Georgia, il Caucaso più vero

Viaggio in una terra di confine ancora poco nota ma con grandi prospettive
 
Partenza il: 29/06/2013
Ritorno il: 07/07/2013
Viaggiatori: 7
Spesa: 2000 €

Georgia? Dove, in America? Ma che ci andate a fare in Georgia ? Che cosa c’è da vedere? E noi lì a spiegare a parenti e amici che “no, non quella in America ma quella nel Caucaso. Sotto alla Russia; là, vicino alla Turchia…

Effettivamente la Georgia caucasica è uno stato ancora poco conosciuto ai più, ritornato indipendente dopo la dissoluzione dell’Unione Sovietica a fine anni ’80.

La sua posizione tra la Russia, la Turchia ed il vicino Iran ne ha fatto un punto di passaggio obbligato sia per i mercanti che percorrevano la Via della Seta sia per i vari eserciti che hanno scorrazzato tra Asia , Europa e Medio Oriente.

Nell’ultimo secolo poi l’oblio è stato ancora maggiore essendo stata la Georgia una delle tante repubbliche che componevano l’ URSS e solo negli ultimi anni se n’è sentito parlare maggiormente in quanto il Caucaso è stata – purtroppo – la zona più turbolenta dell’era post sovietica (ricordo i conflitti in Cecenia, Daghestan, Nagorno Karabakh, Abkazia, Ossezia, ecc…)

Nonostante ciò i georgiani sono riusciti a mantenere molte loro tradizioni – la religione e la lingua tra tutte – e la loro cultura.

Per molti geografi e cartografi inoltre la Georgia è il confine tra l’Europa e l’Asia : chi la mette con l’una, chi con l’altra….

In Georgia poi sono ambientati alcuni tra i miti più noti dell’antichità : questa è la terra del vello d’oro con la leggenda di Giasone e degli Argonauti , ma anche la patria di Medea e qui Prometeo venne incatenato dagli Dei per aver rubato loro il fuoco ed averlo poi donato agli uomini.

Il nostro tour, acquistato on-line tramite l’agenzia Otto e Mezzo Viaggi (www.ottoemezzoviaggi.it) e ben strutturato dal corrispondente locale, l’agenzia Omnes Tour (www.omnestour.ge) prevedeva 7 giorni effettivi di visite, toccando le regioni che costituiscono un po’ il cuore del Paese: la capitale Tblisi ,la regione di Imereti con Kutaisi, il sud con Akhaltsikhe ed il Caucaso minore , il nord con gli scenari impressionanti del Caucaso maggiore e l’est con la regione vinicola di Kakheti.

Tblisi, come molte capitali, è la sintesi di vestigia antiche e di voglia di modernità: accanto a chiese ortodosse e ad una fortezza vecchie di centinaia d’anni sorgono infatti palazzoni di stile sovietico bisognosi di parecchia manutenzione ma anche strutture avveniristiche di vetro-acciaio come il Ponte della Pace o le “caraffe” adagiate ai piedi del Palazzo presidenziale ( pure questo con una cupola che richiama il Reichstag).

In molti angoli della città vecchia di trovano inoltre statue ed opere di artisti moderni che rendono le passeggiate nei vicoli un susseguirsi di sorprese e scoperte. Sulla città domina invece la grande statua in alluminio della Kartlis Deda, la “madre Georgia”, alta 20 metri e raffigurante una donna che regge una coppa di vino in una mano ad accogliere gli amici ed una spada nell’altra per difendersi dai nemici. Merita una visita anche il Tesoro del Museo Nazionale della Georgia ed è raccomandata la salita in teleferica alla collina della fortezza Narikala da cui la vista spazia su tutta la città.

Per quanto riguarda le altre visite in programma nel tour, particolare attenzione è stata riservata al ricchissimo patrimonio religioso georgiano con alcune chiese e cattedrali ortodosse veramente impressionanti per l’architettura o per la posizione in cui sorgono: tra le molte, impossibile non citare la Chiesa della Trinità di Gergeti, situata a 2170 metri sul livello del mare in cima ad un monte quasi soggiogato dalla sagoma del monte Kazbegi (5047 metri) o il monastero di Jvari, sulla collina che domina la vecchia capitale Mtskheta (dove anche sorge la grandiosa cattedrale di Svetitskhoveli). Immancabili pure il complesso di Gelati ( sovrastante le vallate sottostanti) e quello di Ananuri, un monastero-fortezza che si affaccia sul lago artificiale formato dalla diga sul fiume Aragvi. Anche la cattedrale di Bagrati a Kutaisi ha un suo fascino dovuto alle proporzioni dell’edificio ma è stata oggetto di controversi lavori di restauro che minacciano di farla uscire dall’elenco dei siti patrimonio dell’ Unesco.

Molto scenografiche pure le Grotte di Prometeo che si estendono sotto la superficie per circa un chilometro e mezzo nella regione di Imereti offrendo ai visitatori visioni di stalattiti, stalagmiti e formazioni calcaree che, sapientemente illuminate da luci di vari colori stimolano la fantasia alla ricerca di somiglianze con personaggi o animali.

La storia travagliata della Georgia quale terra di confine, ha inoltre costituito uno stimolo alla costruzione di fortezze per il controllo e la difesa del territorio: praticamente su ogni altura che rivestisse un minimo di importanza strategica sono state costruite fortificazioni, torri o mura, spesso ormai nello stato di ruderi. Alcune si sono però conservate o sono state restaurate e tra queste, oltre alla già citata Narikala a Tblisi , meritano una visita od uno stop la Cittadella di Rabati (il centro storico di Akhaltsikhe), il forte di Khertvisi e la cinta muraria di Sighnaghi.

Altre attrattive per i turisti curiosi sono le città rupestri di Vardzia e di Uplistsikhe. La prima è un complesso di centinaia di grotte ed alloggi scavati nella roccia e collegati da lunghi tunnel , costruito durante il regno della regina Tamara nel XII secolo. Uplistsikhe invece è un antico insediamento risalente all’ XI secolo a.C. ed abitato ininterrottamente fino al XIV secolo d.C. dove è possibile vedere resti di templi, chiese, teatri e cave.

Uplistsikhe inoltre si trova nelle vicinanze di Gori, città famosa per aver dato i natali a Stalin e dove è possibile ancora visitare un museo a lui dedicato.

Altro aspetto da non sottovalutare in Georgia è quello eno-gastronomico : grazie al suo clima estremamente vario, nel Paese viene coltivata una grande varietà di frutta e verdura ed i pascoli sono pieni di mandrie e greggi. L’uso di spezie ed erbe e l’influenza sia europea che mediorientale contribuiscono a fare della cucina georgiana una delle più apprezzate e siccome i georgiani amano definire il loro paese come “ la culla della vite “ al cibo si accompagnano abbondanti libagioni con i vini di produzione locale. Personalmente ho apprezzato molto il khachapuri , una sorta di pizza al formaggio ed i khinkali, dei fagottini di pasta bolliti ripieni di carne macinata speziata che richiedono una particolare procedura per essere gustati.

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Cittadella di Rabati - Akhaltsikhe



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