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A spasso "fai da date" a BOAVISTA!

Da alcuni anni avevo l’intenzione di fare una vacanza nell’arcipelago di Capoverde ed in particolare a Boavista, ma mi ha sempre fatto desistere il fatto che sino a poco tempo fa bisognava fare scalo a Sal per poi prendere (a ...

  • di GIOVANNINI ALDO
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: da solo
    Spesa: Da 500 a 1000 euro
 

Da alcuni anni avevo l’intenzione di fare una vacanza nell’arcipelago di Capoverde ed in particolare a Boavista, ma mi ha sempre fatto desistere il fatto che sino a poco tempo fa bisognava fare scalo a Sal per poi prendere (a volte il giorno dopo) un volo interno.

Ora il volo diretto facilita tutto, decido quindi di evitare i pacchetti offerti dai grandi tour operator per organizzarmi da solo la “vacanza”. Prenoto un volo diretto il 15 aprile Verona-Boavista, poi con internet contatto svariate pousadas, pensioni e B&B ubicate a Sal Rei quella che è la capitale dell’isola (2000 abitanti!), tra le varie proposte ricevute per una singola decido di optare per il “B&B criola” non solo perché direttamente situato sulla spiaggia a 20 m. Dal mare o perché a 200 m. Dal centro del paese, ma anche e soprattutto perché a gestirlo è Pier Giorgio Scaramelli un grande corridore di maratone nel deserto che si tengono in tutto il mondo e ora da 9 anni organizzatore e presidente della ultramarathon (www.Boavistaultramarathon.Com) di Boavista di 150 km. Che si tiene a dicembre di ogni anno, tutto ciò mi sarebbe potuto tornare utile nel caso avessi deciso di far trekking per l’isola.

Il 15 aprile dopo 6 ore e mezzo di volo con Livingstone arrivo a Boavista ora locale 12,30, sbrigo le pratiche in poco tempo e fuori dall’aeroporto trovo Pier ad attendermi. Durante il breve tragitto gli spiego che mi piacerebbe vedere parte dell’isola a piedi e parte in macchina, Pier si dimostra subito entusiasta della cosa. Arrivo al suo B&B e trovo esattamente quello che mi attendevo, una bella casetta in riva ad un mare azzurro turchese, dove Pier ha sistemato due camere con bagno per i turisti e un arredamento stile etnico. Il posto è carino e adatto a chi non ha pretese esagerate e ama una vacanza come in famiglia e soprattutto a contatto con la vita del paese di Sal Rei.

Il Pomeriggio del 1° giorno dopo essermi sistemato al bagno “Tortuga” gestito da un italiano (leo) al prezzo di 4 euro (1 euro = 110 ecv), lo dedico in particolare ad una bella camminata sulla spiaggia bianca “de Carlota” che costeggia un mare turchese dove amanti del wind e kite surf si divertono praticandolo, e delimitata da dune di sabbia. Al ritorno mi reco in paese a fare un giro per vedere la vita e usanze locali soffermandomi nella piazza centrale davanti alla chiesa di Santa Isabel. La sera cotto dalla fatica vado a mangiare al Bar Cocoa gestito da italiani e poi a letto vinto dalla stanchezza.

Il secondo giorno inizia a colazione con Pier che mi bandisce una tavola di marmellate, pane, burro, formaggio, dolci, banana, latte e caffè, ne approfitto per pianificare con lui 2 camminate trekking per l’isola per il 3° e 4° giorno, lui mi farà da guida e andremo sui percorsi della ultramarathon! Poi esco a fare un giro per il paese a vedere sul molo a lungo la spiaggetta “Salinas” l’arrivo dei pescatori col pesce che verrà poi dato ai ristoranti o venduto dalle donne che qui sostano tutto il giorno. Cammino lentamente tra le viuzze del paese osservando senza infastidire come scorre la loro vita quotidiana, scatto diverse foto e poi torno in spiaggia al bagno “Tortuga”, dove mi diletto in bagni (anche se l’acqua è freddina) e in camminate sulla spiaggia de Carlota di 5 km., poi nel pomeriggio mi viene a trovare Claudia una donna fiorentina che lavora nel sociale a Boavista e che attraverso l’associazione Boavista Dreams cerca di dare una mano ai più bisognosi del luogo, specie i bimbi. Verso le 19,00 mi porta con sua figlia adottiva Ludmilla a vedere la scuola e il luogo di raccolta delle donazioni, perché venendo dall’Italia anche io ho pensato di portate una borsa di materiale scolastico per i bimbi, un gesto che a noi costa poco ma che a loro serve molto. Alla fine anche Claudia decide di aggregarsi con me e Pier per il trekking che abbiamo programmato per il giorno successivo. Salutata, mi reco al ristorante “Blu Marlin” che si trova giusto nella piazzetta centrale di Sal Rei dove c’è Santinha ad accogliermi, una ragazza bubbista (di Boavista) che ha sposato Luca un ragazzo italiano amante della pesca, e nel ristorante la sera viene cucinato il pesce pescato durante il giorno proprio da Luca. L’offerta è molto varia, da antipasti di carpaccio di pesce serra e tonno, al mitico “busio”, un antipasto fatto con dei conchiglioni a cui viene tolto il mollusco all’interno...Da non perdere! Come primi vi sono svariate paste all’aragosta, tonno, granchio etc, e come secondi pesce spada, tonno, serra, aragosta etc. Ma la cosa sorprendente per noi che veniamo dall’Italia è che con 15 euro fai un pasto completo a base di pesce! Dalla seconda sera sino alla fine opterò per cene a base di solo pesce visto i prezzi irrisori

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