In Trentino fra mercatini, musei e castelli

Cultura e divertimento a Trento, dal Muse ai mercatini, poi un tuffo nel passato al castello di Avio e ambientazioni barocche fra i banchetti natalizi di Ala.

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  • di alvinktm
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  • Viaggiatori: 3
    Spesa: Fino a 500 euro

Cultura e divertimento a Trento, dal Muse ai mercatini, poi un tuffo nel passato al castello di Avio e ambientazioni barocche fra i banchetti natalizi di Ala.

Già molte volte siamo stati nel CAPOLUOGO TRENTINO. Conosciamo il fascino che la città sprigiona nelle settimane dell'Avvento. Prima però di tuffarci tra i profumi, i sapori e i suoni del Natale vogliamo visitare una delle maggiori attrazioni cittadine. Sto parlando del MUSE, il museo delle scienze inaugurato nel 2013 sulle ceneri del museo tridentino di scienze naturali e che, aggiungo io, ha sostituito egregiamente. La sua struttura moderna in vetro e acciaio pare germogliare dal prato che lo circonda e contrasta, senza stonare, con l'attiguo Palazzo delle Albere, l'antica fortezza del XVI secolo ancora oggi protetta da un fossato. I due stili architettonici opposti convivono l'uno di fianco all'altro regalando un colpo d'occhio potente e invitano il turista a esplorarli.

Noi iniziamo dal Muse.

Varchiamo la soglia nel primissimo pomeriggio dopo un viaggio di di tre ore e mezza dalla Valtellina attraverso gli incantevoli colori autunnali della Val di Non.

Il complesso museale sorge a sud di Trento, accanto al nuovo quartiere residenziale progettato dal celebre studio Renzo Piano building workshop e del quale vi parlerò più avanti. I parcheggi del Muse sono pochi e costosi, 2 euro all'ora, perciò meglio andare alla ricerca di un posto gratuito nel piazzale Sanseverino, accanto allo stadio, o nell'area Montebaldo. Entrambi distano 500 metri ma il primo, quello dove abbiamo parcheggiato noi e più vicino al centro storico, consente un sosta di due ore. Inconveniente ovviabile ricordandosi di uscire temporaneamente dal museo per aggiornare il disco orario.

Il costo del biglietto intero è di 11 euro, gratuito per bambini fino a 6 anni o in alternativa 14 se accompagnati da un adulto, prenotabile anche on-line con l'aggiunto di 1,5 euro di prevendita. Durante la settimana non si creano file alle casse ma se prevedete di andarci durante le festività vi consiglio vivamente di acquistare il ticket su internet visto che stiamo parlando di un'attrazione che in cinque anni ha oltrepassato i 3 milioni di visitatori. L'orario di apertura è dalle 10 alle 18, prolungato alle 19 nei week end, chiuso il lunedì. Per qualsiasi informazione consultate il sito internet: https://www.muse.it/it/Pagine/default.aspx .

Entrando nella hall alta e spaziosa si respira la modernità e le pareti in vetro abbattono le barriere visive e creano subito un contatto con ciò che ci si accinge a visitare, oltre che sul mondo esterno.

Il museo si dispone su sei piani, più la terrazza panoramica, organizzati attorno a uno spazio verticale vuoto in cui trovano posto esemplari di fauna locale e non, sistemati su supporti talmente esili che sembrano lievitare in aria. Uccelli e animali scrutano i visitatori con la loro straordinaria espressività, amplificata dal fatto di non essere rinchiusi in una teca come avviene invece nella maggior parte delle altre esposizioni. Questo è possibile grazie a una tecnica moderna di preparazione e conservazione degli stessi che durante i primi mesi di apertura del Muse consentiva addirittura di accarezzarli. Ora non è più possibile per via dell'elevato afflusso di visitatori, non preventivato, che causerebbe il danneggiamento permanente degli esemplari.

Tutte le sezioni sono presentate in maniera innovativa e la loro disposizione ne facilita l'esplorazione. Le più interessanti per noi sono state quella dedicata ai ghiacciai con una parete di ghiaccio tattile, la mostra sulla missione Apollo 11 con cui il 20 luglio del 1969 l'uomo posò il piede sulla luna, le impressionanti sculture in legno iperrealistiche dell'artista tedesco Rebetez e l'immancabile serra tropicale. Se avete figli al di sotto dei cinque anni merita pure il Maxi Ooh! Con un piccolo sovrapprezzo di 2 euro si accede scalzi a uno spazio rilassante e tranquillo dove all'interno di tre sfere bianche si sperimentano esperienze sensoriali diverse. Bisogna interagire con lo spazio però. Se non ci si muove non accade nulla, se invece si tocca, si canta, si balla le installazioni si attivano. La tecnologia comunica con l'essere umano in modo divertente ed educativo e al nostro Leonardo questa esperienza è piaciuta moltissimo. Come pure la vicina zona della scienza traslata in giochi interattivi. Qui sperimentare assieme, bambini e genitori, si trasforma in un momento di gioia e complicità.

Per il pernottamento scegliamo l'agriturismo la Locanda de l'Arguta (sito internet: http://www.locanda-arguta.it/) a una manciata di chilometri da Trento. Deve il nome al frutto prodotto dai proprietari, l'arguta appunto, dei mini kiwi che risultano più zuccherino rispetto ai classici frutti verdi dalla buccia pelosa. Si possono assaggiare al mattino, assieme a una selezione di torte fatte in casa e al caffè. La colazione è di buona qualità ma soltanto dolce e con troppa poca varietà di prodotti. Le camere appaino ampie, semplici e pulite, così come i bagni, i materassi invece non sono molto comodi. L'agritursmo dispone di un parking per i camper, di un grande prato con campo da beach volley e di qualche gioco per i bambini, non sfruttabile durante i mesi freddi. Il rapporto qualità prezzo è discreto. Nel complesso per una notte può andare bene ma non lo consiglio per soggiorni prolungati

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