Unexpected Itineraries of Rome – Parco dei Martiri di Forte Bravetta

Un luogo che conserva la memoria della capitale, custode della storia e degli anni più drammatici. Il Parco dei Martiri di Forte Bravetta rappresenta una delle mete da scoprire di Roma grazie ai particolari che hanno reso questa meta eterna. Per i dettagli che hanno impreziosito i suoi racconti, dalla costruzione della seconda metà dell’Ottocento agli eventi tragici di questo ritaglio di capitale. Pagine di storia legate alla prima metà del Novecento e agli anni, delicati, della guerra.
L’itinerario che attraversa Forte Bravetta è semplice e adatto a tutti. Si tratta di un percorso da poter affrontare a piedi, della lunghezza di circa 1 chilometro, che circonda uno dei luoghi simbolo della Resistenza romana. Il punto di ritrovo può essere raggiunto con i mezzi pubblici e permette ai visitatori di toccare con mano una meta in cui la memoria si intreccia con la natura. Anche per questo motivo, l’itinerario di Forte Bravetta riporta ai visitatori le testimonianze storiche della città che ne attraversano gli ultimi due secoli, fino alla Seconda guerra mondiale, accendendo i riflettori sulle vicende legate alla resistenza antifascista della città. Per poi regalare anche un punto di vista esclusivo sulla natura e sul verde della zona attraverso il ricchissimo patrimonio arboreo che sorge nel cuore del centro abitato e che regala una sfumatura di diversa alla quotidianità.
Memoria ma anche tanto verde. Il percorso ad anello che attraversa il Parco dei Martiri di Forte Bravetta tocca con mano anche il patrimonio botanico del territorio, evidenziandone le particolarità. Un autentico polmone verde per la periferia di Roma, densamente abitata ma che vede nel parco la sua boccata d’ossigeno, al confine di un quartiere ricco di costruzioni.
Indice dei contenuti
Alla scoperta di Forte Bravetta
L’itinerario ci porta alla scoperta di Forte Bravetta, costruzione che prende il nome dalla strada dove è stato realizzato, a breve distanza da Villa York e da Casal Ninfeo. Ci troviamo precisamente a due passi dal cuore del quartiere Gianicolense e non lontano da Villa Doria Pamphili. Sorge qui uno dei 15 forti costruiti a Roma, diventato uno dei luoghi simbolo della Resistenza della capitale. Per circa 13 anni, dal 1932 al 1945, infatti, Forte Bravetta è stato considerato come un luogo di esecuzione soprattutto dopo la reintroduzione, da parte del regime fascista, della pena di morte. Per questo motivo, durante i nove mesi di resistenza della città di Roma, Forte Bravetta rappresentò lo sfondo drammatico della fucilazione di partigiani, oppositori e antifascisti da parte degli occupanti della capitale, il comando nazista e le autorità fasciste. In relazione a questi avvenimenti, il luogo è diventato nel tempo un vero e proprio simbolo della resistenza all’occupazione tedesca oltre ad essere riconosciuto come un luogo della memoria della città di Roma.
Il Forte e il Parco dei Martiri
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Il Forte Bravetta fa parte della Riserva Naturale Valle dei Casali e rappresenta uno dei 15 fortini realizzati nella periferia della capitale. Realizzato tra il 1877 e il 1883, questo forte è inserito in un’area da circa 11 ettari tra la via Aurelia e la via Portuense. La sua storia è legata, essenzialmente, agli avvenimenti storici del primo Novecento che portarono anche a una modifica della destinazione d’uso della costruzione: progettata come postazione d’artiglieria per la difesa di Roma, successivamente Forte Bravetta incontrò una trasformazione che portò questo luogo ad ospitare una caserma, donando così alla costruzione il ruolo di deposito militare. Le vicende di Forte Bravetta sono legate a un racconto tragico che ha reso questo luogo come un simbolo di resistenza. Durante il regime fascista, questa stessa zona fu utilizzata come luogo di esecuzione delle sentenze di morte. Per questo motivo, con l’occupazione tedesca di Roma, nel perimetro di questo territorio furono giustiziati militari e partigiani. Solo di recente il Comune di Roma, che ha acquisito la proprietà della zona, ha destinato il Forte Bravetta alla memoria collettiva attraverso i particolari dedicati al ricordo dei martiri, dalla lapide all’ingresso del parco alla Piazza d’Armi.
