Bosnia, Montenegro e Croazia: 16 giorni tra mare, montagna, laghi, paesini e città

Resoconto di una vacanza / road trip tra Bosnia, Montenegro e Croazia di circa 2.000 km in macchina iniziato e concluso a Split
Scritto da: andreaf87
bosnia, montenegro e croazia: 16 giorni tra mare, montagna, laghi, paesini e città
Partenza il: 05/07/2019
Ritorno il: 22/07/2019
Viaggiatori: 2

La nostra idea (io Andrea e la mia compagna entrambi sui 30 anni) era di fare un road trip esplorando le bellezze naturalistiche e culturali della zona dei Balcani inserendoci anche alcuni momenti di relax al mare. Ci siamo spostati con la nostra auto, una ford focus, e abbiamo pernottato sempre in appartamenti prenotati su booking.

Per dare un’indicazione di cioè che ci è particolarmente piaciuto e non, abbiamo assegnato un giudizio (da * a *****) alle principali attrazioni:

***** Imperdibile
**** Molto bello
*** Bello
** Mediocre
* Trascurabile

Iniziamo il nostro tour da Ancona

Siamo arrivati via Ferry a Split da Ancona (andata e ritorno in cabina 250€ prenotando con quattro mesi di anticipo) di prima mattina e ci siamo subito diretti al Krka national park (*****), entrata a 27€, per goderci il parco prima che fosse invaso dalla solita folla di turisti – scelta che si è rivelata decisamente azzeccata!

Il parco è eccezionale e, viste le temperature elevate, fare il bagno sotto le cascate è stato estremamente piacevole. A metà pomeriggio ci siamo rimessi in viaggio e in 3 ore circa siamo arrivati a Mostar (2 notti), in Bosnia. Per entrare in Bosnia con l’auto ci è stato richiesto di esibire il libretto e la carta verde, oltre ai nostri documenti (CI sufficiente). Passando il confine si nota subito una forte differenza tra Croazia e Bosnia. Quest’ultima è molto più arretrata e apparentemente trasandata, sembra essere rimasta indietro di 30 anni per le strade, case e automobili.

Il giorno successivo, in mattinata, abbiamo visitato il caratteristico paesino di Monstar (****): la città vecchia è un vero gioiellino anche se nelle ore centrali del giorno è decisamente invasa dai turisti mordi e fuggi provenienti dalla costa adriatica (per questo consigliamo la visita nelle prime ore della mattina o la sera). Nel pomeriggio, spostandoci in auto, siamo andati a vedere il monastero Blagaj (***), le cascate di Kravice (***) dove abbiano anche fatto il bagno e il paesino arroccato di Počitelj (****). Quest’ultimo merita sicuramente una sosta, soprattutto al tramonto quando esercita un certo fascino.

Il giorno dopo, in circa 2:30, abbiamo raggiunto Sarajevo (2 notti): la strada che separa le due città è molto panoramica e piacevole, ma lo scorrimento è lento (in Bosnia le autostrade sono praticamente assenti!). Lungo la strada abbiamo fatto una pausa caffè a Konjic (*), anche se non ci ha particolarmente entusiasmato. Una volta arrivati a Sarajevo abbiamo dedicato l’intero pomeriggio alla visita del centro storico (****) di questa città dalla forte impronta islamica. E’ stato particolarmente carino salire sulla collina del Žuta tabija per poter rendersi conto della miriade di piccole moschee presenti in città e allo stesso tempo dei cimiteri di guerra disseminati ovunque. Tenete presente che Sarajevo può essere tranquillamente visitata in una giornata, soprattutto se si è già familiari con l’architettura islamica (ad esempio noi non siamo entrati nelle moschee avendo recentemente visto quelle di Turchia e Iran).

Il giorno successivo siamo saliti in macchina al monte Trebević alla ricerca della famosa pista da bob (***) delle olimpiadi invernali del 1984, ora abbandonata e ricoperta da colorati murales. Nel pomeriggio invece abbiamo visitato il suggestivo museo del Tunnel di Sarajevo (*****): l’esibizione è ben organizzata con numerosi video e audio che permettono di comprendere gli eventi del tempo e di come si viveva a Sarajevo negli anni dell’assedio.

La mattinata successiva, accompagnati da una pioggia battente, ci siamo messi in macchina presto, avendo per quel giorno programmato la tratta più lunga del nostro viaggio: la destinazione era Zabljak (2 notti), in Montenegro. La strada che porta in Montenegro segue una serie di vallate (con un valico) ed è abbastanza in buono stato fino a Foca. Da quel punto fino al confine montenegrino è invece in condizioni tremende: nulla di impossibile ma noi l’abbiamo percorsa ad una velocità media di 20km/h per ammortizzare le numerose buche. Una volta entrati in Montenegro (CI e carta verde) le condizioni stradali migliorano decisamente e il viaggio ritorna ad essere piacevole e molto panoramico costeggiando il lago artificiale Pivsko. Per pranzo ci siamo fermati a Pluzine dove diversi locali con vista sul lago preparano pesce alla griglia a buon prezzo. Subito dopo pranzo abbiamo ripreso l’auto in direzione Zabljak percorrendo la P14, una strada estremamente affascinante che, attraversando il parco del Durmitor, offre panorami suggestivi e invita spesso a fermarsi per fare delle foto. Anche qui si procede con estrema cautela e lentezza essendo una stradina di montagna molto stretta e a doppio senso. Per coprire i 170 km che separano Sarajevo da Zabliak abbiamo impiegato circa 6 ore. Per via delle strade molto tortuose e delle condizioni meteo avverse siamo arrivati a destinazione parecchio stanchi. Da sottolineare che a Zabliak la sera dopo il temporale faceva veramente freddo (5°) e noi non eravamo minimamente attrezzati!

Il giorno successivo, in mattinata, siamo andati in auto a vedere il ponte Durdevica (***) sul fiume Tara, mentre nel pomeriggio, con temperature già più gradevoli, abbiamo passeggiato attorno al Crno Jezero (lago Nero) (*****) e poi raggiunto, tramite un facile sentiero, il Zminje Jezero (**).

Il nostro programma prevedeva quindi di spostarci verso la costa adriatica per passare finalmente un paio di giorni al mare. Una volta lasciato Zabliak, dirigendosi verso la costa, abbiamo fatto una sosta al monastero Ostrog (***), uno dei luoghi più sacri del Montenegro. Poi, invece di dirigerci direttamente verso Canj (dove avremmo pernottato per le successive 3 notti) abbiamo fatto una lunga ma spettacolare deviazione lungo il Skadarsko Jezero: prima di raggiungere Podgorica abbiamo deviato in direzione Budva per poi prendere la stradina che porta a Rijeka Crnojevića e, costeggiando tutto il lago, abbiamo raggiunto Virpazar. Questo lunga e lenta deviazione offre scenari unici sul lago e soprattutto il famoso punto panoramico (*****) a pochi km da Rijeka Crnojevića merita una sosta. Da considerare però che la strada che costeggia il lago è molto stretta e malmessa; la nostra velocità media è sempre stata sui 20Km/h.



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