Conosciamo La Movida. Una ONLUS per il sostegno dei DIverSamenteAbili

<p class='sottotitolo'>L’intervista è del nostro tpc Andrea C.</p> <div class='tabtestogrande'>Accanto alle numerose associazioni di sostegno all’handicap che hanno rilevanza nazionale, mastodontici organismi di difficile gestione, ne esistono altre che hanno una dimensione più “casalinga” e spesso, proprio per questo, vivono ...

Accanto alle numerose associazioni di sostegno all’handicap che hanno rilevanza nazionale, mastodontici organismi di difficile gestione, ne esistono altre che hanno una dimensione più “casalinga” e spesso, proprio per questo, vivono e si nutrono della passione e dedizione dei loro soci e responsabili. Fra queste, seppur non proprio piccola, c’è La Movida una ONLUS che si occupa del sostegno ai diversamente abili.

Il terreno in cui si muove è quanto mai affine allo spirito dei turistipercaso, l’associazione ha infatti quali finalità quella di promuovere e realizzare viaggi per i diversamente abili perché ritiene, come da statuto, che sia importante “valorizzare le componenti educative e pedagogiche del muoversi e del viaggiare... Il punto di partenza è il significato e l’investimento educativo attribuibili al concetto di vacanza. Vacanza non solo come semplice momento di evasione e di svago - se non addirittura di "parcheggio" - ma come contenitore spazio-temporale nel quale riversare e attivare (anche da parte degli operatori stessi) energie e competenze. Vacanza, in definitiva, come diritto garantito per tutti - abili e diversamente tali - a un'esperienza di evoluzione e di crescita personale”.

Su Internet capita di fare incontri interessanti e casuali com’è stato con il presidente dell’Associazione Riccardo ... Com’è nata l’idea di fondare una ONLUS finalizzata a garantire la possibilità di viaggiare ai DIverSamenteABILI, come li chiamate voi? Beh... L’idea è nata da una grossa spinta personale (dopo una serie di esperienze professionali come educatore nel mondo no-profit) nel voler creare e costituire qualcosa di MIO, che esprimesse a pieno il mio naturale “essere”. Il lavoro e percorso svolto in questi 6 anni come educatore è stato molto importante, formativo e ricco ma ad un certo punto ho sentito che non mi bastava più. Volevo costruire qualcosa di mio. Da qui è partita La Movida -Onlus-. Questo progetto è per me una tappa (anche un contenitore) fondamentale nella mia vita. È una tappa del mio percorso di crescita: sia professionale, ma prima ancora umano. E’ il contenitore nel quale riversare la mia vitalità. E’ un ponte d’unione insomma: sono un Educatore Professionale e lavoro a contatto con persone DiverSamenteABILI da circa 6 anni, amo il mio lavoro e quindi LA MOVIDA parte da qui. Questo è il primo punto di partenza. Poi è arrivato l’”incontro” con Riccardo (mio omonimo e vice-presidente nell’ASSOCIAZIONE. Questo incontro è stato la ciliegina sulla torta. Riccardo è un compagno di viaggio eccezionale e se non fosse per lui io non sarei qui. Tra di noi è un continuo scambio che arricchisce i nostri due percorsi di vita e il nostro progetto comune: LA MOVIDA.

Da dove nasce il nome LA MOVIDA? Da una notte! Era l’inizio dell’anno: eravamo appena partiti. Figurati... Non avevamo ancora il nome e ne sparavamo decine ogni giorno, che però non ci convincevano del tutto. Poi una mattina, mi sono svegliato e...”bella ciao bella ciaooo...” ah no!!! ...Mi son svegliato ed è arrivato LA MOVIDA. Ho subito telefonato a Ric e gli ho lasciato un messaggio in segreteria proponendogli questo nome: è stato entusiasta! Perché la movida?? Perché per me la Spagna significa molto: rientra in questo progetto sia per vicende personali che professionali. L’estate scorsa infatti ero a Barcellona per un esperienza di volontariato con una Fondazione locale che si occupa di persone DIverSamenteABILI. A me personalmente ha colpito particolarmente lo spirito giovane e scanzonato della vostra associazione sia negli intenti sia nel personale quasi tutto formato da giovani , mi pare di capire. Cosa ti senti di dire a chi ritiene che l’attività di associazioni come la vostra sia un affare per “stomaci forti” o per anime caritatevoli? bella domanda!) beh..., per quanto riguarda la forza di stomaco, la ritengo una mezza verità: a parte colui simpaticamente definisco “lo schizzinosetto”, ritengo che per la maggior parte delle persone si tratti solo di paura. È la paura che parla , è la paura che frena. A nessuno di noi (nemmeno a me) piace “sporcarsi le mani” però io personalmente non mi fermo a quello. E poi, in un secondo momento, non arriva di certo a piacerti però apprezzi molto di più tante cose che sottendono a questo “sporcarsi le mani”. Io non mi fermo all’apparenza, all’immagine, a quello che è di primo impatto. Anzi, solitamente più è forte e di impatto e più sono stimolato ad andare oltre. Se non lo facessi, questa apparenza, questa paura mi impedirebbe di vedere oltre. E ti assicuro..., che oltre, spesso, c’è un mondo che nemmeno puoi immaginare. Per quanto riguarda l’”anima caritatevole”...: per me è lavoro. Stop!! Solo lavoro (ovviamente con la mia personale accezione di lavoro). Un lavoro come un altro. Che poi ci sia gente che non vede nel suo lavoro nessun collegamento con il proprio essere e quindi discerne e chiude le cose a compartimenti stagni..., beh io non lo faccio. Il lavoro che faccio me lo sono costruito su di me partendo da me. LAVORO!! Come reclutate il personale che collabora con voi e quali le caratteristiche che ritenete indispensabili? Essendomi formato a Milano sono in contatto con le diverse realtà (università e centri di formazione per Educatori) e diverse persone dell’ambito (colleghi, ex docenti, amici, ecc..) dalle quali attingere nella ricerca dei collaboratori. Inoltre LA MOVIDA si sta diffondendo come un animale tentacolare e quindi i canali si moltiplicano. È un’invasioneee!! A parte questo ci affidiamo al “naso”, se ci contatta un perfetto sconosciuto che non ha magari neanche esperienza..., lo incontriamo, facciamo un colloquio e poi se ci piace...: è fatta. Pensiamo sia giusto coinvolgere e dare opportunità in più direzioni possibili. Le caratteristiche indispensabili?? Apertura mentale, nessun acciacco fisico, adattabilità, voglia di fare, sensibilità, capacità a mettersi in discussione. Quali sono le difficoltà maggiori che avete affrontato nel corso della vostra attività e quali i suggerimenti che sentite di dare? Suggerimenti per ora non ne abbiamo (ma se qualcuno invece vuole darcene...): siamo troppo giovani (evvivaaaa!!!!). Le difficoltà maggiori sono unicamente interne a noi. Intendo dire che non esistono difficoltà (esterne) insuperabili nel momento in cui metti nel tuo progetto tutto te stesso e nel momento in cui sei elastico, pronto e aperto nell’affrontare i cambi di direzione che le cose possono prendere. Le difficoltà che si possono incontrare sono unicamente dovute alle tue di difficoltà nel gestire una serie di cose: per me ad esempio una difficoltà del presente è la frustrazione e il peso di lavorare ad un progetto per me importantissimo e che però al momento non mi dà da mangiare (soldi)

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