Un percorso che porta il visitatore alla scoperta del Parco dei Martiri, un luogo che unisce insieme l’anima storica dell’itinerario e la sua natura, regalando agli ospiti di questa destinazione degli istanti preziosi di riflessione al confini della città. Ma anche le vibrazioni migliori per affacciarsi ad un percorso di tranquillità e pace. Il parco, incluso all’interno della Riserva naturale della Valle dei Casali, emerge soprattutto attraverso l’itinerario ad anello che circonda il Forte Bravetta e i suoi punti cardine, attraversando l’antico fossato difensivo. Un percorso che unisce testimonianze storiche, dedicate soprattutto all’epoca recente della città e alle vicende che hanno caratterizzato Roma legate alla resistenza antifascista. Ed esempi botanici che hanno assistito, da spettatori, agli ultimi due secoli della capitale. Il Parco dei Martiri ha ingresso libero mentre per poter accedere al Forte Bravetta sarà necessario prenotare la propria visita allo 060608.
La lapide e la Piazza d’armi
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Già dai primi passi all’interno del Parco è possibile incrociare la lapide commemorativa dei martiri: un simbolo eterno del ricordo dei martiri fucilati in questo luogo, teatro di racconti drammatici. Sul monumento è possibile trovare i nomi di 77 patrioti caduti, alcuni dei quali fucilati il 3 giugno del 1944, a poche ore dall’arrivo degli Alleati. Di recente, la Presidenza della Repubblica ha citato proprio il Forte Bravetta tra i luoghi più significativi della lotta alla Liberazione. Un riconoscimento importantissimo per un luogo che, dal giugno del 1967, ha visto sorgere la lapide dedicata al ricordo delle vittime dei nazifascisti. I nomi incisi furono raccolti attraverso il recupero di articoli del quotidiano “Il Popolo” e dalle segnalazioni dei familiari delle vittime. Solo successivamente, però, ulteriori ricerche hanno assicurato alla lapide e alle vicende del luogo una ricostruzione storica accurata, restituendo così un’istantanea precisa sul racconto tragico di anni difficili.
Altro luogo chiave di Forte Bravetta è la sua Piazza d’armi, un angolo di questo territorio dedicato in particolar modo all’attività militare della zona. Centro dedicato agli addestramenti, alle parate ma anche alle cerimonie, questa piazza era stata ideata come il fulcro della vita militare, delimitata dai suoi bastioni. Passando poi, durante la seconda guerra mondiale, ad incarnare lo scenario di sofferenza in virtù delle esecuzioni per le sentenze capitali.
Parte integrante del Parco dei Martiri di Forte Bravetta, la Piazza d’armi conserva ancora oggi alcune delle sue caratteristiche originarie, come i canali di raccolta delle acque, i profili dei bastioni e la stessa piazza, sterrata. Questi particolari ricreano l’atmosfera suggestiva del luogo, lì dove ogni traccia custodisce la storia e quel passato, drammatico, reso eterno dal ricordo di questi luoghi.
Le strutture militari e il ricordo di Don Giuseppe Morosini
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L’itinerario all’interno del Forte Bravetta permette di scorgere i resti di antiche strutture militari che rappresentavano i centri più importanti delle attività del territorio del secolo scorso. A partire dalle prese d’aria dei locali sotterranei del forte, spesso umidi e che necessitavano di un sistema di ventilazione per prevenire l’accumulo di muffe o batteri. Passando per le torrette di avvistamento, o torri di guardia, costruite per fornire un punto di osservazione in grado di garantire un’ampia vista sul territorio in una posizione di sicurezza. Fino alla casa del guardiano e ai magazzini e ai serbatoi d’acqua, in virtù delle necessità della struttura militare di garantire la sopravvivenza dei militari durante gli assedi. Nei dintorni di queste strutture, precisamente presso la Piazza d’armi, dal 1932 al 1943 i condannati vivevano le proprie esecuzioni seguendo delle precise procedure. Il passaggio dal carcere di Regina Coeli al Forte Bravetta, le sedie fissate al terreno, le spalle al plotone e la lettura della sentenza, prima dello sparo. Solo successivamente il giudice istruttore, il medico legale e un rappresentante del Governatorato di Roma procedevano con la redazione degli atti di morte e dei verbali, allegati in calce alla sentenza. Tra le vittime di questi tragici avvenimenti anche il sacerdote Don Giuseppe Morosini, ucciso il 3 aprile del 1944: il suo personaggio ispirò il protagonista del film “Roma città aperta”, uno dei capolavori di Rossellini e una delle perle della storia del cinema italiano.
Informazioni utili
Per chi volesse intraprendere questo cammino, è possibile consultare il sito unexpecteditineraries.turismoroma.it da cui scaricare l’App gratuita, disponibile per sistemi operativi iOS e Android, che permette di percorrere in completa autonomia l’itinerario. È inoltre possibile richiedere tutte le informazioni pratiche, nonché gli orari di apertura e le modalità di prenotazione dei luoghi che abbiamo appena visto, telefonando al numero 060608 al quale risponde il Contact center di informazione turistica e culturale di Roma Capitale.