Micronesia, briciole di paradiso

Se mai c'è un angolo di paradiso in questo mondo, sta su queste isole in mezzo all'Oceano Pacifico
 
Partenza il: 23/02/2014
Ritorno il: 11/03/2014
Viaggiatori: 1
Spesa: 4000 €

Micronesia, briciole di paradiso

Il titolo del diario, “briciole di paradiso”, è preso in prestito da un articolo pubblicato su una rivista di nautica una decina d’anni fa. Rende perfettamente l’idea di bellezza idilliaca che queste isole suscitano nell’anima del visitatore: se mai c’è un angolo di paradiso in questo mondo, sta qui in mezzo all’Oceano Pacifico. Il diario descrive un viaggio meraviglioso in 4 isole del Pacifico Occidentale che fanno parte della Micronesia: Guam, Palau, Yap e Pohnpei.

il viaggio

Raggiungere la Micronesia è lungo ma meno complicato di quanto si possa pensare. L’hub su cui programmare il viaggio è Guam, da dove partono i voli della United per tutte le isole micronesiane. Guam è facilmente raggiungibile da molti scali dell’Estremo Oriente: Manila, Seul, Hong Kong, Taipei, Tokio. Conteggiando i tempi di stop-over per gli scali, per raggiungere le isole della Micronesia ci vogliono circa 30 ore. Se la meta finale è solo Palau, si risparmi tempo perché ci si può arrivare direttamente senza passare da Guam.

I perseguimenti verso le isole della Micronesia sono realizzati con voli di collegamento della United. Sono quasi tutti voli notturni, a ore allucinanti tipo le 2 o le 3 di notte. Se vi capita una tratta diurna, per esempio una parte del mitico volo giornaliero UA 155 che parte ogni mattina da Guam e arriva a Honolulu saltarellando di isola in isola con scali a Chuuk, Pohnpei, Kosrae, Kwajalein e Majuro, scegliete assolutamente un posto di finestrino e tenete pronta la macchina fotografica o lo smartphone. Lo spettacolo degli atolli che scorrono sotto di voi, la visione delle lagune durante l’avvicinamento alle isole, è sublime in giornate di buona visibilità e dovete assolutamente immortalarlo.

Un’informazione importante sulla rete e le comunicazioni: a Palau e in Micronesia non sono stati stipulati accordi di roaming tra gli operatori telefonici italiani e quelli locali, per cui è impossibile fare telefonate regolari col cellulare. Skype e Whatsapp invece funzionano. Si possono comprare delle schede prepagate da 10 dollari, che consentono circa 40 minuti di telefonata in Italia da Palau e 30 minuti dalla Micronesia. Il Wi-Fi c’è dappertutto. Si può usare la connessione degli alberghi, che generalmente ha un segnale discreto nelle lobby ma insufficiente in camera. In alternativa, anche per internet ci sono delle schede prepagate che per 2 dollari consentono 1 ora di collegamento web. Ci sono degli internet points a 1 dollaro l’ora ma sono di una lentezza esasperante.

Il viaggio in Micronesia è stato pianificato personalmente da me e realizzato con il supporto della Pan Pacific Tours di Milano, www.panpacific.it.

micronesia

La parola “Micronesia”deriva dal greco (mikròs nésos) e vuol dire “isole piccole”. In totale sono 2141 schegge di terra, si cui solo 96 abitate, sparpagliate su quasi 20 milioni di kmq di acque, cioè il doppio dell’Europa. Ciò dà già l’idea delle distanze da percorrere.

Ne fanno parte gli arcipelaghi delle Marianne, le Caroline, le Marshall, Nauru, le Gilbert e le Sporadi Equatoriali. Politicamente alcuni territori sono stati indipendenti: Palau, Nauru, Kiribati, i Federated States of Micronesia, mentre altre isole sono controllate dagli USA come protettorato o con altre forme di giurisdizione territoriale.

GUAM – l’occhio di zio Tom sull’Estremo Oriente

Guam è la più meridionale delle isole Marianne e la più grande di tutta la Micronesia. Lunga 52 km e larga una decina, misura in totale 549 kmq (2 volte e mezzo l’isola d’Elba). Gli abitanti sono circa 180.000, di cui quasi la metà di etnia chamorro (risultato di incroci tra micronesiani, spagnoli e filippini). Per il resto sono americani (soprattutto militari) e immigrati da vari paesi asiatici. La capitale è Hagatna, secondo la grafia chamorro che si usa qui (Agaña in altre trascrizioni). Si parla inglese e chamorro, che somiglia un po’ allo spagnolo.

