Nuova Zelanda, lasciare il cuore agli antipodi

Da Auckland a Dunedin, un viaggio fai da te attraverso le due isole

  • di kasta83
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Oltre 3000 euro
 

Qui di seguito il dettaglio del nostro viaggio di nozze in NZ. Se volete un bignami, date un occhio al nostro piccolo manuale “Nuova Zelanda dalla A alla Z”. Viaggio: aereo + auto.

Dubai, 24/9/12

Ore 7.26 - Parte da qui la nostra avventura, da un tavolino di un bar dell’aeroporto di Dubai. Posto strano, mix di razze incredibili. 30 gradi fuori, 15 dentro. In realtà la maggior parte delle persone è qui di passaggio come noi, verso terre piu lontane. La stanchezza c’è, ma per ora prevale l’eccitazione dell’inizio del viaggio!

Auckland, 25/9/12

Ore 18.17 - Viaggio infinito, dopo lo scalo a Dubai, piccola sosta a Melbourne per risalire sullo stesso aereo e atterrare a Auckland intorno a ora di pranzo (loro, piena notte per noi). Con l’Airbus link in 45 minuti circa siamo in centro al nostro albergo (Bianco off Queen), posizione centrale, prezzo onesto, quartiere cosi cosi. Tempo di mollare i bagagli e assaggiare la Nuova Zelanda meno da cartolina che ci possa essere, ovvero il centro della città piu grande del Paese. Scordatevi Manhattan, ovviamente; quello che potrete apprezzare pero è la relativa tranquillità che, pur in un pomeriggio di un giorno feriale di inizio primavera, si respira. Carino il campus universitario intorno ad Albert Park, con villette vittoriane degne di foto. Queen street è la via principale, nonostante questo poco trafficata. Sopraggiunti al fondo, ovvero al Viaduct Harbour, folate di vento freddino ci inducono alla ritirata. Per oggi può bastare come anteprima, nelle ultime 36 h avremo dormito si e no 6 sparse in micro-sonnellini. Ultimo avviso: l’inglese non è quello di Londra, farete fatica a capirli, magari solo perché è l’inizio!

Waitomo, 26/9/12

Ore 18.52 - Stamattina affitto della macchina all’aeroporto di Auckland. Inizia qui l’avventura con la guida a sinistra! Per fortuna c’è da dire che il traffico in Nuova Zelanda non deve essere molto caotico. Le strade percorse oggi da qui a Waitomo (circa 2 h e un quarto) sono stupende, passano in mezzo a campagne collinari e paesini deliziosi; la cosa bizzarra è che il limite di velocità è 100 km/h sia su quelle che si possono considerare autostrade che su statali/provinciali con continui saliscendi e curve. I problemi piu grossi sono soprattutto nelle svolte, puo capitare facilmente di prendere la via al contrario! Detto ciò, Waitomo è famosa pressoché soltanto per le Waitomo Caves, un sistema di grotte al cui interno vivono i gloworms, dei vermiciattoli luminosi appesi ai soffitti. In ogni caso noi abbiamo optato per un black labyrinth tour con la Legendary black water rafting. Il tour dura circa 3 h, dopo averti fornito muta, caschetto, stivali si parte in bus per un ingresso molto particolare alle grotte: una camminata in un bosco per 10 minuti fino a un ruscello che entra assieme a te nelle grotte. Si parte quindi muniti di ciambelloni di gomma per un percorso di circa 1 h e mezza lungo fiumi sotterranei, in parte camminandovi dentro e in parte navigandoci con la ciambella sotto il sedere (temperatura dell’acqua 14-16 gradi, ma ci si abitua in fretta anche se entra dappertutto!). La parte a mio avviso piu emozionante è quando tenendosi per i piedi si fa una “carovana” a pancia in su e sedere nella ciambella lungo un tratto calmo, al buio totale per ammirare i gloworms sulle pareti!mozza fiato! Carini anche i 2-3 tuffi all’indietro. A fine tour zuppa di pomodori calda e pane e burro! Per il resto Waitomo è uno pseudo paese con un ufficio informazioni, alcuni bar/ristoranti e alberghi. Prima di cena ci siamo fatti un giro in auto nella zona per raggiungere il Natural Bridge, una gola con un ruscello molto suggestiva, con tanto di ponte traballante (percorso totale 30 min in auto e 10 a piedi). La notte la passiamo al Woodlyn park, dove le unità abitative sono suddivise tra un aereo, una nave, case per hobbit e un treno! Decisamente pittoresco!

