Dietro la basilica di San Pietro c’è una Scala Santa per chi va di fretta

Alessandro Cipolla, 23 Feb 2026
dietro la basilica di san pietro c'è una scala santa per chi va di fretta

A Roma il Giubileo 2025 è andato in archivio appena qualche settimana fa, con dei numeri da record per quello che è stato l’anno giubilare. Anche se ancora non si tratta di stime ufficiali, a Roma lo scorso anno sarebbero arrivati in totale qualcosa come oltre 33 milioni pellegrini provenienti da ogni angolo del mondo. Se poi a questi andiamo ad aggiungere anche i turisti che si sono recati nella Città Santa non per motivi religiosi, ecco che durante il 2025 la Capitale è stata letteralmente “invasa” dai visitatori. La gran folla di persone però non è di certo una novità per la città, da secoli Caput Mundi e tappa obbligatoria per pellegrini e amanti della storia e dell’arte in generale.
La storia che oggi vi andiamo a raccontare deve partire così proprio da questo presupposto: soprattutto in occasione del Giubileo, all’ombra del Cupolone tantissime persone anche nei secoli passati hanno affollato le vie del centro della città e, in particolare, i principali luoghi di culto. Quando c’è il Giubileo così tutte le attenzioni sono rivolte verso le Scale Sante. Alcune scalinate sono considerate sacre perché ricordano la tradizione secondo cui Cristo salì i gradini del pretorio di Ponzio Pilato prima della condanna. Proprio per questo motivo, i fedeli sono soliti salire questi gradini in ginocchio, come gesto di penitenza e di preghiera: per chi lo fa c’è indulgenza per sé o per un defunto. A Roma c’è una Scala Santa e si trova a un passo dalla Basilica di San Giovanni in Laterano: è una delle più celebri insieme a quella di Gerusalemme e Veroli, in provincia di Frosinone.
In verità a Roma c’è anche una seconda Scala Santa, ma in pochi conoscono la sua esistenza.

La Scala Santa a Roma

scala santa in italia

La Scala Santa “ufficiale” di Roma si trova a pochi passi dalla Basilica di San Giovanni in Laterano ed è custodita all’interno del Pontificio Santuario della Scala Santa e del Sancta Sanctorum. Secondo la tradizione cristiana, i suoi 28 gradini sarebbero quelli percorsi da Gesù nel palazzo di Pilato a Gerusalemme e furono portati a Roma nel IV secolo da Sant’Elena, madre dell’imperatore Costantino. Non solo durante l’anno giubilare, questo luogo rappresenta uno dei santuari più venerati della città: i pellegrini salgono ancora oggi i gradini in ginocchio nella speranza così di ottenere l’indulgenza plenaria.
Il flusso di visitatori così è continuo durante tutto l’anno, con un picco durante le festività religiose e, naturalmente, quando scatta il momento del Giubileo. Chi abita a Roma e vuole chiedere indulgenza – anche per un defunto – però non sempre ha tempo e voglia di mettersi in fila per fare le scale in ginocchio. Ecco allora che entra in gioco quella che sarebbe una sorta di Scala Santa di “riserva” che si trova proprio nel cuore della Capitale.

Per chi ha fretta c’è quella dei “presciolosi”

chiesa santo spirito, roma

Come detto però a Roma c’è anche una seconda Scala Santa che ha una storia molto particolare. Stiamo parlando della cosiddetta Scala Santa de li presciolosi, ovvero di chi ha fretta traducendo dal dialetto romanesco. Si trova presso la Chiesa dei Santi Michele e Magno, nel rione Borgo e praticamente a un passo dalla parte sinistra del colonnato di San Pietro. I frisoni fondarono la chiesa nel IX secolo e all’epoca faceva parte delle antiche scholae peregrinorum, strutture nate per accogliere e assistere i pellegrini stranieri giunti a Roma per visitare la tomba di San Pietro.
La scalinata è in pietra dura e conta 33 scalini e conduce da Borgo Santo Spirito all’interno della chiesa. In passato la usarono come Scala Santa per sostituire temporaneamente quella della Basilica di San Giovanni in Laterano, ma nel Seicento Papa Clemente VIII la abbellì e la rese funzionale. Non essendo comunque molto conosciuta dai forestieri, quella dei presciolosi è diventata assai popolare tra i romani che, così facendo, evitavano la fila a San Giovanni non tanto per chiedere indulgenza, ma – pare – per invocare una vincita al lotto facendo in ginocchio i 33 scalini di questa Scala Santa.



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