Guam è l’estremo avamposto militare americano in Estremo Oriente. Due grandi basi, una navale a Sud-ovest e l’imponente base aerea Andersen nel Nord, occupano quasi la metà dell’isola e sono ovviamente off-limits.

Hagatna e Tumon Bay

Tumon e la contigua municipalità Tamuning, affacciate sulla Tumon Bay, sono il cuore turistico di Guam e vorrebbero rappresentare la versione micronesiana di quello che Honolulu e Waikiki sono per la Hawaii. Diciamo che ci assomigliano, con le ovvie proporzioni.

Tra la spiaggia di Tumon Bay e il retrostante viale Marine Drive si erge una sfilza di casermoni di cemento a uso albergo che pullulano di giapponesi e coreani in vacanza. La spiaggia però è bella, anche meglio della hawaiana Waikiki Beach, con mare colore turchese e verde acquamarina e una laguna trasparente delimitata dalla barriera corallina. Nella laguna si può fare snorkeling, facendo la dovuta attenzione ai ragazzi di Guam che scorrazzano sugli acquascooter.

Marine Drive è un vialone a quattro corsie che si estende lungo tutta la baia proprio dietro ai mega-alberghi sulla spiaggia. Su Marine Drive si apre una infinita teoria di duty free shops, dove non manca nessuna delle grandi firme della moda e della gioielleria: Fendi, Gucci, Cartier, Bulgari, Vuitton e compagnia, ci sono proprio tutti. Vale la pena di visitare l’acquario Underwater World, realizzato secondo il classico tunnel di plexiglass trasparente dove squali e mante vi passano davanti agli occhi e sopra la testa.

In fondo a Tumon Bay c’è il Two lovers point, un promontorio di roccia dedicato a due giovani Romeo e Giulietta locali, la cui storia è raffigurata in alcuni murales.

La maggioranza di etnia chamorro vive a Hagatna e nel resto dell’isola, dove la gente è desiderosa mantenere la propria identità spagnoleggiante e cattolica. Così per le strade ti salutano con “buenos dias”, si può mangiare nelle taquerias e si va a messa nella bianca cattedrale “Dulce Nombre de Maria”.

giro di guam in auto

Avendo quasi un giorno intero di stop-over a Guam, ho noleggiato una macchina e fatto un giro dell’isola. Si guida a destra e le strade sono larghe come negli USA. Limite 25 miglia/ora, ma non importa, non c’è fretta e ci si ferma spesso per il paesaggio o per punti di interesse storico.

Guarda la gallery
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Kolonia - vendita delle coloratissime gonne pohnpeiane

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Palau - Meduse giganti del Jellyfish Lake

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Laguna di Chuuk - vista dall'aereo

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Ant Atoll - vista dall'aereo

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Yap day - il churu, la danza delle donne

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Yap day - trasporto a spalla delle monete di pietra

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Pohnpei ring

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Pohnpei ring

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Nan Madol - muro di cinta del Nan Douwas

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Pescatore tra i canali di Nan Madol

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Foresta lungo il Pohnpei ring

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Palau - Rock Islands

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Koror - Belau bai

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Melekeok - National Capitol of Palau

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Palau - Rock Islands

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Palau - Rock Islands

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Palau - Rock Islands

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Palau - Rock Islands - German Channel

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Palau - Rock Islands

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Palau - Ponte tra Koror e Airai

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Palau - Scorpionfish

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Palau - Tridacna blu

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Esplosione nucleare sull'atollo di Bìkini

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Yap - Wanyaan beach

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Yap - snorkeling con le mante nel Mi'il Channel

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Yap - la stone money bank di Rull

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Peleliu - carcassa di un carro Sherman

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Particolare dell'ingresso della Melekeok bai

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Fiori di Yap

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National Museum of Yap

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Yap day - il churu, la danza delle donne

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Yap day - la danza degli uomini

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Autore del diario

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Yap - resti di uno "zero" giapponese vicino alla parabola delle telecomunicazioni

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Kolonia - mercato del pesce

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Un sorriso da Pohnpei

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Kolonia - campanile della vecchia chiesa tedesca

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Guam - Raffigurazione della caverna del sergente Yokoi

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Guam - Tamuning beach

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Guam - Tumon bay

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Palau - Rock Islands

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Palau - Rock Islands

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Guam - Magnifico murale sopra il banco United dell'aeroporto di Hagatna

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Palau - verso le Rock Islands



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