A Roma anche gli ospedali sono opere d’arte, e questo edificio nato 800 anni fa lo dimostra appieno

Alessandro Cipolla, 21 Mag 2026
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A Roma tutto diventa un’opera d’arte. In sincerità, a voi cosa fa pensare un ospedale architettonicamente parlando? Una struttura generalmente imponente, ma fredda e con colori slavati, certamente un luogo che non ispira sensazioni piacevoli. Del resto difficilmente potrebbe portare un sentimento di giubilo vista la sua natura. Questo stile “ospedaliero” però è una concezione tutta moderna. Pensate, infatti, che in passato anche negli ospedali si utilizzavano marmi, stucchi, meravigliosi affreschi e decorazioni che sembrerebbero usciti da una cattedrale o un palazzo nobiliare.
Uno dei massimi esempi lo troviamo a Roma, dove è possibile visitare il più grande e antico ospedale d’Europa. Signore e signori ecco a voi l’Ospedale Santo Spirito in Sassia. Non a caso stiamo parlando di un arcispedale, appellativo riservato solo a quegli ospedali che hanno anche una valenza storica. Uno dei tanti record di una città che, del resto, di meraviglie ne ha una ad ogni angolo. Nel dettaglio in questo caso siamo proprio a un passo dal Vaticano e, più precisamente, nel rione Borgo, adiacente all’odierno Ospedale di Santo Spirito che – più moderno – ne ha raccolto l’eredità proseguendo nella missione del Santo Spirito in Sassia.

Il complesso ospedaliero di Santo Spirito in Sassia

santo spirito in sassia

L’esterno del complesso ospedaliero di Santo Spirito in Sassia

Roma è una città che ha visto i suoi luoghi di riferimento distrutti, trasformati e in alcuni casi persino giunti fino ai giorni nostri sostanzialmente inalterati. Ai primissimi anni del I secolo risalgono gli Horti di Agrippina Maior, un complesso di giardini che dominava l’attuale zona del Gianicolo, fino al Tevere. Oggi ne sono rimaste solo poche tracce, inglobate nel grande e scenografico complesso ospedaliero di Santo Spirito in Sassia.
Costruito sui resti della Schola Saxorum dell’VIII secolo (voluta da Ine del Wessex, Re dei Sassoni Occidentali e anticipatore dei coronati britannici), divenne a tutti gli effetti un ospedale durante il regno di Papa Innocenzo III, a inizio Duecento. Il pontefice decise di affidare la gestione della struttura, costruita da Marchionne d’Arezzo, a Guy di Montpellier, un cavaliere templare. Per tutta la durata dello Stato Pontificio, dunque fino al 1870, l’ospedale di Santo Spirito in Sassia (oggi parte dell’ASL Roma 1) fu operativo grazie alla manodopera degli ordini religiosi. 
La sua magnificenza architettonica la si deve però a Papa Sisto IV (Francesco della Rovere), uno dei più importanti protagonisti della rivoluzione architettonica della Roma papalina, a cui si deve anche la costruzione della Cappella Sistina, dal quale prende il nome. E sono proprio le cosiddette Corsie Sistine il luogo più straordinario di questo ospedale, che oggi è un complesso monumentale e museale.

Un ospedale di Roma che sembra un museo

santo spirito in sassia

Risalenti alla fine del Quattrocento, le architetture delle Corsie Sistine sono ispirate a una certa razionalità architettonica che vede delle strutture enormi, per larghezza e altezza, ma certamente non prive di stile artistico. Infatti, i soffitti sono interamente realizzati a cassettoni decorati, mentre le parti superiori delle mura perimetrali presentano un ricco apparato decorativo con affreschi di carattere religioso. Ma non è finita qui. Tra le corsie troviamo numerose altre opere degne di nota, tra cui:

  • un magnifico tiburio con un altare attribuito ad Andrea Palladio, il maestro architettonico del Cinquecento
  • il portale del Paradiso, in marmo, di Andrea Bregno e un altro, sempre in marmo, attribuito a Gian Lorenzo Bernini
  • un quadro di Carlo Maratti

Il complesso ospedaliero di Santo Spirito in Sassia, oltre alla suddivisione nella Sala Lancisi Sala Baglivi (dal nome di due importanti medici del Seicento), è dotato anche del magnifico Palazzo del Commentatore di Nanni di Baccio Bigio, all’interno del quale vi è la Spezieria e la Biblioteca Lancisiana, voluta da Giovanni Maria Lancisi, archiatra (ovvero medico personale) di Papa Clemente XI. Anche qui, non un pontefice secondario: all’Albani si devono il nuovo allestimento del Porto di Ripetta, la meridiana in Santa Maria degli Angeli, la Fontana dei Tritoni (davanti la Bocca della Verità) e il definitivo collocamento dell’Obelisco del Pantheon davanti all’omonimo edificio di epoca romana.
Una curiosità: l’ospedale di Santo Spirito era l’unico dove poteva essere curato Mastro Titta (Giovanni Battista Bugatti), il boia che lavorò al servizio dello Stato Pontificio dal 1796 al 1864, eseguendo ben 514 condanne a morte per decapitazione. 

Come visitare l’ospedale

Generalmente, il complesso ospedaliero di Santo Spirito in Sassia è aperto solo su prenotazione, nei giorni mercoledì e giovedì e con l’orario 10.00-12.00 e 15.00-17.00. La Biblioteca Lancisiana invece è aperta dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 13 (mercoledì e giovedì anche dalle 14 alle 16). Sul sito ufficiale inoltre è possibile fare anche dei tour virtuali per chi non dovesse riuscire ad ammirare questo luogo così unico nel cuore di Roma dal vivo.

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Alessandro Cipolla
Alessandro Cipolla

Giornalista pubblicista e laureato al D.A.M.S., ama scrivere di tutte le cose belle che ci sono da vedere in Italia e in giro per il mondo.



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