Rotorua, 27/9/12

Ore 22.06 - La serata di ieri ci ha insegnato una cosa: se non sei in una città, in Nuova Zelanda vedi di andare a cena entro le 20! Noi, abituati agli orari mediterranei, abbiamo trovato tutto chiuso alle 20.30 e ci siamo trovati cibo indiano (unico disponibile) a Otorohanga, a 20 minuti di auto. La mattina Waitomo ci ha offerto un’ottima colazione al General store, che in realtà non è un grosso negozio che vende un po di tutto ma un bar a conduzione familiare che vende legna, latte e altri beni di prima necessità, oltre a colazioni di buon livello! Ci siamo quindi spostati a Rotorua. Prima ancora di arrivare in città, lungo la strada si incontrano l’Agroventure e l’Agrodome. Il primo, un complesso di attività sportive piu o meno adrenaliniche (tra cui l’immancabile bungee jumping), il secondo una fattoria “didattica”. Qui abbiamo prima partecipato a un tour di un’ora su un trenino trainato da trattore che ci ha portati a vedere gli animali dell’azienda (pecore e simili, alpaca, cinghiali, struzzi,..), con discese nei campi a dar da mangiare agli ovini che si avventano sui turisti in cerca di cibo! Esperienza molto neozelandese. Quindi abbiamo proseguito con l’atmosfera bucolica con uno spettacolo in cui sono state presentate le diverse razze di pecora (piu di 15!) con esemplari veri ammaestrati, spettacolo con cani da pastore, agnellini, mungitura di mucca e altre attività strettamente connesse! Asiatici in delirio (abbiamo scoperto che pare vadano matti per questo posto, arrivavano interi bus di gente solo per questo posto!). Comunque sicuramente consigliato, soprattutto se con bambini. Immediatamente lì vicino, poi, c’è lo zorb. Consiste nel salire su una collina e scendervi giù dentro palloni di plastica con 2 opzioni: o asciutti legati alle pareti, o bagnati liberi dentro una palla piu piccola all’interno di quella rotolante. Noi abbiamo optato per la seconda perché la prima si puo solo fare da soli; l’acqua dentro è calda, ma fuori ci saranno stati 12 gradi e salire sulla collina in costume non è il massimo! Esperienza unica, assolutamente da fare con un po’ di spirito avventuriero! L’hotel scelto a Rotorua è il Silver Fern. È su una lunga strada costellata da motel molto simili. La stanza pero è fantastica, con una vasca idromassaggio circolare enorme a un metro dal letto, molto romantica. Il tutto è eccessivo, a cominciare dall’enorme quantità di cuscini, asciugamani, accappatoi forniti, dalla colazione (supplementare) che ti portano a richiesta in camera all’ora che vuoi. Cena al Triple one 5 (credo si scriva cosi), dove abbiamo mangiato divinamente; ti portano carne su una pietra bollente e te la tagli e cuoci tu direttamente a tavola. Ottima qualità, prezzo simile a una cena di carne e vino in Italia. Parentesi su Rotorua: appena scesi dalla macchina si viene invasi da odore di zolfo (è detta “ Sulphur city”). È questa infatti una zona geotermale di rilievo della Nuova Zelanda. Domani visita al geyser piu famoso del paese! Torno nel mio accappatoio stramorbido e buona notte!

Marahau, 28/9/12

Ore 22.05 - La Nuova Zelanda continua a sorprenderci. Ora siamo in uno chalet su una collinetta a tre minuti da una spiaggia nell’Abel Tasman National Park, sulla costa nord occidentale della South Island! Il clima è surreale; per la prima volta abbiamo un cielo completamente sereno e se consideriamo che siamo in mezzo al nulla, ci sono una luna quasi piena e miriadi di stelle da togliere il fiato. Aggiungiamo che il nostro chalet ha un grosso balcone con vista oceano e c’è da innamorarsi qui! In realtà la giornata è stata piuttosto stancante. Stamattina abbiamo visitato il Te Puia, un parco geotermale maori a Rotorua. Inizio con spettacolo maori con tanto di canti e la famosa haka che ha coinvolto anche i maschi della platea sul palco (me compreso, tra le risate di mia moglie!). Quindi visita guidata al parco; la guida, 100% maori, come molti degli abitanti neozelandesi, pronuncia le vocali in un modo tutto loro; noi, unici non di madrelingua inglese, avremo capito si e no il 10% di quello che diceva. Penso che sia possibile visitare il parco anche da soli, una volta dentro. Comunque, l’attrazione principale è il Pohutu, un geyser molto attivo che ci ha deliziato di esplosioni continue per 15 minuti. Carine anche le pool muds, ovvero vasche di fango ribollente. Se si vuole fare un giro completo del parco dopo la visita guidata non penso basti un’altra ora a quella del tour. Partiti da Rotorua, siamo tornati a Auckland, con anche il rischio di finire la benzina prima di lasciare la macchina all’aeroporto (non ci sono veri e propri autogrill, piu che altro aree di servizio, ma ne abbiamo incontrate soltanto 2 e solo perché eravamo sulla statale 1). Quindi aereo per Nelson, al nord dell’isola sud.

