Dolomiti come il centro di Milano: arriva la ZTL sui passi di montagna, ma è davvero la soluzione giusta?

Tra il 2026 e il 2027 entreranno in vigore nuove regole per il passaggio sul Gardena: 150 veicoli al giorno contro inquinamento e traffico
Stefano Maria Meconi, 23 Apr 2026
dolomiti come il centro di milano: arriva la ztl sui passi di montagna, ma è davvero la soluzione giusta?

Anni di dibattiti e posizioni spesso intransigenti una nei confronti dell’altra hanno spinto le autorità delle Dolomiti a prendere una decisione che scontenterà molti, ma è fondamentale per rispondere alle sempre più pressanti esigenze di conservazione ambientale. E così, tra la fine del 2026 e l’inizio del 2027, il Passo Gardena, uno dei percorsi più amati da chi viaggia sulle nostre Alpi, si prepara a diventare una Zona a traffico limitato. Un po’ come avviene già nelle grandi città (ma non solo), la riduzione degli spazi possibili per automobili, motociclette e altri veicoli inquinanti punta a trasformare uno dei valichi più iconici del mondo in un modello di mobilità sostenibile. Ma come funzionerà? Scopriamolo nel dettaglio.

Prenotazioni online e limite al traffico: il Passo Gardena come l’Area C

La prima rivoluzione targata ZTL al Passo Gardena sarà forse la più evidente: niente più code chilometriche e caccia selvaggia al parcheggio tra Val Gardena e Val Badia, le due vallate dolomitiche unite da questo valico, 2121 m s.l.m. di pura bellezza da cui è possibile ammirare le Dolomiti a 360 gradi, spaziando dal Sassolungo al Cir fino al gruppo del Sella. Infatti, l’abbattimento dei transiti sarà al centro del nuovo regolamento, che prevederà un accesso contingentato per i mezzi privati. A partire dal prossimo anno (ricordiamo che il Gardena è aperto pressoché tutto l’anno, salvo in caso di forte maltempo o di nevicate eccezionali che ne rallentano la transitabilità), tutti coloro che vorranno raggiungere il passo in auto dovranno prenotare il proprio posto online su una piattaforma dedicata. E farlo anche con un larghissimo anticipo, perché i posti disponibili saranno appena 150 al giorno.

La nuova normativa, però, non sarà applicata a tutti, in modo da favorire lo stesso la transitabilità della zona per i turisti stanziali e per i residenti: in questo caso, il passaggio sul Gardena resterà libero per i residenti delle due valli, per chi lavora nella zona e per gli ospiti degli hotel che sorgono lungo il passo. È un provvedimento sulla falsariga del biglietto d’ingresso a Venezia, che riguarda chi si ferma per un solo giorno (i cosiddetti turisti mordi e fuggi), ma non è applicato a chi soggiorna nella città lagunare. Tutti gli altri visitatori saranno incoraggiati a utilizzare il trasporto pubblico, che vedrà un potenziamento massiccio con corse ogni 15 minuti, o gli impianti di risalita, resi più accessibili grazie a tariffe integrate.

Come cambierà il turismo sulle Dolomiti

Un “passaggio” più lungo per i ritardatari Senza prenotazione, spostarsi tra Selva di Val Gardena e Corvara in Badia, le due località ai punti estremi del Passo Gardena (e più in generale tra il Veneto e il Trentino-Alto Adige) richiederà itinerari alternativi significativamente più lunghi. Da Corvara, ad esempio, per arrivare in Val Gardena si dovrà deviare sul Passo di Campolongo, entrare in Veneto, proseguire poi sul Passo Pordoi e risalire sul Passo Sella. Un percorso di appena 20 chilometri che ne richiederà, con l’entrata in vigore delle nuove regole, oltre 41, con un allungamento dei tempi da 30 minuti a circa un’ora e 10.

Apparentemente una scelta controintuitiva, ma le istituzioni, dati alla mano, hanno più volte rimarcato che il dato di 11.000 auto al giorno (riferite ai mesi con maggior traffico) è insostenibile per un Patrimonio Mondiale UNESCO. La Dolomiti Low Emission Zone, insomma, non deve essere vista un divieto, ma un invito a vivere la montagna a un ritmo diverso: più silenzio, meno gas di scarico e più spazio per ciclisti ed escursionisti.



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