loro sito!). Già eravamo certi di cenare splendidamente, ma… pur avendo prenotato, purtroppo, né per fax e né per telefono ci avevano avvisato che il ristorante era chiuso, dato che avevano lavorato “duramente” per il cenone di Capodanno, con molti clienti. Peccato, veramente peccato, perché il loro menu sarebbe stato entusiasmante (ad esempio: frico con polenta, tortelli al ragù d’anatra, salumi fatti con la carne dei due maiali che “sacrificano” ogni due settimane, lumache, dolci casalinghi). Nei 45 minuti che siamo stati lì per depositare i bagagli in camera, saranno arrivate altre 3 o 4 auto, e le persone, deluse di trovare chiuso il ristorante, ripartivano, per cui riteniamo che ci si debba mangiare bene. Delusi anche noi, siamo andati a visitare i monumenti. Per conoscere Aquileia antica è indispensabile muoversi a piedi, facendo delle tappe obbligate per la visita ai musei Archeologico e Paleocristiano, oppure per visitare le principali aree di scavo e soprattutto per ammirare la Basilica di Aquileia, di forme romanico-gotiche, con il più grande pavimento a mosaico paleocristiano del mondo occidentale. Molto ben realizzato, con disegni di animali e divinità. Basterebbe quello solo a ripagare del viaggio per arrivare fin qui! Siamo andati anche nella cripta, a vedere gli affreschi e gli oggetti (reliquari, per lo più) che custodisce (euro 3). Per pranzo, abbiamo posato le non stanche membra nel bar Cjapitul che si affaccia sulla basilica, che prepara panini sufficientemente buoni ma mediamente costosi (beh, è sul sagrato, praticamente). Però, il loro vino rosso, a bicchiere, è eccellente, è un Cabernet Frank (costo panini e vino, euro 10 a testa). Il Museo Archeologico nazionale ha reperti lapidei (statue, iscrizioni, bassorilievi, ecc), oggettistica d'epoca romana (vetri, bronzi, terrecotte, pietre incise, ecc), numismatica aquileiese sia romana che medievale, ma dato che chiude all’ora di pranzo, è stato necessario attendere. Poi, però, la visita vale la pena (euro 4). Del resto, non sono molti i musei al mondo aperti il primo gennaio, che, per di più, cade anche di lunedì! Siamo stati fortunati. La loro collezione, di altri mosaici, tombe, statue, urne funerarie è ricca e molto bella. D’accordo, siamo italiani… e quindi abbiamo già visto tanti manufatti d’epoca romana, ma qui hanno collezioni di gioielli con pietre dure, di monete, di urne da fare invidia a Roma.

Dato che il tempo era bello, ripresa l’auto siamo andati a vedere la cittadina di Grado, con un centro storico grazioso, a pochissima distanza

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