Crociera fluviale Mosca, San Pietroburgo

Partenza il 3 giugno 2008 alle ore 11.05 con Alitalia da Roma destinazione Mosca. Volo tranquillo e puntuale. All’arrivo all’aeroporto di Mosca notiamo che non c’era una scritta in inglese ma solo in cirillico (o in russo) e per trovare ...

  • di angy5959
    pubblicato il
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    Ritorno il
  • Viaggiatori: in coppia
 

Partenza il 3 giugno 2008 alle ore 11.05 con Alitalia da Roma destinazione Mosca. Volo tranquillo e puntuale. All’arrivo all’aeroporto di Mosca notiamo che non c’era una scritta in inglese ma solo in cirillico (o in russo) e per trovare l’uscita seguiamo il flusso di gente, passiamo il controllo doganale (dove la tipa ex sovietica ci chiede di non sorridere, di stare immobili, e di guardarla dritta negli occhi, per ben 3 o 4 minuti ...Controllava che la foto del passaporto era veramente identica al nostro personaggio) e troviamo altri 3 italiani e un tipo russo con vestito chiaro e scarpe a punta di colore nero con un foglio bianco f.To A4 in mano riportante Agenzia S. Pietroburgo ma che non parlava assolutamente ne’ italiano ne’ inglese. I russi non sono come noi che parlano anche con i gesti, l’unico gesto parlante dei russi e’ quello per chiedere un bicchierino di vodka e consiste in sbattere piu’ volte l’indice della mano sul lato destro del collo (le varie guide poi spiegheranno il perche’). Pero’, dopo innumerevoli peripezie lessicali e gestuali, capiamo alla fine che il nostro pulmino e’ in ritardo. Ad un certo punto noto il tipo russo eseguire una telefonata col suo telefonino e poi porgermi questo telefonino; con mio sommo stupore dall’altra parte c’era la nostra guida russa parlante italiana che ci rassicurava che stava arrivando in aeroporto e che era stata bloccata per un incidente stradale. Caricati i bagagli sul pulmino e partiti alla volta della motonave, capiamo perche’ ci aveva impiegato tanto per raggiungere l’aeroporto; non avete idea di quanto traffico ci sia a Mosca, tutti in coda e in tutti gli orari (tranne qualche ora di notte o di mattina ? Notte in questo periodo significa non avere luce solo tra le ore 10,45 e le 5.00 perche’ la luce ti accompagna sempre), ... E non mi lamentero’ piu’ del traffico italiano, almeno esso e’ scorrevole. La nostra guida, che si chiama Irina (e scopriremo che si chiamano cosi’ la maggior parte delle ragazze russe), bionda, robusta, occhi azzurri, autoritaria, insomma un generale dell’Arma ex Sovietica, mentre stiamo sul pulmino ci illustra qualcosina sul viaggio e ci fa consegnare tutti i nostri passaporti e i biglietti del volo di ritorno che dira’ poi di restituire alla fine del viaggio. Direte voi, siete in ostaggio !!, ebbeni si’, per salvaguardare il turista hanno optato per questa modalita’, ma e’ salvaguardare la sicurezza del turista o salvaguardare la ricezione delle mance in ogni dove dal turista ?, ma !! Ci dira’ anche che ogni volta si lasciava la camera della motonave bisognava consegnare la chiave e che ci veniva rilasciata una carta magnetica (con i dati della motonave) che serviva come documento nella eventualita’ di un controllo o che qualcuno si smarriva. Arriviamo al Porto Fluviale di Mosca, bello, l’entrata e’ a forma di nave, ma ahime’, e’ tutto scritto in cirillico e non capiamo nulla, tutto il viaggio sara’ cosi’, nulla e’ scritto in altra lingua. Il pulman si ferma affianco alla motonave, la Krizhizhanovsky della Mosturflot, ci scaricano i bagagli e ci consegnano le chiavi, noi avevamo preso la camera nel ponte soleggiato (ultimo ponte della nave, il 5°); scorgiamo dalla finestra dall’altro lato del fiume un sommergibile e un idrovolante.

Sistemiamo alla meglio i bagagli e scendiamo subito per una prima ricognizione della motonave, bella, pulita, elegante, personale gentile che parlava solo inglese, francese e russo, due bar, due ristoranti, due negozietti di souvenir, medico, ... Lasciamo la chiave, ci danno la tesserina e ci dicono che era quasi pronto per la cena, giriamo un po’ di minuti all’esterno e poi rientriamo. A cena sono tutti turisti francesi, quasi 200, di italiani siamo io e Cri e gli altri 3 dell’aeroporto, gli altri italiani, circa una quindicina, devono ancora arrivare. Cosi’ facciamo un tavolo tra di noi che poi rimarra’ sempre quello fino alla fine del viaggio, e ci servono la cena. Tutto viene presentato in modo eccezionale, degno di un ristorante a 2 forchette, e il cibo, per chi mangia tutto, e’ veramente buono; quando previsto scegliete il pesce che e’ veramente ottimo e fresco !! La tavola verra’ allestita ogni volta (colazione, pranzo e cena) in modo diverso, degna del migliore ristorante. Il personale che serviva era tutto femminile, belle, e si vedeva che avevano studiato l’arte di servire a tavola nonostante per loro sia stata la prima esperienza. Sottopagate per la nostra Italia, pensate percepivano euro 200,00 + vitto e alloggio, e la mancia che dovevamo dare a fine viaggio (..Per poter riavere il nostro passaporto e il biglietto), euro 36,00 a persona (euro 3,00 al giorno), occorreva, cosi’ ci avevano detto, per integrare lo stipendio di tutto il personale della nave che Vi assicuro era veramente tanto, e che non si vedeva tutto, molti lavoravano nell’ombra, soprattutto macchinisti, personale di pulizia, ... Finita la cena, usciamo tutti e 5 noi italiani, all’avventura, per vedere cosa c’era intorno. Piove, usciamo dal Porto Fluviale e attraversiamo un parco (che poi ci diranno essere pericoloso perche’ proprio poco tempo prima erano stati derubati dei turisti) per arrivare all’entrata della Metro, sono le 23 e vediamo scaricare tanta ma tanta gente, e’ impensabile per noi vedere tutta questa gente nell’arco di pochi minuti, gia’ a Mosca la metro viaggia circa ogni 3 minuti, non come da noi !! e tutto scritto in cirillico !! Troviamo all’esterno delle vecchiette che vendono ortaggi, frutta, insalate, e soprattutto cetrioli di qualsiasi misura (e’ l’ortaggio che si coltiva di piu’) con il loro carrettino, sotto la pioggia, senza ombrello, a quell’ora! nessun russo stava camminando con un ombrello, camminavano tutti con una birra in mano, uomini e donne

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