Guam, l’occhio di zio Tom sull’estremo Oriente

Viaggio nell’isola più grande della Micronesia, dove tra barriere coralline e villaggi di etnia chamorro gli americani hanno insediato le basi militari più importanti in Estremo Oriente

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  • di balzax
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 1
    Spesa: Da 1000 a 2000 euro
 

Guam è la più meridionale delle isole Marianne e la più grande di tutta la Micronesia. Lunga 52 km e larga una decina, misura in totale 549 kmq (2 volte e mezzo l’isola d’Elba). Gli abitanti sono circa 180.000, di cui quasi la metà di etnia chamorro (risultato di incroci tra micronesiani, spagnoli e filippini). Per il resto sono americani (soprattutto militari) e immigrati da vari paesi asiatici. La capitale è Hagatna, secondo la grafia chamorro che si usa qui (Agaña in altre trascrizioni). Si parlano inglese e chamorro, che somiglia un po’ allo spagnolo.

Guam è l’estremo avamposto militare americano in Estremo Oriente. Due grandi aree militari, la base navale Apra a Ovest e l’imponente base aerea Andersen nel Nord, occupano quasi la metà dell’isola e sono ovviamente off-limits.

Nell'estate 2017 il dittatore nordcoreano Kim Jong Un ha minacciato a parole di attaccare l'isola con missili nucleari. Non si sa se gli americani l’abbiano preso sul serio, sta di fatto che oggi nella base Apra ci sono 3 sottomarini della classe Los Angeles (City od Corpus Christi, Houston e Buffalo) ed è stato potenziato lo stanziamento di droni nella base Andersen.

Giro di Guam in auto

All’arrivo nell’aeroporto Won Pat di Hagatna, rimango immediatamente colpito dallo stupendo murale di vita sottomarina che sta proprio dietro i banchi del check-in della United. Lo vedete in una delle foto.

Avendo quasi un giorno intero di stop-over a Guam, in attesa del volo per la Micronesia, ho noleggiato una macchina e fatto il giro dell’isola. Si guida a destra e le strade sono larghe come negli USA. Limite 25 miglia/ora, come in tutte le isole dell’Est Pacifico, ma non importa, non c’è fretta e ci si ferma spesso per il paesaggio o per punti di interesse storico.

Poco dopo Hagatna si incontrano le spiagge di Agat e Asan, dove sbarcarono i marines per la riconquista dell’isola che era stata occupata dai giapponesi. Molto bella la costa sud, dove tra colline coperte di palme si aprono le incantevoli Cetti Bay e Pago Bay.

Sulla punta sud si incontrano i villaggi di Umatac e Merizo, abitati quasi interamente da gente chamorro, poi sulla costa est la scogliera di Inarajan che è monumento nazionale. Qui si può fare il bagno in una bella piscina naturale perfettamente protetta dalle onde dell’oceano alte tre-quattro metri che sembrano venirti addosso, tanto sono vicine.

Pochi chilometri dopo Inarajan c’è una deviazione che porta alla grotta dove a guerra mondiale già finita si nascose per anni il sergente giapponese Yokoi.

Hagatna e Tumon Bay

Tumon e la contigua municipalità Tamuning, affacciate sulla Tumon Bay, sono il cuore turistico di Guam e vorrebbero imitare in versione micronesiana di quello che Honolulu e Waikiki sono per la Hawaii. Ci assomigliano parecchio, fatte le debite proporzioni.

La spiaggia di Tumon Bay è molto bella, anche meglio della hawaiana Waikiki Beach, col mare colore verde e turchese acquamarina e una laguna trasparente delimitata a poche decine di metri dalla barriera corallina. Nella laguna si può fare snorkeling tra i pesci napoleone e i pesci trombetta che vengono a ripulirti i piedi, facendo molta attenzione ai ragazzi di Guam che impazzano sugli acquascooter.

Dietro la spiaggia si erge una sfilza di casermoni di cemento a uso albergo che pullulano di giapponesi e coreani in vacanza. Dopo i mega-alberghi corre Marine Drive, un vialone a quattro corsie che si estende lungo tutta la baia. Sul viale si apre una infinita teoria di duty free shops, dove non manca nessuna delle grandi firme della moda e della gioielleria: Fendi, Gucci, Cartier, Bulgari, Vuitton e compagnia, ci sono proprio tutti, e dentro ci sono un sacco di giapponesi che fanno shopping. Seminascosto dai negozi c’è lo spettacolare l’acquario Underwater World, realizzato secondo il classico tunnel di plexiglass trasparente dove squali e mante vi passano davanti agli occhi e sopra la testa

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