Gujarat – Caleidoscopio di emozioni

Affascinante tour in uno degli stati dell’India meno conosciuti ma ricco di tesori umani, storici e naturalistici
 
Partenza il: 24/02/2020
Ritorno il: 11/03/2020
Viaggiatori: 4
Spesa: 3000 €

siano di pietra o di marmo, colpiscono per la profusione di statue e per gli elaborati fregi ed intarsi.

Particolare anche l’esperienza della visita del villaggio di Poshina, nel nord, dove permane l’usanza di offrire alla dea locale delle statuette votive a forma di cavallo stilizzato: non vengono deposte in un tempio ma allineate a migliaia attorno ad alcuni alberi sacri addobbati da nastri e stoffe colorate , contribuendo a rendere il luogo quasi surreale. Da vedere!

Nel villaggio di Jambughoda abbiamo inoltre avuto modo di partecipare alla festa di Holika Dahan che si tiene la sera prima della più nota Holi ( la festa dei colori) e che consiste nell’accensione di falò a ricordare l’uccisione di un demone . Sono tradizioni contadine legate alla primavera ed alla rinascita e rinnovamento dei campi dopo la pausa invernale : feste simili si tengono anche nella mia regione, a dimostrazione che “tutto il mondo è paese” !

La visita dei villaggi tribali nel’area Banni del Kutch consente invece di scoprire diverse etnie, sia stanziali che semi-nomadi e le loro usanze ed attività . Per uno straniero sono difficilmente distinguibili l’una dall’altra , differenziandosi soprattutto nelle fogge e colori

Degli abiti femminili o nei copricapo maschili: per tale motivo è consigliata una visita preventiva o al Museo del Kutch di Bhuj o al Living and Learning Design Centre (LLDC) di Ajrakpur , un polo museale etnografico e di preservazione delle varie forme di artigianato presenti sul territorio; in entrambi sono espositi abiti e foto che possono aiutare a districarsi tra le tante altre etnie presenti nella zona.

Quello che immediatamente colpisce è la profusione di colori dei sari e delle vesti femminili e la ricchezza dei ricami: un autentico caleidoscopio che risalta negli affollati mercati e lungo le vie.

La zona è ricca di laboratori artigianali dove vengono lavorati i più svariati prodotti , utilizzando spesso tecniche veramente sorprendenti: punto di forza sono i tessuti stampati con blocchi di legno inciso o dipinti a mano oppure ricamati ed arricchiti da specchietti. Ma si trovano anche artistiche lavorazioni di ceramiche, in legno ed in metallo.Molti dei disegni e dei motivi presenti sulle stoffe sono ripresi anche nelle decorazioni delle bhungas, le case presenti nella zona di Dhordo e Bhirandirara; sempre nella stessa zona non deve inoltre mancare una visita al deserto di sale.

Un’altra esperienza indimenticabile è stata di certo la visita del villaggio di pescatori di Vanakbara ( sull’isola–enclave di Diu) : vale sicuramente la pena recarsi di primissima mattina sulle banchine del porto ed immergersi nella confusione creata da decine di venditori che espongono per terra il pescato della notte e da centinaia e centinaia di donne munite di catini e bacinelle che, avvolte nei loro sari multicolori, contrattano l’acquisto del pesce formando vocianti capannelli; a contribuire ulteriormente al caos l’ arrivo di nuovi carretti di merce, gli addetti al ghiaccio che spezzano i grandi blocchi per mantenere fresco il pesce e decine di uccelli appostati nei pressi , pronti ad approffittare di ogni minima distrazione per assicurarsi un facile pasto!

Sempre a Diu non può mancare una visita all’enorme fortezza portoghese che si staglia sul mare, protetta da un doppio fossato: ancorchè necessiti di opere di ristrutturazione, il luogo conserva un notevole fascino ed impressiona per le dimensioni e l’imponenza.

Se potete, non mancate di gironzolare tra la gente durante un haat, il mercato settimanale che si svolge in uno dei tanti villaggi tribali siti nell’est, vicino al confine con lo stato del Madhya Pradesh: è l’occasione per le donne di sfoggiare gli abiti migliori e soprattutto i propri elaborati e pesanti gioielli di argento. Una vera festa per gli occhi !

L’aspetto naturalistico del viaggio è stato invece ampiamente soddisfatto dalla visita del Santuario degli asini selvatici nel Little Rann di Kutch e dai safari nel Sasan Gir National Park .

Nel primo è possibile avvistare con facilità mandrie di questo raro quadrupede oltre che volpi, antilopi e centinaia di specie di uccelli, tra cui fenicotteri, pellicani ed anatre. L’ambiente è infatti costituito da paludi d’acqua salata che nella stagione secca si riducono notevolmente lasciando ampi spazi di terreno stepposo ideale per gli avvistamenti.

Nel Gir invece l’attrazione principale sono i leoni asiatici, una sottospecie di felini che sopravvive solo qui con una popolazione di circa 600 esemplari. Oltre ai leoni, tra la spoglia vegetazione del parco abbiamo potuto avvistare anche decine di altri animali quali antilopi, cervi, scimmie,manguste,cinghiali, pavoni e una moltitudine di altri uccelli. Da precisare che, per un minor impatto sull’ambiente , il parco si visita solo con i mezzi messi a disposizione dallo stesso, con autista e guida, seguendo percorsi all’interno di una apposita zona turistica che copre i diversi habitat presenti nel Santuario.

Da non dimenticare infine che il Gujarat è stato anche luogo sia dell’infanzia di Gandhi, che delle sue battaglie non violente per l’indipendenza indiana e che in diverse città (ad esempio Rajkot e Bhavnagar) si trovano dei musei a lui dedicati , oltre al bel complesso del “Harijan Ashram” sul fiume Sabarmati ad Ahmedabad che fu il quartier generale del Mahatma durante la lunghissima lotta.

Ed ecco quindi spiegato il significato del titolo di questo racconto : per quanto piccolo, il Gujarat ammalia il viaggiatore e lo affascina con un turbinio di emozioni e sensazioni, riservandosi un posto particolare nella memoria. “Aavo padharo” ( benvenuto) Gujarat nel miei ricordi più belli.

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Vanakbara - mercato del pesce



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