Due giorni sulle Alpi Retiche: tra la Valtellina e l'alta Engadina.
Da molto tempo Claudia, la mia fidanzata, ed io pianificavamo un'esperienza di montagna e, grazie ai consigli di altri turisti per caso decidemmo che la nostra esperienza di montagna, la prima, sarebbe stata in Valtellina. L'obiettivo era quello di raggiungere Tirano (SO) per salire sul Trenino rosso del Bernina, che da lì, con un percorso della durata di circa due ore e trenta ci avrebbe portati in alta Engadina, a St Moritz, attraversando, o per meglio dire, scalado le Alpi Retiche.
Partenza da Reggio Emilia fissata per le 5.30 del mattino.
Ma la mattina della partenza....
Claudia:"Luca sveglia dobbiamo partire"
Io:" che ora è?"
Claudia:" ...ehmmmmmmmm le 7.30!!"
Era tardissimoooo. In fretta e furia ci prepariamo alla partenza. Fortunatamente avevamo preparato tutto la sera prima, prima che venissero a trovarci i nostri amici Antonio e Morena che ci hanno fatto fare le 2.00.....sgrunt!
Siamo in auto. C'è traffico sul ponte di Calatrava, sbagliamo strada. Si accumula ritardo su ritardo. Ma questo è anche il bello di viaggiare con la propria auto!!
Arrivati alla tangenziale di Brescia la cartellonistica stradale ci suggerisce una sosta improvvisa: una capatina al lago d'Iseo. Ed eccoci, a due ore dalla partenza (abbiamo guidato con prudenza), un cartellone ci dà il benvenuto nel Comune di Iseo , dove un mercato dell'antiquariato si tiene la terza domenica di ogni mese!.....
Il lago è incantevole, una cornice magica per passeggiate romantiche. Ne vengono foto eccezionali. Prima di ripartire facciamo una pausa pranzo su una panchina vista lago. Riposati e desiderosi di arrivare, ci rimettiamo in viaggio. La statale costeggia il lago e ci consente di godere di una vista completa del lago. Il panorama cambia. Sullo sfondo le vette cominciano ad avvicinarsi al cielo, modificandosi nel colore, dal verde autunnale degli alberi al bianco invernale delle cime.
Il navigatore ha smarrito la strada. Proseguiamo a naso, seguendo la linea tracciata dalla statale.
Arrivati al comune di Edolo degli imprevisti ci spingono a inveire contro il navigatore: una deviazione e un corteo ci portano a perdere la statale.....
Proseguire su una strada fatta di soli tornanti, ripidi, e in salita ( e che salita) è un evento più che funesto per una persona che , come me, ha guidato solo su strade di città!!
Non mi perdo d'animo alla guida, anche perchè se l'avessi fatto non so dove saremmo adesso..
Finalmente dopo svariati tornanti arriviamo in un centro abitato (Doverio) che, seppur minuscolo, costituiva per noi una valida speranza di ritrovare la statale!Chiediamo indicazione ad un simpatico vecchietto impegnato in alcune faccende dietro un cancello che ci suggerisce di prendere la strada dietro la chiesa e di star tranquilli che è asfaltata. Quest'ultima raccomandazione: "è asfaltata", mi è sembrata da subito strana ma non le dò peso (ah che grave errore fu). Inizialmente si trattava di una strada normale, un pò stretta ma in fondo che posso pretendere da una strada di montagna a non so che quota??!( sono troppo abituato agli agiti della città)... Tralasciando il particolare minore del gregge di pecore sulla strada, che nel frattempo riusciva giusto ad accogliere la mole della mia macchina, una fiat brava, ovviamente senza nessuna protezione verso l'esterno, davanti ai nostri occhi si presenta lo spettacolo più spaventoso della mia vita: dall'alto una cascata crea un simpatico ruscello che taglia la strada, in discesa e in curva. Bèh mi ci è voluto un momento per realizzare la situazione. L'idea di tornare indietro è stata subito abbandonata: impossibile un inversione a U e ancor di più una retro fin su. Non mi resta che affrontare il ruscello.....Forse ho chiuso gli occhi, forse...non so....il mio cervello ha deciso di rimuovere quei momenti. Il ruscello è superato. Ahahahaha(risata sadica) che stolti a pensare che il peggio fosse passato: ne abbiamo affrontati altri due di ruscelli......
Finalmente ritroviamo la statale.....benedetta fu la statale 39!!!
Quando un simpatico arco in legno ci indica l'ingresso nel Comune di Aprica ci sentiamo al sicuro.... Finalmente