I giromondisti Luca e Aga sono arrivati a Halong Bay!
Ancora eccitati dal fresco ricordo dei magici incontri avvenuti in Laos, ci dirigiamo a Sapa, nel nord del paese, carichi di aspettative ed ansiosi di conoscere le minoranze che abitano le montagne del Vietnam. Aaaah, Sapa è bellissima. Panorami unici circondano questa cittadina di montagna, estremamente curata ed accogliente... è davvero un peccato che sia stato possibile osservarli solamente dalle cartoline che fanno bella mostra all'ingresso di ogni negozio, a causa della fittissima nebbia che, come un mantello, ha avvolto costantemente il nostro soggiorno. Noi però non ci siamo persi d'animo; abbiamo ugualmente affittato una moto e siamo andati in cerca delle minorities... anzi, a dire il vero cercavamo di scollarci di dosso le decine di fanciulle che insistentemente si appiccicano ad ogni turista con l'intento di rifilargli qualche souvenir. Sapa, infatti, è invasa da donne appartenenti ai vari villaggi della zona che cercano di vendere gli oggetti di loro produzione a tutti i turisti di passaggio. Appena arrivati in città il tutto sembra anche essere simpatico, folcloristico, ma già dopo una giornata ci si è oltremodo stufati di rispondere alle canoniche domande che rieccheggiano nell'aria: "Da dove vieni? Come ti chiami? Che bel nome (anche se ti chiami Ajeje Brazorf). Compri qualcosa da me? Magari dopo, ok promesso!".
Sapa effettivamente è troppo turistica e l'incontro con le minorities non è così genuino e sincero come invece può essere in Laos. La cosa positiva è che questa gente parla un inglese da far vergognare la regina Elisabetta, è quindi possibile spendere ore a chiacchierare con loro e scoprire aspetti della loro cultura difficilmente raggiungibili con la sola osservazione... ovviamente poi bisogna comprare qualche souvenir per ripagare la compagnia... qui non si ottiene niente per niente!!
In motocicletta faceva un freddo bestia; strano, eppure il nostro abbigliamento invernale era pressochè impeccabile: due paia di calzini corti, pantaloni del pigiama sotto un paio di jeans, svariate t-shirt, felpine primaverili, k-way e calzini sulle mani a mò di guanti. Abbiamo quindi deciso di parcheggiare la moto e continuare a piedi, attraversando diversi villaggi immersi tra le colline e le risaie, costantemente accompagniati da 5-6 ragazzine ed i loro souvenir. Il posto è davvero bello e la gente molto simpatica, nonostante poi arrivi l'inevitabile "conto" da pagare, vale a dire l'acquisto di qualche oggettino prodotto dagli artigiani locali... il che non è propriamente piacevole, ma come dire di no?
Il giorno successivo, a causa del freddo pungente, facciamo conoscenza con il vino locale. Avevamo sentito che Sapa è famosa per la produzione di un ottimo vino di miele, così decidiamo di andare ad assaggiarlo. Ok, magari le 10.00 di mattina può sembrare un pò presto, però dai ad un buon bicchiere di vino è difficile dire di no. Facciamo colazione in uno stand del mercatino di Sapa e poi ordiniamo due bicchieri di vino. La gentile signora riempie due bicchieri con un liquido semitrasparente (probabilmente benzina) contenuto in una bottiglia di plastica, aggiunge un paio di cucchiai di miele, una bella mescolata ed ecco servito il tradizionale vino al miele... non sappiamo dirvi la gradazione, ma era davvero elevata. Il problema è che, essendo circondati da gente locale, piacevolmente sorpresa nel vederci ordinare il vino, era impossibile rifiutarsi di berlo... comunque scalda, cavolo se scalda... ecco, magari non fumate quando siete in prossimità del bicchiere, credo sia altamente infiammabile.
Un pò per il freddo, un pò per la mezza delusione derivante dall'incontro con le minorities, decidiamo di spostarci a Bac Ha, a circa 5 ore da Sapa. Qui è tutta un'altra storia. Il posto è bellissimo, forse non così spettacolare come Sapa, ma davvero incantevole. E' decisamente meno turistico, ed è facile venire avvicinati da gente spinta da un sincero desiderio di scambiare due chiacchiere o bere una birra in compagnia, specialmente quando ci si siede a mangiare in uno dei micro ristorantini a bordo strada. Anche qui abbiamo affittato una motocicletta e siamo andati a zonzo per la zona. Mentre gironzolavamo ci siamo imbattuti nel più bel mercato del mondo... situato in un posto da favola, più precisamente a Can Cau, su di un'altura circondata da verdissime montagne. Questo mercato è una vera e proria esplosione di colori, un miscuglio di odori ed un sovrapporsi di suoni; è impossibile non rimanere affascinati dall'insieme degli elementi: un panorama spettacolare, gente vestita in coloratissimi e particolari abiti tradizionali, merce artigianale di rara bellezza, frutta e verdure esotiche mai viste prima. Non è il mercato più grande della zona, nemmeno il più facilmente accessibile, però è sicuramente il più bello e coinvolgente; vale davvero la pena fare un pò più di strada per arrivare sin qua su. Donne e uomini provenienti da ogni villaggio della zona si ritrovano qui settimanalmente per fare affari e acquistare beni di prima necessità. Questo è il posto adatto dove comprare regali e ricordi a prezzi estremamente vantaggiosi, consegnando i soldi direttamente nelle mani degli artigiani, anche di quelli che non hanno la possibilità di vendere i propri prodotti in città e nelle aree turistiche, contribuendo così a distribuire maggiormente il benessere.
Dopo un paio di giorni a girovagare tra le montagne di Bac Ha decidiamo di rientrare ad Hanoi, giusto il tempo per recuperare la nostra amica Simona, anche lei in viaggio per qualche mese nel Sudest Asiatico, prima di dirigerci ad Halong Bay. Ve la ricordate Simona no?? La nostra amica di Londra (da dove tutto ha avuto inizio) che ci ha ospitato prima della nostra partenza per l'India. Ebbene, eccola qui... visiterà con noi il Vietnam e la Cambogia... sarà sicuramente un mese molto interessante