Da Aviano al Texas con i Comandanti onorari USAF

Sono Paola, moglie di un Comandante Onorario nominato nel 2008, e da matricola riporto non un diario di viaggio vero e proprio, ma una serie di annotazioni che ho fatto durante la settimana dal 21 al 29 marzo 2009 che ...

  • di 2perplesso
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: in gruppo
    Spesa: Da 500 a 1000 euro
 

Sono Paola, moglie di un Comandante Onorario nominato nel 2008, e da matricola riporto non un diario di viaggio vero e proprio, ma una serie di annotazioni che ho fatto durante la settimana dal 21 al 29 marzo 2009 che ci ha portato in Texas. Mio il racconto, mia la sensibilità nel segnalare fatti e situazioni: mi perdoneranno coloro che, essendo tecnici del volo, mi tireranno le orecchie su alcuni tecnicismi sui quali non sono addentrata.

Sveglia prima dell’alba di sabato 21 marzo 2009, perché un blue bird alle h 4 ci preleva dalla Base di Aviano e ci porta all’aeroporto di Venezia, dove arriviamo gelati: è una annotazione superflua perché eravamo così caricati che era come andare in missione speciale.

Il gruppo è costituito da 31 persone, compresi un ufficiale della Base di Aviano,che fa da collegamento con le strutture militari, un altro sottufficiale che si presta a fare anche da fotografo e una addetta civile alle pubbliche relazioni della Base.

Il volo prevede la partenza da Venezia con Lufhansa, scalo a Francoforte e grande transvolo atlantico con arrivo a Dallas: totale 14 ore ‘scomode’ dove eravamo compressi in sedili stretti e ravvicinati. Io ho dormito mezz’ora. Alle 15.30 tocchiamo terra americana, ritiriamo i bagagli, prendiamo il bus per ritirare i 7 van a noleggio che utilizzeremo per tutto il viaggio.

Il mio gruppo è costituito da 5 persone, io solo donna. L’auto è molto comoda: una Chrisler Voyager da 7 posti con cambio automatico, con porte scorrevole, che si dimostrerà un buon mezzo per tutto il viaggio.

Raggiungiamo Fort Worth (vicino a Dallas) all’Hotel del Gruppo Mariott (tutti gli alberghi sono del Gruppo Mariott con camere comode e letti king). Andiamo in centro dove è stata organizzata una cena in ambiente country accompagnati dal Generale F. Di stanza ad Aviano, ma che verrà sostituito a breve: è d’obbligo assaporare la carne ai ferri, le patate e la cipolla fritte. Alla fine, stanchi, andiamo a letto dopo ben 26 ore.

Un breve accenno allo stato del Texas, recuperato in Wikipedia.

Il Texas è uno dei cinquanta Stati degli Stati Uniti d'America. Si trova nella parte meridionale del Paese, ed è il più grande Stato dopo l'Alaska (con 696.241 km²), ed è il secondo più popoloso dopo la California (con 23,9 milioni di abitanti). Il Texas, con una superficie più che doppia rispetto a quella dell’Italia, annovera una grande varietà di paesaggi spostandosi da est a ovest, dalle pianure fluviali dell’est, ai deserti del sud-ovest, e ambienti naturali che vanno dalle paludi costiere, alle foreste subtropicali, alle praterie, alle regioni semi-aride e aride, alle montagne. Situato a nord del Rio Grande il Texas fu una colonia spagnola, e in seguito parte del Messico. Dopo una breve periodo di indipendenza come Repubblica del Texas, entrò a far parte degli Stati Uniti nel 1845. Stato schiavista, il Texas partecipò alla guerra di secessione americana al fianco dei confederati. Oggi, attrae molti immigrati latino-americani e fa parte degli stati conservatori dominati dal Partito Repubblicano. La sua dinamicità economia si basa sull’allevamento del bestiame, sull’industria petrolifera e petrolchimica, e sull’ alta tecnologia (aerospaziale, biotecnologie) sostenuta dalla ricerca universitaria. La cultura del Texas riflette influenze ed eredità molteplici. L'identità dello Stato si basa su un folklore vivo (rodeo, western, country), associato alla mitica immagine del cowboy.

Stupendo: ho dormito 10 ore ed ho superato il jet lag. E’ Domenica 22.3.2009 siamo tutti pronti per l’assaggio del Texas. Colazione all’americana con uova e bacon – ma non per me – e andiamo in centro a Dallas: la città è deserta, il tempo è bello ma la temperatura ancora fresca. Primo appuntamento con la storia: la strada dove è stato ucciso JFKennedy. L’avremo visto 1000 volte in televisione e mi sembrava un grande piazza, invece è una semplice strada di scorrimento, con a lato due marciapiedi ed uno spazio erboso con un ballatoio. Arrivando si riconosce subito il palazzo, nel 1963 deposito di libri, dal quale sparò Lee Oswald, ora uno splendido museo alla memoria. Si entra già provvisti dell’auricolare parlante italiano e si gira sul piano dove vengono raccolte le memorie sulla famiglia, sulla storia politica, sull’evento di quel 22 novembre, rappresentato da foto e filmati e da quell’angolo, indicato da uno spazio racchiuso da un vetro, dove sembra non sia passato il tempo. Mi immedesimo nella parte e miro al punto in cui è passata l’auto: no, sono passati troppi anni, gli alberi sono cresciuti e non c’è abbastanza visibilità

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