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Ritorno a Madrid

Mancavo da Madrid esattamente dal dicembre 1997. Ci ero venuto per festeggiare il Capodanno ma, soprattutto, avevo scelto questa località per coronare nel migliore dei modi un evento importantissimo per la mia vita e per i miei studi: la Laurea. ...

  • di palinuro71
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: in coppia
    Spesa: Fino a 500 euro
 

Mancavo da Madrid esattamente dal dicembre 1997. Ci ero venuto per festeggiare il Capodanno ma, soprattutto, avevo scelto questa località per coronare nel migliore dei modi un evento importantissimo per la mia vita e per i miei studi: la Laurea. Ricordo che la scelta non era stata casuale, cercavo una capitale europea che fosse universalmente riconosciuta come bella, animata e a buon prezzo. Insomma tutto ciò che un giovane di belle speranze (allora lo ero) desiderava visitare. Anche in quell’occasione, come nella circostanza attuale, mi trovavo in compagnia dell’amico Uccio. Ma mentre nel primo viaggio eravamo affiancati dalle rispettive fidanzate, ora siamo soli, completamente liberi da orari, ritardi legati ad imbellettamenti, esigenze differenti da assecondare e guardiani passivi a protezione del bagno delle donne. In quel periodo non immaginavo neanche lontanamente di documentare ogni mio viaggio ma, visto che si è ripresentata l’occasione di tornare nella capitale iberica, e quindi di ripassare vicino a molti punti, mi è venuta voglia di ricostruire le singole tappe di 11 anni fa. Con un po’ di sforzo mentale, e aiutato dall’album fotografico, cercherò di fare, in questa sede, un’elencazione postuma ma, prometto, breve dei luoghi di maggior interesse storico e artistico della città. Inizio dai due musei principali: Il Prado dove è bene soffermarsi sulla maja vestida e sulla maja desnuda di Goya e il Centro de arte Reina Sofia con il famosissimo Guernica di Picasso. Tra i monumenti un po’ “alternativi” scelsi il Tempio di Debod, che l’Egitto regalò alla Spagna per aver contribuito alla costruzione della diga di Assuan. Mi sbizzarrii a girare per chiese e luoghi di culto. La cattedrale di Santa Maria Reale dell’Almudena, il singolare Monasterio De Las Descalzas Reales, un convento di suore di cui ricordo perfettamente le scalinate interne e la consapevolezza spirituale della clausura, che aleggiava per tutto il caseggiato. Infine la lunga passeggiata per raggiungere l’Ermita di San Antonio de la Florida. Una chiesa piccola, intima con alcuni bei dipinti di Goya sulla volta. Indimenticabile il Palazzo Reale, impreziosito dalle numerose stanze aperte ai visitatori, dalla farmacia e dalla vicina armeria. Durante le pause mi sollazzavo all’ombra dell’ampio Parque del Retiro con il suo laghetto, le aiuole fiorite e i divertenti scoiattoli “ammaestrati”. Tutto ciò in un contesto esemplare di verde urbano. Qualcosa probabilmente sfugge ai miei ricordi ma, se si hanno pochi giorni a disposizione, queste indicazioni rappresentano, di per sé, un buon punto di partenza.

Ma veniamo al resoconto dei tempi moderni più fresco e scevro dalle imperfezioni di una memoria fallace. Le condizioni meteo a Madrid sono quelle tipiche di primavera. A metà marzo le temperature si aggirano intorno ai 25 gradi. Questo non può che infonderci allegria e buonumore per tutta la durata del viaggio. L’hotel Ganivet è in posizione centrale, sulla calle de Toledo, proprio a due passi dal quartiere La Latina. Un tre stelle con un ottimo rapporto qualità / prezzo, appena ristrutturato, accogliente e con camere ampie. In albergo acquisto, a 17 euro, un biglietto per il Madrid Vision, l’autobus a due piani dove vedi “tutto” in mezza giornata. La cosa che risalta maggiormente agli occhi del turista sono i palazzi storici, non ultimo quello delle Comunicazioni di fronte alla Fuente de Cibeles, o le antiche porte d’accesso alla città. Terminato il girotondo pensiamo bene di cercare un ristorante dove pranzare. La guida consiglia una trattoria in calle de la Cruz 27 dal nome simpatico e casereccio: Tia Cebolla. L’ambiente è molto rustico ma il cibo ci sembra soddisfacente. Ottime le chiquillas de jamon un po’ meno la paella. Consigliato se si vuol spendere una cifra ragionevole e assaggiare prodotti genuini. Una delle note liete è proprio questa: il cibo è veramente bene, di qualità, ma, soprattutto, si spende davvero poco. Nei 9 euro del menù del dia sono ricompresi un primo, un secondo, il vino, il dolce e il caffè. Da noi probabilmente non mi sarebbero stati sufficienti 30 euro! Dopo l’abbuffata è assolutamente sconsigliato rientrare in albergo a riposare. Meglio continuare a passeggiare sotto il sole per godere della splendida giornata. I due centri di riferimento più importanti della città sono due: il primo è considerato, da sempre, il salotto buono della città; con il suo fascino asburgico, si presenta austera ed elegante, la Placa Major. Quando ci finisci dentro, da uno dei vari ingressi, ti senti assediato, chiuso in un rettangolo, certamente largo e spazioso ma, pur sempre, recintato. Al contrario, la Puerta del Sol è il vero centro strategico di Madrid, un luogo di passaggio, abitato da una folla in perenne movimento, in cui si intrecciano la vivacità commerciale della zona, il turismo e i traffici di una umanità che vive la vita alla giornata

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