Capitolo voli interni: scordatevi il tran tran di un aeroporto italiano. Dopo aver effettuato l’auto check in alle macchinette e aver auto-imbarcato i bagagli su un nastro, bisogna aspettare la chiamata del proprio volo (15 minuti prima del decollo) in una sala comune dove tutti aspettano come se fossimo in stazione! Nessun controllo documenti, né tanto meno metal detector. Si passa quindi in un tunnel dove ci sono varie porte da cui uscire in pista per passeggiare verso l’aereo (nel nostro caso 50 posti). Un solo steward a bordo che si è fatto comunque in 4 per portarci da mangiare e bere durante il breve tragitto. All’arrivo sembra ancora di entrare nella hall di una stazione di treni; i bagagli sono stati trasportati da un carretto sul marciapiede all’uscita dell’aeroporto! Tutto ha funzionato alla stragrande e l’impressione è di aver fatto un viaggetto in autobus! Da Nelson a Marahau la strada dev’essere spettacolare (l’abbiamo fatta al buio). Domani ci aspetta il kayak!

Marahau, 29/9/12

Ore 17.02 - Oggi siamo stati baciati dal sole al nostro risveglio. Letteralmente, dato che il nostro chalet è esposto al mare a est. Miglior risveglio non potevamo a vere! Per capirci, l’Abel Tasman è un parco marino costituito da una serie di baie con spiagge sabbiose stile isola deserta e un sentiero costiero di 50 km che le collega. La nostra gita di un giorno è partita con water-taxi da Marahau in compagnia di Steve (la guida NZ), Ejla (svizzera) e Daniel (di Liverpool). Dopo circa un'ora di motoscafo veniamo lasciati su una spiaggia deserta coi nostri kayak. Dopo un breve briefing, si infilano zaini in una botola coperta e macchina fotografica in una scatola di plastica dura da tenere sulla canoa e si parte. Si pagaia per circa 2 ore! la nostra visita era mirata alla Tonga Island, un’isoletta popolata da fantastiche foche che ti vengono intorno alla canoa e a volte ti saltano anche su (non abbiamo avuto questa fortuna ahinoi!). Uno spettacolo difficile da comprendere se non lo si vive. La guida nel frattempo ci descrive il parco e la fauna che incontriamo, ma pagaiare e capire un neozelandese che parla non sono due attività che ci riescono bene, per cui parliamo un po di noi e rispondiamo alle sue domande sul nostro viaggio. A ora di pranzo sbarchiamo a Bark Bay e in 5 minuti Steve ci allestisce un pic nic in spiaggia molto carino! Si mangia e si beve, c’è anche il tempo per un tuffo in acqua gelida, ma non si poteva non fare in questo scenario paradisiaco. Dopo un po’ ci si separa, Daniel prosegue con noi a piedi e Steve e Ejla proseguono fino a casa con il kayak. Il tratto da Bark Bay a Torrent Bay è il piu bello dell’Abel Tasman Track. Si passa da strapiombi sul mare a tratti di foresta tropicale, con tanto di ponte sospeso e cascate. Temperatura perfetta per un trekking di un'ora e mezza. Da Torrent bay water taxi per tornare a Marahau. Giornata fantastica, un tempo ben lontano da quello che ci potevamo immaginare a inizio primavera da queste parti. Il problema del “fuori stagione” è che finito il tour qui non c’è nulla da fare; noi abbiamo visitato in 5 minuti un mini giardino con sculture di legno allestito da artistoidi un po’hippy del luogo e ora siamo rientrati in chalet. Il problema sarà dove cenare stasera dato che attualmente è aperto solo un cafè/ristorante che segna come orario di apertura 8 am – late… chissà cosa intendono con “late”!

Punakaiki, 30/9/12

Ore 17.42 - Piove. E fin qui, essendo in Nuova Zelanda, non c’è da stupirsi. Il problema è che abbiamo scelto di dormire in simpatici cottage in mezzo alla foresta, a poche centinaia di metri dalla spiaggia, che comunque è inaccessibile perché piove troppo. Siamo alle Pancake rocks, formazioni rocciose lungo la costa che ricordano parecchio le pancake. Il paesaggio è selvaggio, battuto dal vento e oggi anche dalla pioggia. Ricorda per certi versi l’Irlanda. La strada negli ultimi 20 km è considerata dalla Lonely planet una delle 10 piu belle del mondo. In effetti è affascinante, con tornanti su scogliere a picco sul mare, foresta pseudo-tropicale ovunque

  • 17245 Visualizzazioni
  • Stampa
  • Invia ad un amico

Commenti
  1. Nessun utente ha ancora commentato. Se sei un utente registrato puoi usare questo form per dire la tua!

Per scrivere su Turisti Per Caso devi prima registrarti!


Entra con il tuo account social