Cultura, paesaggi e un primato molto triste in Europa: qui è dove l’Italia si giocherà la qualificazione al Mondiale

Giuseppe Coppola, 28 Mar 2026
cultura, paesaggi e un primato molto triste in europa: qui è dove l'italia si giocherà la qualificazione al mondiale

In molti avranno sentito parlare di questa città solo negli ultimi giorni, per ragioni calcistiche: proprio qui l’Italia si giocherà l’accesso al Mondiale della prossima estate. Un luogo molto particolare, in realtà lontano dalla storia calcistica della Nazionale ma anche dalle destinazioni turistiche degli italiani. Siamo in Bosnia ed Erzegovina, in una zona d’Europa che non rientra tra le primissime scelte in termini di vacanze. Ma che custodisce racconti molto particolari dal punto di vista storico. E altri invece tremendamente tristi, a livello di impatto ambientale.

L’Italia vola a Zenica

Teatro della partita che deciderà il destino della Nazionale Italiana di calcio sarà Zenica, in Bosnia ed Erzegovina. Si tratta di una città da oltre 100 mila abitanti, capoluogo del cantone di Zenica-Doboj e tra i centri più importanti del Paese. Situata a circa 70 chilometri da Sarajevo, la capitale della Bosnia, è circondata da rilievi montuosi e colline ed è attraversata da un fiume, il Bosna, il terzo più lungo di tutto il Paese. 

La storia della città

Il primo riferimento al nome della città di Zenica è datato 1436 ed è relativo al Medioevo e, in particolare, alla dominazione della zona da parte dell’Impero Ottomano lunga oltre 400 anni. In questa stessa epoca, il territorio di Zenica ospitava una kasaba, una cittadella fortificata che vantava diverse moschee e scuole religiose, oltre a tombe e fontane. Fondamentale per l’intera area fu l’approdo della monarchia austro-ungarica che gettò le basi per la costruzione di strutture molto importanti per la vita sia economica che sociale della città. Il cambio di scenario, però, arrivò con la realizzazione della miniera di carbone, della fabbrica di carta e dell’acciaieria fino all’industrializzazione del XX secolo che assicurò a Zenica un’importanza rilevante nella vita economica della Bosnia ed Erzegovina

Un primato tristissimo

Natura, paesaggi e cultura sono i lati positivi di questa città che vanta, però, anche un primato molto triste: Zenica è infatti una delle città più inquinate d’Europa. La portata di questa notizia è stata amplificata anche dalla realizzazione di un documentario, “Il cielo sopra Zenica”, che ha riscosso successo tra i festival in cui è stato presentato.

Il problema più impattante riguarda l’inquinamento industriale, i fiumi intasati dai rifiuti di plastica, la distruzione di habitat naturali da parte di progetti idroelettrici e la deforestazione che sta mettendo a rischio flora e fauna del territorio circostante, minacciando anche l’ecosistema della regione. Una deriva aperta dal degrado ambientale e sociopolitico dettato dalle conseguenze delle guerre balcaniche che non accenna a fermarsi. E che trova, nelle poche organizzazioni ambientaliste e negli attivisti locali, le uniche speranze per una possibile svolta.

Cosa vedere a Zenica

Nonostante tutto, Zenica resta una città che vanta una storia e una cultura tutta da vivere. A 10 chilometri a valle di Zenica è presente la cittadella con la fortezza di Vranduk, realizzata nel XV secolo e che ha resistito, nelle varie epoche, a numerosi assalti della zona. Oggi il castello di Vranduk è stato dichiarato monumento nazionale della Bosnia ed Erzegovina ed ospita un museo: la testimonianza migliore della storia di questo territorio. 

Il museo di Zenica, costruito dopo la guerra, racconta la storia della città e del suo passato. Ospita al suo interno collezioni archeologiche, storiche e artistiche legate a questa regione della Bosnia e una biblioteca da oltre 2 mila libri. Lo stadio che ospiterà l’Italia nella finale dei playoff per l’accesso al Mondiale è il Bilino Bolje, impianto inaugurato nel 1972 e ristrutturato nel 2012. Dopo l’indipendenza della Bosnia ed Erzegovina, la nazionale bosniaca giocò la sua prima partita proprio qui, il 30 novembre del 1995, contro l’Albania: uno stadio storico che ospiterà anche l’Italia nella sua corsa verso il Mondiale.



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